Tra «lordazzi» e assunzioni, riecco l’emergenza-rifiuti a Reggio

Sembra che il nastro si sia riavvolto. Cambio di esecutivo a Palazzo San Giorgio, torna l’emergenza–rifiuti. Una casualità? In pochi a crederlo. Dopo l’addio alle società miste, contaminate dalla malapianta della ‘ndrangheta come accertato dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, si è passato al maxi–accordo con Avr, un sodalizio naufragato nell’ultimo anno tra inefficienze nel servizio e ritardi nei pagamenti. A novembre, il colpo di teatro del sindaco Falcomatà che ha annunciato l’internalizzazione della gestione dell’igiene ambientale. Passerà di mano – tutto – a Castore. Peccato che la società in house del Comune non fosse ancora pronta.

Così, il Natale reggino – che ha segnato la richiesta di proroga ad Avr sino al 30 gennaio (accettata soltanto parzialmente fino a metà mese) – è stato sommerso da cumuli di rifiuti. Un’emergenza che ha spinto l’Amministrazione ad avviare un piano straordinario che ha sortito soltanto parzialmente i risultati sperati, viste le tantissime micro– discariche «a cielo aperto» che si possono scorgere girovagando per la Città. I casi più drammatici in due quartieri popolari, come Arghillà Nord e il Rione Marconi, dove non sono mancati dei pericolosissimi roghi che hanno diffuso la diossina nell’aria.

Accanto al black–out istituzionale, però, già da questa estate, il Primo Cittadino ha ingaggiato una personalissima diatriba – via Social ovviamente – con i cosiddetti «lordazzi», ossia quei cittadini che impunemente continuavano a riversare l’immondizia (non differenziata) per le strade. Che la vicenda sia, anche, relativa alla sensibilità della popolazione non v’è dubbio. La “svolta” poliziesca di Falcomatà& Co, però, ha infiammato le polemiche di quanti reputano il servizio di porta–a–porta della raccolta differenziata non confacente, specie per il centro urbano. È vero che nelle grandi città, questo metodo è stato soppiantato dal conferimento condominiale, ma al momento novità in tal senso non si registrano. Rimane l’idea di un settore Ambiente da bonificare, a tal punto da nominare come dirigente il neo–comandante dei Vigili Urbani, Salvatore Zucco. Basterà? Nulla è impossibile in Calabria, basti pensare che la Sanità regionale è in mano a un ex graduato dei carabinieri. Intanto, rimane irrisolta la vicenda occupazionale dei lavoratori di Avr: senza garanzie sul futuro e, soprattutto, a secco di stipendi da ottobre (saldati soltanto poche settimane fa). «Lordazzi», assunzioni e intimidazioni (due volte, negli ultimi mesi, ai danni di Castore): così l’emergenza–rifiuti di «fine mandato» lascia perplessi e, c’è chi vocifera, che ci sia più di un’attenzione ai piani alti del Cedir.

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