Ai Overview: L’edizione di “Vinitaly and the City” ha fatto tappa a Reggio Calabria, richiamando sul lungomare Falcomatà sessantamila presenze in due serate. La manifestazione, promossa da Veronafiere, ha acceso i riflettori sul comparto vitivinicolo e agroalimentare regionale, offrendo una vetrina a ottantatré aziende locali e promuovendo la biodiversità enogastronomica del territorio. Oltre agli spazi espositivi e di degustazione, l’evento ha ospitato interventi di rappresentanti istituzionali ed esponenti del mondo accademico, che hanno analizzato l’andamento del comparto, registrando un lieve aumento delle esportazioni ma anche le complessità del mercato attuale. A margine dell’iniziativa, emergono tuttavia interrogativi concreti sulle prospettive a lungo termine: il successo di partecipazione impone una riflessione sulla necessità di trasformare queste rassegne in leve strutturali in grado di contrastare la stagnazione economica del capoluogo, favorendo un reale sviluppo turistico e occupazionale.
Il debutto del format in riva allo Stretto
L’8 e il 9 agosto sul lungomare Falcomatà di Reggio Calabria si sono riversate sessantamila persone in due sere in occasione di “Vinitaly and the City”, il format itinerante di Veronafiere che dal 2024 porta il vino fuori dai padiglioni fieristici, per la prima volta ospitato dalla città in riva allo stretto. Quest’anno la Calabria ha raddoppiato: prima il Parco Archeologico di Sibari (17-19 luglio), poi lo Stretto, con il Lungomare Falcomatà a fare da cornice e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria a ospitare alcuni eventi. Due luoghi della Magna Grecia scelti per dare radici antiche a un racconto che guarda avanti.
Le isole espositive e le produzioni vitivinicole locali
L’organizzazione è stata imponente perché sul Lungomare sono state allestite cinque isole per altrettante province e si è avuto modo di parlare, con risonanza nazionale, di Zibibbo eroico della Costa Viola, di Greco di Bianco DOC, di Palizzi IGP, di vini passiti e del loro antico legame con le cerimonie nuziali: Coldiretti ci dice che la Calabria conta nove denominazioni DOC e dieci IGT fondate su vitigni autoctoni (tra cui il Gaglioppo, il Magliocco, il Greco Bianco, il Greco Nero) e su una biodiversità ampelografica fra le più ricche del Paese, con circa 4 milioni di bottiglie a denominazione prodotte ogni anno. Nei cooking show hanno sfilato il bergamotto, la patata della Sila IGP, il riso di Sibari, il suino nero d’Aspromonte. Si è trattato, nel complesso, di un racconto importante in grado di dare il corretto risalto anche alle aziende giovani e al crescente protagonismo delle donne, sempre più presenti nella viticoltura calabrese.
L’andamento del comparto e i progetti identitari
Il presidente dell’ICE Matteo Zoppas ha confermato una crescita del 5% per l’agroalimentare calabrese, sebbene abbia ricordato che il vino italiano attraversa una fase complessa, caratterizzata, da un lato, dal calo della domanda, dall’altro, dalla competizione internazionale.
In questo contesto, l’Università Mediterranea ha presentato le ricerche sui vitigni storici e il maestro orafo Gerardo Sacco ha svelato il «Piatto della Rinascita», un’opera che incrocia arte e identità gastronomica per il progetto Rural Hub Calabria.
Il ruolo delle istituzioni e delle nuove generazioni
Nella seconda giornata è intervenuta il ministro del Lavoro Marina Calderone che ha sottolineato il rilievo del settore enogastronomico per l’imprenditoria giovanile e femminile. L’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo ha insistito sul contributo delle nuove generazioni e su una visione di Calabria che vuole andare avanti con consapevolezza e orgoglio.
Oltre l’evento: la sfida per l’economia cittadina
Quali riflessioni posso essere fatte a margine di un evento di simile portata che ha collocato Reggio al centro della vetrina nazionale? La domanda più importante probabilmente è se appuntamenti come questo possano lasciare effetti duraturi evitando che restino vetrine stagionali. Reggio Calabria ha dimostrato di poter ospitare un evento nazionale: sono stati organizzati treni notturni straordinari e navette ogni quindici minuti; sono state presenti 83 aziende per circa 50mila degustazioni in 48 ore. Il sindaco Cannizzaro ha già candidato la città per le prossime edizioni. Il salto più difficile resta quello del passaggio dalla piazza al mercato per trasformare la biodiversità, la nuova narrazione della nostra terra (che non può essere raccontata solo per eventi negativi), la fatica e il lavoro in tessuto economico e turismo duraturo. Gli ultimi dati, in particolare, indicano per Reggio Calabria un primato preoccupante per inflazione al top e crescita zero. Bisognerà riflettere e programmare con attenzione.













