Sanità, lieve miglioramento dei servizi in Calabria. Ma basta?

Un piccolo passo come quello compiuto dalla Sanità calabrese che supera la soglia limite dei 160 punti per essere considerati adempienti nell’assicurare i Lea

Così Papa Francesco ha concluso la celebrazione eucaristica di apertura del Meeting “Liberi dalla paura”, promosso e organizzato dalla Fondazione Migrantes, dalla Caritas Italiana e dal Centro Astalli, e mi sembra un buon monito cui ispirare le proprie azioni per il 2020 ormai iniziato. Da cittadina calabrese, stranamente ottimista, che non rientra nella categoria tipica di coloro che si piangono addosso, mi auguro che anche la “mia” regione possa mettersi presto in cammino recuperando quella dignità che, in particolare in ambito sanitario, non è frutto di inadeguate professionalità, ma di pessime e pressapochiste gestioni.

Un piccolo passo come quello compiuto dalla Sanità calabrese che, sebbene mantenga, ahinoi, la posizione di fanalino di coda nell’ultima griglia Lea che il ministero della Salute pubblicherà a giorni, migliora sensibilmente la propria performance. Infatti, la sanità calabrese, tuttora commissariata, passa da 136 punti nel 2017 ai 162 del 2018, punteggio che consente di superare la soglia limite dei 160 punti per essere considerati adempienti nell’assicurare i Lea. Questo non significa che dobbiamo essere orgogliosi di essere il fanalino di coda, accontentandoci di giocare al ribasso, ma il dato certamente è sintomatico di una ripresa, di un timido tentativo di svolta che, sia pure embrionalmente, potrebbe vivere la Calabria.

Da quest’anno sarà operativo il “NSG”, acronimo di Nuovo Sistema di Garanzia, che monitorerà l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) in modo più accurato, grazie all’impiego di 88 indicatori, di 3 criteri che dovranno essere soddisfatti indipendentemente (prevenzionale, distrettuale, ospedaliero) ed ad un monitoraggio costante da parte del ministero della Salute, riducendo così, in maniera significativa, il ricorso ai commissariamenti. Razionalizzazione dei servizi, riduzione di duplicazione degli stessi, contrazione degli sprechi, centralizzazione delle incombenze amministrative, potrebbero consentire ai cittadini calabresi di non vedersi applicare balzelli quali l’addizionale Irpef che ha subito, per il 2019, addirittura una maggiorazione unitamente all’Irap.

Ecco di cosa dovrebbe occuparsi la sana politica: dei fatti (erogazione di servizi, senza inasprimento della pressione fiscale) e non di confezionare efficaci slogan elettorali.

* Associato di Diritto Tributario – UniMe

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