Avvenire di Calabria

Settimana sociale: Grandi (Comitato scientifico), “discorsi da rileggere”. Centralità della persona nella democrazia

di Redazione Web

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(Trieste) “Molte suggestioni, discorsi da rileggere”: Giovanni Grandi, professore ordinario di Filosofia morale dell’Università degli Studi di Trieste e membro del Comitato scientifico delle Settimane sociali, commenta a caldo per il Sir i discorsi del card. Zuppi e del Presidente Mattarella nella cerimonia di apertura della Settimana di Trieste.
Del discorso di Zuppi, Giovanni Grandi richiama in particolare un passaggio: “Quando la gente si sente parte, avviene il miracolo dell’umanizzazione dei rapporti sociali ed economici: ciò si realizza nei corpi intermedi, nelle istituzioni, sui territori, nelle grandi aree metropolitane e nelle aree interne, al Nord come al Sud. È bello per noi iniziare la Settimana sociale in questa città di frontiera. Vogliamo incarnare uno stile inclusivo, di unità nelle differenze”. Il docente dell’Università di Trieste commenta: “Democrazia è umanizzazione se avviene nei corpi intermedi; ci vogliono comunità per coinvolgere tutti, in una dimensione umana di ascolto e di confronto, in cui ciascuno possa contribuire attivamente. Costruire il noi umano è la sfida per far vivere la democrazia e il bene comune”.
Dell’intervento del capo dello Stato, Grandi richiama il passaggio sul “bene comune” che non è il “bene pubblico dell’interesse della maggioranza, ma il bene di tutti e di ciascuno al tempo stesso, secondo quanto già la Settimana sociale del 1945 volle indicare”. Grandi commenta: “Il Presidente ha sottolineato la centralità della persona nella democrazia, e in più passaggi ha evidenziato l’importanza del coinvolgimento di tutti perché tutti possano essere rispettati. In questo senso ha anche messo in guardia dal ridurre il bene comune all’interesse della maggioranza: il bene comune è sempre più ampio, ed è al suo servizio che sono chiamate a lavorare le istituzioni, proprio perché anche i diritti fondamentali di ciascuno siano riconosciuti e rispettati”.

Fonte: Agensir

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