Avvenire di Calabria

Una realtà importante diventata vere e proprio punto di riferimento di inclusione sociale

Basket in carrozzina, campioni dentro e fuori dal parquet

di Redazione web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

L’Associazione Sportiva Dilettantistica “R.C. Basket in Carrozzina” è nata il 29 febbraio 2016. Senza scopo di lucro, da allora ha inanellato e continua a farlo, successi sia dentro che fuori dal campo. Chi ne fa parte, ognuno con il proprio background professionale e sportivo, ha sposato una causa, occupandosi dell’evoluzione psico-motoria dei ragazzi con diverse abilità attraverso lo sport del basket in carrozzina.

La disabilità contro ogni barriera

Inclusione ed integrazione sociale di giovani con diverse abilità, atleti e non, sono i principali obiettivi, a guidare i quali ciò che non è un semplice motto: «Non esiste caduta dalla quale non ci si possa rialzare e l’importante è “mettersi in gioco”». Ed è sull’onda di quello che non è un semplice modo di dire che l’associazione partecipa ed organizza diversi eventi sportivi e culturali, proprio per promuove attraverso lo sport del basket in carrozzina il “normale” approccio alla “diversa abilità”, l’inclusione sociale di ragazzi extracomunitari diversamente abili, l’integrazione di ragazzi diversamente abili per farli divenire degli atleti e, soprattutto, per far superare la paura per il diverso, per le diverse difficoltà e per le diverse “barriere” quotidiane da affrontare. Le attività hanno finalità sportive, preventive, educative e culturali. Lo svolgimento delle attività sportive e nelle scuole, talvolta in sinergia con altre associazioni, è teso a “sminuire” la visione eccessivamente preoccupante ed “auto-limitante” dei “diversi limiti” giornalieri.

Il ruolo dei volontari

La politica intrapresa dall’associazione è quella di creare una rete tra le associazioni che tendono al benessere psico-motorio, associazioni di volontariato e scout. Ed è fondamentale il ruolo dei volontari all’interno dell’associazione. Il motivo ce lo spiega Antonio Cugliandro, allenatore della Bic Reggio Calabria. «Quando parliamo dei nostri giocatori – dice – non bisogna pensare semplicemente che sono disabili, ma veri e propri atleti, anche se con gravi disabilità. Per cui, anche i nostri volontari non vanno considerati come coloro che devono spingere una carrozzina o aiutare i nostri ragazzi nei loro bisogni primari». Vi sono figure diverse, continua Cugliandro, «chi aiuta a livello logistico, ad esempio per gli spostamenti in pulmino, o per il carico e scarico delle carrozzine non solo da passeggio, ma soprattutto quelle sportive in occasione dei nostri match nei palasport d’Italia, anche in occasione delle tante esibizioni che facciamo nelle scuole». Volontari la cui figura spesso coincide anche con i soci, che hanno anche ruoli ben definiti legati alla tipologia di sport praticato. «Nel basket in carrozzina, ad esempio, fondamentale la figura del meccanico, anch’esso volontario, nel caso di contrasti o altri episodi che pregiudichino la funzionalità delle carrozzine e quindi le prestazioni dei nostri atleti».

Tanto lavoro, non solo sul parquet

Ogni volontario, insomma, «ha eguale importanza per raggiungere i risultati sperati, sia dentro che fuori dal campo». Come sottolinea Ilaria Margherita D’Anna che alterna il suo impegno per l’Associazione Reggio Calabria Basket in Carrozzina, sul parquet come atleta e capitano della squadra e fuori come presidente. «Prima di ricoprire quest’ultimo ruolo – dice – non immaginavo quanto lavoro ci fosse “fuori dal campo” dedicandomi incessantemente solo all’attività sportiva (oltre ovviamente alla mia famiglia)». È stata un’altra sfida, ancora le parole di Ilaria, «che sto vincendo quotidianamente, grazie anche a professionisti esperti in ambito sportivo come Amelia Eva Cugliandro con cui quotidianamente mi interfaccio e collaboro. Ho compreso, comunque, che c’è molto di più dietro al parquet di gara, che come in tutti gli altri ambiti, anche in ambito sportivo necessitano delle figure specializzate per fare in modo che tutti “ruoti nel verso giusto” in campo e fuori dal campo».

Palestra di vita, non solo di sport

Ad essere cresciuto tantissimo, grazie all’associazione, a tal punto di essere «diventato un uomo completamente autonomo e indipendente» si dice Demetrio Megalizzi, atleta reggino di basket in carrozzina dal 2015. Oggi ha 32 anni e ricorda «i primi anni in cui frequentavo gli allenamenti, “schiavo” dei miei genitori». Da allora, tante cose, dice, sono cambiate, «la mia vita è cambiata, sono diventato autonomo, guido la mia auto, sono un ragazzo che vive una vita come tutti gli altri. Grazie al basket in carrozzina che mi ha permesso di abbattere il concetto di disabilità, di svoltare e rinascere una seconda volta».

Articoli Correlati

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.