Teatro, danza e musica protagonisti al Globo Teatro Festival – Periferie

Un cartellone che unisce teatro, danza, musica e performance, trasformando le periferie in laboratori creativi e luoghi di incontro
Globo Teatro Festival Ph A. Sollazzo

Sul lungomare di Pellaro prosegue la rassegna diretta da Maria Milasi e Americo Melchionda

Avvio travolgente sul lungomare di Pellaro per la VI edizione del Globo Teatro Festival – Periferie, diretto da Maria Milasi e Americo Melchionda. Un cartellone che unisce teatro, danza, musica e performance, trasformando le periferie in laboratori creativi e luoghi di incontro.

Tra arte e musica, un banchetto impossibile e un viaggio sonoro

L’apertura è stata affidata a L’impossibile Banchetto, testo di Katia Colica (da un’idea di Elmar Marcianò) con la regia di Americo Melchionda. Sul palco, un incontro immaginario tra Frida Kahlo, Picasso, Marinetti, Benedetta Cappa e Boccioni, in attesa dell’inafferrabile Dalì.



Un dialogo teatrale visionario e ironico, che ha esplorato il senso dell’arte come condanna e necessità e che ha accompagnato il vasto pubblico «dentro un luogo che si vede, tuttavia non c’è. Dentro uno spazio che non c’è, tuttavia che esiste».
La serata si è chiusa con il concerto di Alessandro Santacaterina, che ha fuso barocco e world music in una performance intensa e originale in un viaggio tra radici mediterranee e sperimentazione contemporanea.

Il Mediterraneo danzato e un alfabeto poetico

L’Arena ha poi accolto due performance che hanno intrecciato linguaggi differenti. La prima, Mi spaventa l’inverno di e con Alessia Marra e Daria Barbone (produzione Officine Jonike Arti), è stata una performance art di danza contemporanea sul Mediterraneo come corpo e memoria: naufragi, approdi, radici e distacchi sono stati evocati da movimenti essenziali e intensi.
A seguire, Alfabeto Inesatto di Mario Massaro (produzione Porta Cenere) ha unito poesia, musica e voce in uno spettacolo reading immersivo.
Una performance in cui la poesia ha incontrato il suono e le visioni tra l’amore raccontato e la guerra quotidiana dei popoli.

Tra mito e utopia

Lo spettacolo “Uccelli o della Città Sognata”, diretto e interpretato da Americo Melchionda, affida alla drammaturgia di Maria Milasi un gesto poetico e sarcastico: l’Upupa (Americo Melchionda) diventa creatura fragile e grottesca, mentre Thelma e Louise, impersonate, rispettivamente, da Maria Milasi e Kristina Mravcova, incarnano il desiderio femminile di emancipazione, ribaltando i ruoli originari di genere maschile. La Civetta, resa da Thekla De Marco, coro di memoria aristofanea ironico e vigile, custodisce il ritmo della visione.


PER APPROFONDIRE: Sul lungomare reggino il 14esimo raduno Fiat 500 Bronzi di Riace


Un festival che continua a sorprendere

Le prime tre serate hanno confermato il carattere del Globo Teatro Festival: una rassegna capace di unire linguaggi diversi e di restituire al pubblico esperienze intense e condivise.

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