Vita da pendolari, il caro-vita fa schizzare i prezzi in Calabria

L’effetto del caro-vita è già evidente a partire dai collegamenti dal 1 ottobre. Poca attenzione politica sul tema
Generazione Z futuro

Prezzi alle stelle per le tratte regionali e interregionali: così l’inflazione taglia le gambe a fuori sede e pendolari. L’effetto del caro-vita è già evidente a partire dai collegamenti dal 1 ottobre. Oggi ne ha parlato in un reportage il network calabrese LaC-News.

Il caro-vita colpisce i pendolari calabresi

Alle 5,30 del mattino è ancora buio alla stazione di Cosenza dove si apprestano a partire i primi convogli verso Sibari, Sapri e Reggio Calabria. I pendolari giungono alla spicciolata e non hanno espressioni felici. La stangata in arrivo dal primo ottobre sulle tariffe degli abbonamenti di Trenitalia sulle tratte regionali inciderà e non poco sul bilancio familiare.


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Gli utenti stigmatizzano non tanto l’aumento della tariffa, ma le proporzioni di questo incremento che per alcune tratte supera il cinquanta percento: «Anche perché il servizio – lamentano – non è all’altezza di un paese civile. Viaggiamo in carrozze datate e spesso in ritardo».

I pendolari hanno già da tempo attivato una chat e meditano di costituirsi in un comitato: «Stiamo già raccogliendo le firme proprio per chiedere alla Regione di rimodulare questo accordo perché il rialzo intacca soprattutto il bilancio di dipendenti pubblici, insegnanti e studenti, categorie a basso reddito. Una beffa per chi era riuscito a risparmiare pochi spiccioli con il bonus polverizzato da questi incrementi».  Le modalità di ritocco dei costi di viaggio vanno ricercate nel contratto di servizio sottoscritto nel dicembre 2019 tra l’autorità regionale dei trasporti, rappresentata in quel momento da Francesco Cribari, e Trenitalia.


PER APPROFONDIRE: Storie di pendolari nello Stretto e di infinite attese


Insomma, si tratta di un sistema complesso da cui vengono fuori i nuovi costi degli abbonamenti. Tuttavia c’è un passaggio chiave sottolineato dagli utenti, in cui si parla di incidenza massima in aumento del dieci percento del price cap sulla riparametrazione delle tariffe. Ed è su questo punto che le associazioni si aggrappano per contestare l’esoso rincaro.

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