Avvenire di Calabria

La testimonianza di don Antonino Ventura parroco del centro devastato dagli incendi di agosto

Cardeto, è il tempo della ricostruzione

di Francesco Chindemi

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Il periodo più difficile e drammatico è stato quello compreso tra il 10 e il 15 agosto scorsi. Giorni segnati anche dal grave lutto a provocare il quale gli incendi che hanno minacciato, a più riprese, l’intero territorio di Cardeto. Assieme al dramma della morte, l’intera comunità ha vissuto la devastazione causata dal vasto fronte di fuoco. Lo stesso che ha colpito le aree dei comuni di San Lorenzo e Roccaforte del Greco. Fuoco ad appiccare il quale, come dimostrerebbero diversi inneschi rinvenuti tra la cenere, non è escluso possa essere stata una mano criminale.


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«Purtroppo abbiamo pagato anche il ritardo con cui si è intervenuti, nonostante la dedizione e l’importante opera svolta da forze dell’ordine e vigili del fuoco». È il drammatico racconto di don Antonio Ventura, parroco della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Cardeto. Centro in cui, come ricordato dallo stesso parroco, «si è vissuto il dramma delle vite umane spezzate». Non solo per la scomparsa del 79 enne Nicola Fortugno. «Ma anche per le morti di Bagaladi e San Lorenzo, ad aver interessato seppur indirettamente, anche la nostra comunità in quanto - ancora le parole di don Ventura - la signora Margherita Cilione uccisa dal fuoco assieme alla nipote, era proprio originaria di Cardeto, dove vivono ancora la madre e i fratelli».

Dalla Parrocchia, supporto e amore ai cittadini

La comunità parrocchiale di Cardeto ha fin da subito «offerto sostegno alle famiglie colpite da questi eventi luttuosi. Allo stesso tempo, abbiamo supportato chi per mettere in salvo la propria vita, ha abbandonato le proprie abitazioni, col dolore di veder ridotti in fumo, i sacrifici di una vita». Intere frazioni evacuate preventivamente, il fuoco le ha risparmiate. Altre, invece, hanno subito danni importanti. Già in quelle fasi, con l’amministrazione comunale si è stabilita un’intesa volta ad accogliere nei saloni parrocchiali gli sfollati e offrire loro non solo aiuto materiale, ma anche emotivo, psicologico e spirituale. «Vedersi strappati all’improvviso dalla propria quotidianità è stato per molti davvero un trauma». Racconta ancora don Antonino.

Cardeto, il parroco: «Avviata una raccolta fondi per aiutare chi ha subito più danni»

«Come parrocchia - aggiunge il parroco di Cardeto - abbiamo dato ospitalità alle famiglie nei nostri locali. Tutto ciò, tra l’altro proprio durante la settimana della festa patronale dell’Assunta, a cui in preghiera, abbiamo chiesto di intercedere con nostro Signore affinché ci desse la forza per affrontare e superare una tale situazione». Spenti gli incendi e con le famiglie, finalmente, tornate a casa, «viene il dopo». Il momento di tirare le somme e programmare la “ricostruzione” di una realtà, la cui economia poggia sull’agricoltura e l’allevamento.


PER APPROFONDIRE: Cardeto brucia, il cordoglio di Morrone e l’impegno della parrocchia


La parrocchia, con il comune e la locale pro loco, si sono rimboccati le maniche. È stata avviata inoltre una raccolta fondi, a cui partecipa chi, tra i cittadini, ha subito danni più lievi. In questa fase c’è da riprogrammare la ricostruzione, non solo materiale. Dopo le perdite subite, ancora don Antonino Ventura, «c’è uno sforzo collettivo da parte di chi vuole al più presto tornare alla normalità».  

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