Armo, Reggio ricorda i migranti morti in mare, Morrone: «questo luogo, un quasi sacramento»

Preghiera e rinnovato impegno hanno accompagnato la Giornata voluta dall’arcidiocesi e dal comune di Reggio Calabria

A Reggio Calabria, nel cimitero di Armo, sono stati commemorati i naufraghi che hanno perso la vita in mare, durante i viaggi della speranza. In particolare le 45 anime i cui corpi, dal 2016, risposano nel piccolo cimitero reggino, divenuto luogo-simbolo dell’accoglienza.

Armo, il vescovo Morrone: «Un quasi sacramento di umanità»

L’immagine del dolore, ma anche «il volto bello della nostra Calabria, tra le tante rughe che lo attraversano». Le parole dell’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria – Bova e presidente della Cec, monsignor Fortunato Morrone, racchiudono il valore non solo simbolico, ma anche spirituale, legato al cimitero dei migranti e di poveri di Armo, dove ieri si è celebrata la Giornata della memoria per le vittime del mare.


Non perdere i nostri aggiornamenti, segui il nostro canale Telegram: VAI AL CANALE


«Ricordare per generare responsabilità» è il tema che ha accompagnato la riflessione a più voci e la preghiera interreligiosa.

Un momento vissuto in un luogo divenuto simbolo di accoglienza e di impegno volto a ridare umanità a chi purtroppo ha visto infranti i propri sogni e le proprie speranza di una vita migliore. L’occasione per commemorare, fra le altre, le anime delle 45 salme accolte sette anni fa al porto di Reggio Calabria e che proprio in questo luogo, grazie all’impegno della Caritas diocesana e alla disponibilità del comune, hanno trovato degna sepoltura.

Questo luogo, ha detto l’arcivescovo, «ci fa ricordare il dramma di queste persone, ma ci dà anche speranza per guardare avanti senza rassegnazione. È un segno che rimanda al cuore grande del Signore dove c’è posto per tutti, indistintamente».

«Un segno – ancora il vescovo Fortunato – che è quasi un sacramento, un rimando continuo alla nostra esistenza. Qui il livello dell’umanità si è alzato perché qui ha ricevuto degna sepoltura senza alcuna distinzione gente che, tra virgolette, non appartiene alla nostra cerchia». E allora, «questo è un segno, una provocazione un appello costante alla nostra umanità: non c’è nessuno straniero in questo mondo perché la terra è un regalo che Dio ha fatto a ciascuno di noi. Gli apparteniamo tutti. Siamo tutti fratelli».

Lascia un commento

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
UniRC notte ricerca

SuperScienceMe Università Mediterranea: il bilancio della Notte dei Ricercatori

Foto On Giusi Princi ()

Scuola Ambasciatrice del Parlamento europeo: tredici istituti calabresi selezionati

Educazione al risparmio

Caro energia, l'educazione al risparmio parte dalle famiglie

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email