Una Chiesa ‘diaconale’ al tempo di papa Francesco

Nei giorni scorsi preso l’Aula Magna dell’ISSR è stato presentato il libro il diaconato del pensiero di Papa Francesco. Una Chiesa povera per i poveri di Enzo Petrolino. A Petrolino, diacono della nostra diocesi, presidente della Comunità del diaconato in Italia, va il merito di aver portato alla luce a chiare lettere ciò che stava scritto tra le righe di tutto il ministero del ‘papa venuto da lontano’ Così, in qualche maniera Enzo aiuta lo stesso papa Bergoglio – che non a caso si è preso il tempo e il gusto di scrivere di proprio pugno la prefazione del libro – a riconoscere nel proprio vissuto e nel proprio operato impressi a chiare lettere i caratteri di una spiccata sensibilità diaconale. Il volume che è stato presentato con gli interventi del Direttore dell’Istituto p. Pasquale Triulcio, di Mons. Iachino, Presidente del Centro diocesano per il diaconato e i ministeri, dal Direttore Caritas, Don Nino Pangallo e dal Responsabile formazione dei diaconi, Don Luigi Cannizzo, si propone come contributo stimolante su più fronti. Innanzitutto ci permette di entrare in contatto direttamente con il pensiero di papa Francesco sul diaconato, attingendo ai suoi testi (omelie, discorsi, messaggi) ampiamente riportati e citati dall’autore. In secondo luogo, l’interesse di Petrolino non si riduce a riportare i contenuti espliciti del papa sul ministero diaconale, ma propone una interessante rilettura dell’intero suo Magistero, sia episcopale sia pontificio (nelle parti successive) in cui si preoccupa di evidenziare le innumerevoli consonanze tra il profilo del diacono e l’idea di Chiesa di cui il papa si fa insostituibile promotore. Si tratta di una Chiesa che si configura attorno a cinque piste di sviluppo, che Enzo suggerisce anche come canali interpretativi per costruire una nuova immagine di comunità nel futuro. Affascina, quindi, rileggere con Petrolino l’Evangelii Gaudium, in un’ottica diaconale (cfr. pp. 44-49): e ci si ritrova davvero in assoluta sintonia! Infine – e va detto con ammirazione – all’autore non manca mai il riferimento diretto ed esplicito a se stesso e ai propri confratelli diaconi, per richiamare tutti a un effettivo e concreto impegno affinché quanto di bello viene scritto diventi sempre più vita vissuta. Il coraggio di lasciarsi mettere in discussione è in fondo l’atteggiamento giusto con cui il lettore può approcciarsi a questo libro, che costringerà ogni battezzato a ripensarsi in un nuovo orizzonte di relazioni ecclesiali, certamente più consone all’immagine di Chiesa sognata da papa Francesco: una Chiesa povera per i poveri’, perciò come afferma l’autore, ‘una Chiesa diaconale’.

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