Avvenire di Calabria

L'intervista al presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria sulla ripartenza intorno al comparto dei matrimoni

Tramontana, «il mondo wedding ha perso più della metà dei ricavi»

Tatiana Muraca

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Un settore fortemente in crisi, quello che ruota intorno al matrimonio. L’emergenza coronavirus ha letteralmente bloccato non solo i sogni di moltissime coppie di futuri sposi, ma ha dimezzato il fatturato di tante imprese. A parlarci con più precisione del mondo imprenditoriale reggino è il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Antonino Tramontana. Lui che ogni giorno ha a che fare con fatturati, progetti di imprese e quant’altro, è anche impegnato in prima persona nei locali dell’impresa di famiglia. La Tenuta Tramontana, ad esempio, è da anni un punto di riferimento per diverse coppie che decidono di organizzare il ricevimento delle proprie nozze in un posto che vanta anche un ampio e suggestivo spazio all’aperto. Quest’ultima è una cosa da non sottovalutare in tempi di coronavirus. Non per niente, l’aria aperta favorisce notevolmente le interazioni sociali e di conseguenza le cerimonie, in cui si prevede la presenza di un certo numero di persone. «Gran parte degli eventi sono stati spostati al prossimo anno – ci dice il presidente Tramonatana – perché le coppie ancora non hanno accettato di vivere le restrizioni nel giorno delle nozze. Devo dire, però, che al momento sembra che la situazione si sia allentata». Nuovi passi in avanti per gli eventi, in effetti, si stanno facendo: i buffet possono svolgersi se serviti, si “ammorbidiscono” le distanze tra congiunti e all’aperto non c’è l’obbligo di indossare le mascherine con le dovute distanze. «Nonostante questo – prosegue Antonino Tramontana – abbiamo stimato che circa il 70% degli eventi sono stati comunque rimandati; rimane quel 30%. Le prime cerimonie saranno a luglio, anche se davvero poche, e proseguiranno ad agosto e settembre per le coppie che hanno deciso di mantenere ferma la data. Ciò non vuole dire, però, che come tutti pensano, l’anno prossimo lavoreremo di più: le date già fissate per il 2021, infatti, non possono accavallarsi con quelle nuove, soprattutto per un locale come il nostro che prevede un solo evento al giorno, e chi vuole sposarsi in quel dato giorno difficilmente cambierà periodo. Per altro, noi lavoriamo molto secondo la stagionalità estiva, quindi da maggio ad ottobre. Quest’ultimo aspetto ha contribuito ad una perdita importante del fatturato in tutti i campi inerenti al settore del matrimonio. Io penso – conclude Antonino Tramontana – che su tutta la Città metropolitana si sia perso un fatturato enorme intorno al wedding, che mediamente ruota intorno alle 30–40mila euro per ognuna delle circa 2000 cerimonie svolte all’anno. Per non parlare, infine, degli operai chiamati a lavorare a stagione. Se tutto va bene, quest’anno lavoreranno la metà del tempo, guadagnando di meno».

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