Rimpasto di giunta e referendum, l’affondo di Raffa

«Il dibattito politico sembra ormai essere letteralmente imprigionato dalla grancassa della campagna elettorale per il referendum. La regia ‘renziana’ sta, quotidianamente, provando a oscurare ogni forma di dissenso nel tentativo di non far emergere i reali contenuti di una pessima proposta di riforma costituzionale che nulla ha a che vedere con la semplificazione e la modernizzazione del Paese». È quanto afferma il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, in relazione all’attuale momento politico, tanto a livello nazionale quanto in ambito locale. «Ciò che appare ancora più grave e allarmante – prosegue Raffa – è che nel polverone sollevato ad arte dal fronte del sì, si sono smarriti i problemi e le questioni più urgenti e concrete, che attanagliano i cittadini e le singole comunità. Al centro di tutto sembrano esserci solo le performance di un presidente del Consiglio sempre più interessato a garantirsi una nuova dimensione politica, specie in vista di quella che sarà la sua personale debacle il prossimo 4 dicembre. Ancor più sorprendente, ma solo fino ad un certo punto – sottolinea il presidente di Palazzo ‘Alvaro’ – è la schiera di replicanti che su scala locale sta recitando un copione calato dall’alto e sbandierato in ogni circostanza o occasione utile. Eppure, specie nel nostro territorio, di argomenti, questioni, vertenze, emergenze e criticità meritevoli della stessa certosina attenzione che i cantori del verbo renziano stanno manifestando per la causa referendaria, ce ne sarebbero in abbondanza. A cominciare – evidenzia Raffa – dalla crisi occupazione che il governo centrale e i propri esponenti sul territorio, stanno completamente ignorando. Nemmeno l’ombra di una proposta, di una misura o di uno straccio di idea utile a interrompere la spirale di disinteresse e totale disimpegno in cui la politica, nazionale e locale, a trazione Pd sta facendo sprofondare il territorio calabrese. Ogni attenzione deve essere rivolta al 4 dicembre e solo dopo quella data, forse, si tornerà a discutere e ad affrontare i problemi della gente. Ovvero tutto rimandato all’anno nuovo, se tutto va nel verso giusto, perché se conosciamo bene lo spartito del premier il post referendum sarà occupato dal ‘coro natalizio’ contro gufi e pessimisti. Noi preferiamo i fatti alle vetrine, le soluzioni agli slogan, il confronto autentico ai tweet. Le esigenze del nostro territorio occupano, pienamente, il nostro tempo. E così sarà da qui in avanti, a dispetto di ogni disputa personale solo mascherata da impegno referendario che pure sta vedendo attivamente al lavoro molti esponenti politici calabresi e reggini. Tutti impegnati per un ‘Sì…curo’ approdo che consenta loro di vestire nuovi panni, indossare nuove maschere e perpetuare la peggiore politica che oggi ha in Matteo Renzi la sua massima incarnazione. Ma il destino del nostro territorio non merita di essere deciso da una contesa, solo travestita da referendum e utile unicamente a stabilire le sorti del presidente del Consiglio e di quanti oggi cercano, disperatamente, attraverso lui, un improbabile posto al sole».

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