Un itinerario tra i luoghi di Gesù: il cammino spirituale verso la Pasqua dalla polvere del Deserto alla Città Santa

Terrasanta

La geografia della salvezza non è una metafora, ma un’esperienza fisica che in Terra Santa assume contorni nitidi, fatti di roccia, polvere e orizzonti sconfinati. Con l’avvicinarsi del Mercoledì delle Ceneri, il tempo liturgico della Quaresima si intreccia indissolubilmente con i luoghi che hanno visto il passaggio di Gesù, offrendo ai fedeli non solo un calendario di letture, ma un vero e proprio itinerario esistenziale. Attraverso le domeniche dell’Anno A, il cammino verso la Pasqua si delinea come un percorso a tappe: dal silenzio del deserto alle alture della Trasfigurazione, passando per i pozzi della Samaria e le strade di Gerusalemme. Un viaggio che invita a riscoprire l’essenziale della fede, trasformando l’ascolto della Parola in passi concreti verso la Risurrezione.

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Polvere e promessa: la Quaresima come strada reale

In Terra Santa la Quaresima non è un’idea: è una strada. Basta uscire di buon mattino e guardare l’orizzonte: la pietra nuda del Deserto di Giuda, le salite verso Gerusalemme, i sentieri che scendono ai pozzi, le case dove si piange e si spera. Tra pochi giorni, nel Mercoledì delle Ceneri, porteremo sulla fronte un segno umile: polvere e promessa. Qui quella polvere la senti nelle scarpe, sul vento, sulle mani: ricorda che siamo fragili, ma
anche che Dio non smette di metterci in cammino.

Le tappe dell’Anno A: dal deserto alla scelta filiale

Il Lezionario dell’Anno A ci consegna un itinerario unitario: sei domeniche come sei tappe, da percorrere con passo semplice, perché il Vangelo non resti “da ascoltare” ma diventi luce per la vita di ogni giorno. È un percorso che va dal «chi sei?» al «per chi vivi?», dal deserto della prova alla città dell’offerta.
Il cammino comincia dove tutto si chiarisce: nel deserto (Mt 4,1–11). Lì Gesù non cerca lo spettacolo, ma la verità: chi sei quando nessuno ti vede? di che cosa vivi davvero? È la prima grazia quaresimale: imparare a riconoscere le scorciatoie del cuore – controllo, ricerca di segni, potere – e scegliere la fiducia filiale.

Tra luce e sete: il monte della Trasfigurazione e il pozzo di Sichem

Poi, nella seconda domenica, lo Spirito ci porta su un monte (Mt 17,1–9): una luce breve e reale, come una promessa, per attraversare le notti senza smarrirsi. Non è evasione: è memoria. Si sale per poter scendere. Nella terza domenica dalla luce si passa alla sete: il pozzo di Giacobbe a Sichem (Nablus) (Gv 4,5–42). Qui la Quaresima diventa dialogo,
verità detta senza umiliare, desiderio che trova un nome. È la svolta: Dio non si stanca di attenderti proprio là dove ti vergogni.

Discernimento e vita nuova: il cieco nato e la risurrezione di Lazzaro

La quarta domenica è la tappa dell’apertura degli occhi: il cieco nato (Gv 9,1–41). Non solo guarigione, ma discernimento: che cosa mi fa vedere davvero? quali “buone ragioni” mi tengono ancora al buio? La quinta domenica ci conduce davanti a una tomba, a Betania
(Gv 11,1–45). Gesù piange, e proprio così rivela che la fede non cancella le lacrime: le attraversa. La voce che chiama “vieni fuori” è già Pasqua che bussa.

L’ingresso nella Città Santa: verso una fedeltà autentica

Infine si entra nella Città: Domenica delle Palme e Passione (Mt 26,14–27,66). L’amore non resta ai margini: entra, si espone, si consegna. Qui la Quaresima raggiunge il suo senso: non diventare perfetti, ma diventare fedeli.

Un metodo per il cammino: luogo, domanda e gesto

Ogni domenica proveremo a tenere insieme tre cose: un luogo (perché la Parola ha un corpo), una domanda (perché il cuore va svegliato), un gesto concreto (perché la fede diventi carne). Se vuoi, entra così: leggi il brano lentamente, scegli una frase che ti resta addosso, portala nella giornata come si porta un sasso in tasca; la sera chiediti dove ti ha consolato e dove ti ha convertito. La Quaresima, alla fine, è anche questo: imparare a sperare con il passo di Cristo, fino a riconoscere che la luce della Risurrezione è già
all’opera, silenziosa, dentro le nostre notti. E il primo passo, domenica prossima, sarà nel deserto: là dove, nel silenzio, si decide di che cosa viviamo e a chi consegniamo il cuore.

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