Il 16 giugno 1948 san Josemaría Escrivá scriveva a Pedro Casciaro e gli diceva che due giorni dopo sarebbe partito per la Sicilia e la Calabria, essendo ormai scoccata «l’ora di Dio», l’ora di un lavoro apostolico abbondante e fecondo. Era pertanto costretto a modificare i suoi piani, cosa di cui informava il Consiglio Generale: «Carissimi, una volta di più ci è chiaro che siamo a disposizione di Dio e I non possiamo rispettare alla lettera i nostri piani. L’arcivescovo di Reggio Calabria, monsignor Lanza, ci aspetta: dobbiamo andarci, perché è un grande amico, in vista di tutto il lavoro che dovremo fare nel sud d’Italia. Il grande caldo che fa qui è solo un’avvisaglia di quello che troveremo in Calabria e in Sicilia: ma né questo, né ragioni più o meno sociali in Spagna devono interrompere il nostro sforzo per ampliare qui il lavoro dell’Opera. Pertanto – è deciso – arriverò a Madrid solo venerdì 2 luglio».
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