Avvenire di Calabria

Sabato 21 agosto, Monsignor Luigi Renzo ha presieduto la celebrazione liturgica

A Campana dedicati altare e chiesa a San Domenico

di Redazione web

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L’altare e la chiesa di Campana consacrati e dedicati al Patrono San Domenico. Il rito si è svolto sabato scorso, 21 agosto. A presiedere le celebrazione liturgica, monsignor Luigi Renzo, arcivescovo emerito di Mileto. Il presule è originario del piccolo centro collinare del versante ionico della provincia di Cosenza, appartenente alla diocesi di Rossano-Cariati. «Oggi viviamo una giornata storica come comunità cristiana, nella circostanza dell’ottavo centenario della morte di San Domenico, avvenuta a Bologna il 6 agosto 1221» ha detto monsignor Renzo rivolgendosi ai fedeli nel corso della sua omelia.

La dedicazione la consacrazione di altare e chiesa a San Domenico

Un tempo, la dedicazione avveniva ponendo dentro l’altare le reliquie dei santi martiri. In occasione della dedicazione dell’altare e della chiesa di San Domenico, sono stati invece deposti i frammenti delle ossa di due recenti santi calabresi. Entrambi sono della provincia di Cosenza: San Nicola Saggio di Longobardi e Sant’Angelo d’Acri. Il primo è un frate minimo, seguace di San Francesco di Paola, vissuto tra il 1650 - 1709; il secondo è un frate cappuccino di San Francesco d’Assisi vissuto tra il 1669 - 1739, un grande predicatore invitato in tutto il Regno di Napoli che quindi potrebbe aver predicato anche a Campana. Entrambi canonizzati da Papa Francesco, rispettivamente nel 2014 e nel 2017.


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«La presenza fisica di questi due santi calabresi nella nostra chiesa di San Domenico – ha aggiunto Renzo – ce li farà sentire certamente più vicini come richiamo e spinta a cercare anche noi la santità vivendo da buoni cristiani secondo il Vangelo».

In passato la consacrazione ad opera in un altro vescovo campanese

Monsignor Renzo, nel corso della sua omelia, ha ricordato come già in passato, nel 1682 un altro campanese, come lui vescovo, ma ad Isola Capo Rizzuto, Francesco Marino, abbia consacrato la chiesa di Sant’Antonio, collegata al convento francescano dei frati Minori Riformati. «Oggi, in questo giorno speciale, un altro campanese, da poco vescovo emerito della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, con licenza dell’arcivescovo Monsignor Maurizio Aloise, dedica e consacra questa chiesa di San Domenico arricchito con il nuovo altare marmoreo voluto dal parroco don Francesco Bomentre con la vostra collaborazione e contribuzione».

«Non è una cosa da poco quello che abbiamo vissuto stasera» ha poi aggiunto Renzo. «Ci fa capire perché la chiesa è luogo sacro, la casa in cui la presenza di Dio è speciale». La chiesa non è un luogo profano in cui fare qualsiasi cosa, ma è prima di tutto casa di Dio e poi casa della comunità cristiana».

«Sono grato al Signore, alla Madonna, a San Domenico e a don Francesco che hanno voluto dare a me questo privilegio di consacrare e rendere più santo questo luogo di preghiera, di amore vicendevole, di santificazione per tutti. Oggi, 21 agosto 2021 – ha concluso il vescovo emerito di Mileto –  resterà agli annali ed alla storia di questa chiesa di San Domenico, sotto certi aspetti potrebbe essere considerato il suo giorno natalizio e se vogliamo celebrare con gioia questa memoria non dobbiamo distruggere con le nostre opere cattive il tempio vivente di Dio».

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