La cerimonia ufficiale voluta dall’Amministrazione comunale che ha così accolto le istante del territorio
Sarà inaugurata domani lunedì 14 luglio 2025 alle ore 18 la piazza davanti la Chiesa del Carmine ad Archi che sarà intitolata a don Rosario Mangeruca, parroco per ben 34 anni.
Don Rosario nacque a San Roberto il 07/09/1930 in una famiglia numerosa (5 sorelle Pina, Pasqualina, Grazia, Margherita, Carmela e due fratelle Gluseppe e Antonino) frequentò le scuole elementari e il primo ottobre del 1941 entrò nel Seminario Arcivescovile di Reggio Calabria dove frequentò il ginnasio. Il primo ottobre del 1946 entrò al Seminario Pontificio sotto la direzione dei Padre Gesuiti. Il 21 settembre del 1953 venne ordinato Sacerdote da Mons. Giovanni Ferro. Iniziò la sua missione sacerdotale nelle parrocchie di Santa Caterina e San Giovanni di Sambatello. Svolse la professione di insegnante di Religione e di educatore in diverse scuole cittadine: Istituto tecnico industriale, Scuola di avviamento commerciale “Venezia Trento”, Scuola media “Diego Vitrioli”, “Scuola media Santa Caterina”, “Istituto tecnico femminile statale” e dal 1968 e seguenti alla “Scuola media Klearchos di Archi.

Nel 1965 venne nominato da S. Ecc. Mons. Giovanni Ferro titolare della parrocchia di Maria SS. del monte Carmelo al posto del defunto giovane parroco don Pasquale Raffa e prese possesso il 28 giugno dello stesso anno. Iniziò la sua attività di Parroco, ricco di virtu’ e di zelo pastorale e divenne presto punto di riferimento insostituibile – carismatico – oltre che preziosa guida spirituale di tutta la comunità parrocchiale. Il territorio era grande, oberato di tanti problemi umani e sociali che affrontò con quella caparbietà e tenacia che lo ha sempre distinto nelle sue molteplici azioni quotidiane. È stato un uomo di grande generosità, di cui ne hanno tratto tesoro tutti, in particolare i giovani e i ragazzi delle scuole, nelle quali è stato impegnato serio docente di religione. Accoglieva tutti con un sorriso che trasmetteva fiducia e serenità. Era unico nel suo modo di fare, sempre attivo. Aveva le doti di un trascinatore con la sua edificante parola. Dovunque si presentava per il suo comportamento aperto, solare riscuoteva simpatia, stima e amicizia.
È stato un oculato e scrupoloso amministratore delle risorse finanziarie della Chiesa che impiegava in Bot che allora rendevano bene. Dava continuamente conto alla comunità delle entrate e delle uscite. Aiutò riservatamente molte famiglie bisognose. È stato lungimirante. Acquistò terreni per la costruzione di una nuova Chiesa con auditorium per convegni e concerti, per la costruzione di un campetto polivalente al servizio dei ragazzi e dei giovani e per una casa in collina per gli anziani bisognosi di relax e cure. Fondò il gruppo dell’Azione Cattolica per una maggiore conoscenza e diffusione dei valori della dottrina cristiana tra i giovani e adulti. Sul piano culturale ricreativo nel 1977 curò la nascita in parrocchia del gruppo teatrale, il GUC (gruppo universitario teatrale). I componenti scrivevano e interpretavano sketch e farse dialettali.
Nel 1983 vide la luce, a cura del prof. Gino Votano, l’associazione culturale Teatro de Mediterraneo, che curava regie teatrali e mostre di arte e televisive. Costituì gruppi parrocchiali per una migliore gestione delle attività parrocchiali. S’impegnò con tutte le sue forze, svolgendo con molta umiltà anche lavori di manovale, per la costruzione di questa nuova Chiesa, che voleva più bella con vetrate e marmi pregiati e più grande di quella precedente ormai pericolante, abbattuta negli anni ‘80. La sua vita è stata segnata negli ultimi anni dalla realizzazione di questo grande evento che affrontò con grande spirito di sacrificio, spendendo ogni sua energia e pregustando in tempi brevi, la realizzazione di questo sogno, rimasto tale per la sua improvvisa e prematura scomparsa, avvenuta il 14 luglio del 1999. È stato anche un appassionato cacciatore, rispettoso della natura.
È stato preziosa guida spirituale del circolo cacciatori della zona del Carmine e tante volte celebrò nei locali dello stesso circolo in suffragio dei soci defunti. Ottenne dal Vescovo l’autorizzazione a celebrare per i Cacciatori nella giornata di sabato per dare la possibilità a quelli che, nella giornata di domenica erano impegnati in questa attività sportiva. E Don Mangeruca, nel corso della sua lunga attività pastorale ebbe sempre la sua mente e il suo cuore rivolto alla sua gente, che ha curato e educato per 34 anni a seguire la strada dell’amore verso Dio e la Madonna. Spese anche ogni suo avere per le opere parrocchiali. Era conosciuto, apprezzato, stimato e benvoluto per le sue doti morali, spirituali, umane e sociali dentro e fuori i confini di Reggio.
«Ai suoi funerali nella sua Archi abbiamo visto una folla immensa di estimatori provenienti dalla Città e da diversi Comuni. Aveva certamente lasciato una grande eredità di affetti. Con la scomparsa di don Rosario se ne è andata una parte della storia religiosa e civile del nostro paese. Archi ha perso non solo un pastore di anime, ma soprattutto un padre spirituale, un fratello, un vero amico affettuosamente sempre presente nei momenti lieti e tristi della vita di tutti e di ciascuno» – scrive il Consiglio pastorale di Archi Carmine.
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Negli anni successivi la Chiesa è stata completata, il campetto polivalente è stato realizzato. Per la realizzazione di queste opere il Consiglio pastorale parrocchiale nel 2001 nominò una commissione apposita. «Il sogno di don Mangeruca è stato realizzato dai giovani e dalla comunità tutta che Lui ha tanto amato. Come Mosè, dopo tanti sacrifici, non ha avuto il privilegio di entrare nella terra promessa, così don Rosario, dopo tanti sacrifici e lavori, non ha avuto la gioia di varcare la soglia della Chiesa finita. Da oggi, da questa piazza che gli ha dedicato la nostra Amministrazione comunale, potrà ammirare l’opera più importante della sua vita dedicata alla nostra Madre celeste Maria SS. del Monte Carmelo».













