Da Mino Reitano a Brunori Sas: la Calabria ritorna al Festival di Sanremo

Il cantautore di Guardia Piemontese debutta all’Ariston con “L’albero delle noci”, ereditando una storia di talento che attraversa generazioni.

La Calabria torna protagonista a Sanremo 2025 grazie a Brunori Sas, il cantautore di Guardia Piemontese, che debutta sul prestigioso palco dell’Ariston con il brano L’albero delle noci. Una performance che promette di emozionare, confermando il legame profondo della regione con il Festival.

Brunori Sas riporta la Calabria al Festival di Sanremo

Sanremo, il palco più prestigioso della musica italiana, ha sempre avuto un posto speciale per la Calabria. La regione, terra di artisti e cantautori appassionati, ha visto negli anni numerosi suoi figli calcare l’Ariston, lasciando un segno indelebile nella storia del Festival della Canzone Italiana. E quest’anno, nel 2025, a raccogliere il testimone e a riportare la Calabria sotto i riflettori è Brunori Sas, al secolo Dario Brunori, con il brano L’albero delle noci.

Da Mino Reitano a Rino Gaetano: i pionieri calabresi a Sanremo

Se parliamo di Calabria e Festival di Sanremo, il primo nome che viene in mente è senza dubbio quello di Mino Reitano, artista di Fiumara (RC) che ha portato la sua voce e la sua passione per la musica in ben sette edizioni del Festival. Il suo debutto sanremese risale al 1967 con Non prego per me, ma è nel 1974 che arriva sul podio con Innamorati. Indimenticabile anche la sua partecipazione del 1988 con Italia, un brano che esprimeva tutto il suo amore per il Paese.



E poi c’è Rino Gaetano, il genio ironico di Crotone che nel 1978 conquistò il pubblico con Gianna, un pezzo destinato a diventare un classico della musica italiana. La sua esibizione fu una ventata di freschezza per il Festival, segnando l’unica sua apparizione all’Ariston, ma anche una delle più memorabili.

Il talento femminile: Mia Martini e Loredana Bertè

Non si può parlare di Calabria a Sanremo senza ricordare Mia Martini, la voce struggente di Bagnara Calabra. Esordì nel 1982 con E non finisce mica il cielo, vincendo il Premio della Critica, riconoscimento che oggi porta il suo nome. Tornò nel 1989 con Almeno tu nell’universo, uno dei brani più amati della storia del Festival, e ancora nel 1992 con Gli uomini non cambiano, che la portò al secondo posto.


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Accanto a lei, la sorella Loredana Bertè, un’icona ribelle del pop-rock italiano. Il suo debutto sanremese avvenne nel 1986 con Re, ma è nel 2019 che torna alla ribalta con Cosa ti aspetti da me, dimostrando ancora una volta la sua energia e il suo carisma sul palco. Nel 1993, le due sorelle cantarono insieme Stiamo come stiamo, un brano che segnò un momento speciale nella storia del Festival.

Da Sergio Cammariere a Aiello: la “nuova generazione”

Negli anni 2000, la Calabria ha continuato a regalare talenti al Festival. Sergio Cammariere, raffinato cantautore di Crotone, nel 2003 incantò il pubblico con Tutto quello che un uomo, aggiudicandosi il terzo posto e il Premio della Critica. Più di recente, nel 2021, Aiello, giovane artista cosentino, ha fatto il suo esordio con Ora, un brano intenso e personale.

Brunori Sas: la Calabria torna protagonista a Sanremo 2025

E ora, nel 2025, è il turno di Brunori Sas, il cantautore di Guardia Piemontese (CS) che con la sua musica ha saputo raccontare emozioni e storie autentiche. Dopo anni di successi e riconoscimenti nel panorama indipendente, Brunori debutta finalmente sul palco dell’Ariston con L’albero delle noci. Una canzone che promette di emozionare e far riflettere, proprio come il suo autore ci ha abituati nel corso degli anni.

Con Brunori, la Calabria torna a brillare sul palco di Sanremo, confermando ancora una volta quanto questa terra sia fertile di talento e poesia. Attraverso il brano L’albero delle noci, l’autore calabrese esplora non solo le gioie ma anche le insidie e le paure che accompagnano il diventare genitori. È un pezzo ricco di sfumature, che racconta la rivoluzione interiore scatenata dalla nascita di un figlio.

“L’albero delle noci”, il giudizio dell’Accademia della Crusca

Il cantautore trae ispirazione dalla sua esperienza personale, riflettendo su come la paternità modifichi profondamente le proporzioni e l’architettura del cuore. Brunori non nasconde le difficoltà e le paure che questa trasformazione porta con sé, ammettendo le proprie insicurezze nel sostegno di un sentimento così potente e rivoluzionario. Il brano ha già “conquistato” l’Accademia della Crusca, che lo ha giudicato il miglior testo in gara alla più famosa competizione canora italiana, non solo per emozioni in grado di suscitare, ma anche per le scelte stilistiche e linguistiche.



A sottolineare il valore del testo del cantautore calabrese è stato il professor Lorenzo Coveri, accademico della Crusca e tra i massimi studiosi della lingua italiana nella canzone. Ecco il suo giudizio: «Nel suo L’Albero delle Noci Brunori, da cantautore classico, celebra, con un testo nettamente autobiografico, l’arrivo della figlia Fiammetta, con invenzioni e immagini molto belle, a parte qualche tratto del passato come rime baciate».

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