Anziani e Bibbia, convegno sul libro della Comunità di Sant’Egidio

A dare “spunto” ai tanti relatori è un libro pubblicato dalla Comunità di Sant’Egidio, le “Letture spirituali della vecchiaia”
anziani bibbia

Un confronto a più voci per riflettere su anziani e Bibbia si è tenuto presso il Seminario arcivescovile di Reggio Calabria. A dare “spunto” ai tanti relatori è un libro pubblicato dalla Comunità di Sant’Egidio, le “Letture spirituali della vecchiaia”.

A Reggio Calabria un convegno sul rapporto tra anziani e Bibbia

Con l’arricchente collaborazione tra i vari organismi ecclesiali e laici, quali il Consultorio familiare diocesano “Pasquale Raffa”, la Comunità di Sant’Egidio, l’Accademia del tempo libero, l’Alzheimer Cafè, il Forum Associazioni Familiari, i Medici Cattolici, il MEIC, l’Ufficio diocesano Famiglia e l’Università Terza Età si è tenuto presso il Seminario Pio XI un confronto sul libro della Comunità di Sant’Egidio “Gli anziani e la Bibbia. Letture spirituali della vecchiaia“.


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Secondo l’intenzione di preghiera sugli anziani di papa Francesco, ripresa delle Catechesi del mercoledì sull’anzianità, e in preparazione della Giornata mondiale degli anziani e dei nonni che sarà celebrata anche a Reggio domenica 24 luglio, l’incontro ha inteso gettare le basi per avviare nel nostro territorio una organica iniziativa sociale-formativa e di pastorale con/degli anziani quali soggetti e non oggetto.

Anche a Reggio la fatica e fragilità della vecchiaia si è manifestata in questi giorni con la chiusura di una Casa di riposo che sfruttava la salute e calpestava la dignità di tanti ospiti, interpellando non solo le istituzioni ma la coscienza civile e cristiana di tutti. Ma nel convegno è emersa pure la bellezza, la dedizione e la competenza in tante esperienze di fraternità e rispetto della persona anziana, raccontate dalla Casa della Carità di Scilla, pensata già come “comunità” da don Domenico Marturano; da monsignor Antonino Iachino sulla base di ricerche sul campo e forme di solidarietà “non assistenziale”; da Antonio Di Raco dei “Giovani per la pace” di Sant’Egidio, impegnati a familiarizzare con i luoghi della solitudine imparando l’amicizia tra le generazioni; dalla dott.ssa Anna Bevacqua Raffa, sul valore sociale ed ecclesiale della “memoria” delle vecchie generazioni, nel racconto di “nonna” accanto alle “fragilità dei ragazzi”, sul piano psicologico e di fede.

 Alla luce dell’importanza  degli Anziani nella “storia della salvezza”, il filo conduttore del dialogo lo hanno offerto significative figure bibliche, interrogate dagli Autori nei risvolti contemporanei, come Noè e “l’essere tutti nella stessa barca” in tempi di “giovanilismo” imperante, crisi della visione di “benedizione” dell’anzianità (Tobia), nella vedovanza (Noemi e Rut), cultura dominante dello “scarto” (Giobbe), fino alla necessità di “rivoluzione culturale” (“rinascita” di Nicodemo) del sistema socio-sanitario evidenziata dalle tragedie delle RSA nella pandemia. Ne hanno parlato in collegamento da Roma il Dott. Michele Bartolo, animatore internazionale e fondatore di Sant’Egidio in Calabria, presentando la genesi del libro, radicato nell’esperienza di fraternità con gli anziani soli di Trastevere in sintonia con il  “protagonismo” bello di un gruppo di “nonni” messisi insieme come a Reggio vari anni fa, con il sostegno di Romana Messineo Gallico, indimenticata “apostola” degli anziani. Insieme a don Francesco Tedeschi, coautore, che ha evidenziato come dalle fragilità della vita e degli altri si possa imparare tanto. La stessa Chiesa viene chiamata ad una “conversione comunitaria” e pastorale non settoriale, nelle relazioni e nel contribuire a dare “valore” ad una fase delicata e problematica in cui recuperare tutta la bellezza della vita, specie davanti all’evoluzione demografica in atto. L’allungamento dell’esistenza e il crescente numero di terza-quarta età è “una bella notizia” non un “peso”, la “cattiva notizia” è che nascono pochi bambini.


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Vari gli interventi, del dott. Cesare Romeo sulla valenza “biopolitica” del tema e sulla urgenza di “educazione permanente” anche all’invecchiamento; del  prof. Antonino Monorchio sull’ineludibile confronto con il mistero del “tempo” e della “morte” senza evasioni o “distrazioni”; della dott.ssa Giovanna Tripodi sull’importanza della formazione per le “badanti”.

 Dopo la proclamazione  del Salmo 71, Preghiera di un vecchio, l’arcivescovo Fortunato Morrone nel suo messaggio ai partecipanti ha incoraggiato a “lavorare sottotraccia, accanto alle persone in difficoltà”, coltivando la “sinergia tra giovani e anziani”, che può divenire un bel segno per la vita civile e un rafforzamento della sinodalità anche in senso intergenerazionale.

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