Vertenza Villa Aurora, Usb: «Inconcludente l’incontro con la proprietà»

«Nei giorni scorsi la nostra organizzazione sindacale è stata costretta ancora una volta a proclamare lo stato di agitazione dei lavoratori della casa di cura “Villa Aurora”, importante struttura reggina da qualche anno in mano al “gruppo Crispino”». A renderlo noto, è Giuseppe Marra, segretario dell’Unione Sindacale di Base di Reggio Calabria.


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La goccia che ha fatto traboccare il vaso, a detta della sigla sindacale impegnata nella vertenza, «è l’aver collocato in Fis (una delle varie tipologie di ammortizzatori sociali) i fisioterapisti. Questo è avvenuto agli inizi di aprile, a seguito di oggettive difficoltà del reparto in questione, con la garanzia che si sarebbe trattato di una misura assolutamente temporanea. Invece il Fis per i fisioterapisti è stato rinnovato, nonostante il numero di pazienti sia tornato quasi ai livelli normali e nonostante comunque l’impiego di fisioterapisti a partita Iva e di ben tre tirocinanti».

«Un danno ai lavoratori a tempo indeterminato, quelli più garantiti e costosi oltre che meno ricattabili, ma soprattutto – ancora l’Usb – un danno ai pazienti che non riescono a ricevere le dovute terapie nella maniera adeguata a causa del maggiore lavoro cui sono costretti i fisioterapisti nei periodi di presenza».

Su sollecitazione della Prefettura di Reggio Calabria, l’Usb ha incontrato una rappresentanza della proprietà. La risposta sarebbe stata «quella di chi procede spedito con l’arroganza data dalla sicurezza dell’impunità, passando sopra i diritti dei lavoratori e degli stessi pazienti, e lavorando per il progressivo smantellamento di una struttura storica per la città di Reggio Calabria».

Il sindacato annuncia di aver dato mandato ai propri legali «per tutelare i nostri iscritti e sollecitare le autorità competenti a fare tutti i controlli adeguati e verificare la liceità delle decisioni prese dal Gruppo Crispino. Nonostante il muro che ci troviamo davanti come Usb non intendiamo fare un passo indietro, facendo appello alle istituzioni e a tutta la città per impedire che, in nome del business a tutti i costi, si perdano posti di lavoro, servizi, salute e dignità».

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