Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, sabato 13 giugno 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Diocesi: mons. Castellucci (Modena-Nonantola) all’assemblea interdiocesana con Carpi, “nuovi strumenti per una formazione integrale alla fede”
“Un nuovo paradigma dell’iniziazione cristiana” capace di esprimersi attraverso “un rinnovamento della metodologia”, che sappia “partire dall’esperienza concreta e avere l’elasticità necessaria a ricavare il Vangelo dalla realtà di tutti i giorni”. È quanto ha proposto questa mattina l’arcivescovo Erio Castellucci nell’assemblea pastorale interdiocesana di Modena-Nonantola e Carpi, svoltasi nella chiesa di Gesù Redentore alla presenza di sacerdoti, religiosi, operatori e fedeli delle due diocesi. Per Castellucci si tratta di “tenere quanto di buono è già stato fatto”, dando vita a una “visione più integrale e globale” della formazione, superando le proposte “solamente dottrinali, spesso incasellate nell’anno scolastico”. Il modello proposto è quello delle prime comunità cristiane, che sperimentavano nelle case “le quattro dimensioni dell’Annuncio, dell’unione fraterna, della frazione del pane e della preghiera”. Nell’occasione è stata presentata la “Passi di vita”, proposta dall’Ufficio catechistico regionale dell’Emilia-Romagna, pensata per “una formazione integrale alla vita di fede, dagli zero ai novantanove anni”. Mons. Maurizio Trevisan, vicario episcopale per l’ambito pastorale, ha illustrato i risultati delle venti assemblee vicariali realizzate nel territorio, alle quali hanno partecipato i presbiteri e 227 laici: dai territori emerge l’esigenza di “rallentare il passo e camminare tutti insieme, in ascolto delle comunità”. L’assemblea si è conclusa con un momento di preghiera interreligiosa con rappresentanti delle comunità islamica, evangelica metodista e buddhista.
Vescovi Lombardia: lettera ai presbiteri, nel cambiamento d’epoca “desideriamo camminare con voi, ascoltarvi, accompagnarvi”
Nel giorno in cui diverse Chiese di Lombardia sono in festa per le ordinazioni sacerdotali, viene diffusa la , frutto della riflessione dei vescovi della Lombardia e datata 12 giugno, nella festa liturgica del “Sacro Cuore di Gesù”. Qui di seguito il testo della lettera. “Vi scriviamo con animo fraterno, nella Festa del Sacro Cuore di Gesù, giornata mondiale di preghiera per la santificazione dei sacerdoti”, esordisce il testo. “Nell’esercizio della paternità affidata al nostro ministero episcopale, ci siamo posti in attento ascolto delle vostre esperienze di vita, oggi sempre più connotate da una realtà sociale in continuo cambiamento e da forme pastorali per la maggior parte di noi mutate nel tempo. Un ascolto appassionante, carico di consolazione e dal quale siamo usciti rincuorati. Un ascolto che sempre ci apre alla preghiera. E ci siamo detti: questo è il volto autentico di un presbiterio vivo e reale, espressione di tutte le stagioni della vita sacerdotale e di una multiforme varietà di incarichi pastorali”. I vescovi rinnovano quindi la “gratitudine per la fedeltà quotidiana con la quale venite in aiuto alla nostra debolezza, nella guida del popolo di Dio a noi affidato”. Precisano: “Viviamo un tempo che non possiamo più leggere con categorie abituali. Non si tratta solo di affrontare difficoltà nuove, ma di riconoscere che siamo dentro un cambiamento che ci supera e insieme ci coinvolge. È un tempo che può generare smarrimento, talvolta anche scoraggiamento, ma che porta con sé una promessa: quella di una Chiesa più essenziale, più fraterna, più vicina alla vita reale delle persone. Non siete soli dentro questo passaggio. E non siete chiamati a ‘risolverlo’, ma ad abitarlo con fede”. Il documento prevede quattro paragrafi: Senza attraversare le fatiche non nasce nulla di nuovo; Senza fraternità il ministero si indebolisce; Senza corresponsabilità la sinodalità resta incompiuta; Senza formazione adeguata il cambiamento non regge.
“Carissimi, non abbiamo soluzioni pronte da offrirvi, ma desideriamo camminare con voi, ascoltarvi ancora, accompagnarvi”, concludono i vescovi. “E insieme a voi vogliamo lasciarci guidare dallo Spirito, che non smette di aprire strade nuove. Affidiamo questo tempo, e ciascuno di voi, al Signore. E vi chiediamo di continuare a essere, con semplicità e verità, ciò che siete: uomini del Vangelo, dentro la vita ordinaria della nostra gente”.
Parlamento Ue: minori e social media, in emiciclo tutela sicurezza e salute mentale
Gli eurodeputati, riuniti in sessione plenaria a Strasburgo dal 15 al 18 giugno, discuteranno mercoledì sulle possibili soluzioni per migliorare la protezione dei minori e della loro salute mentale dai rischi legati all’uso dei social media. Il dibattito con la Commissione dovrebbe affrontare – secondo una nota dell’istituzione Ue – “l’impatto negativo dei social media sui giovani e le possibili risposte, tra cui limiti di età e un rafforzamento dell’azione comunitaria per aumentare la responsabilità delle piattaforme online”. Il Parlamento ha già chiesto l’introduzione di un’età minima di 16 anni per l’accesso ai social media e ha adottato raccomandazioni per rafforzare la protezione delle vittime di molestie e cyberbullismo online, nonché la responsabilità delle piattaforme. Va ricordato che un gruppo di esperti Ue sta attualmente esaminando le misure in vigore e formulando raccomandazioni sulla sicurezza dei minori online, inclusi limiti e sistemi di verifica dell’età, con conclusioni attese prima dell’estate 2026.
Sant’Antonio da Padova: mons. Cipolla, “la sua fede è fisica, umana, un Vangelo vissuto attraverso gesti e azioni”
“Antonio e Francesco hanno visto in Gesù una strada per essere uomini, per restare uomini, secondo quello che tra l’altro anche Papa Leone XIV dice nella sua ultima enciclica: liberi, capaci di un proprio pensiero, capaci di avere una profondità e una ricchezza interiore che nobilita la nostra umanità”. Lo ha affermato mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova, a margine delle celebrazioni per la solennità di sant’Antonio alla Basilica del Santo. Il presule ha sottolineato come la fede di sant’Antonio sia “fisica, umana, che ha le forme dei gesti, della lingua, del dito che sottolinea la parola”: “Sant’Antonio è così popolare perché è stato letto e interpretato attraverso i suoi gesti, le sue azioni. Come il Vangelo ci ha parlato di Gesù attraverso azioni, parole, non soltanto con particolari riflessioni impegnative, ma con parole e opere. Un Vangelo vissuto”. Nella Messa solenne delle 17, p. Roberto Brandinelli, ministro provinciale dei frati minori conventuali, ha incentrato l’omelia sul tema della Tredicina – Antonio e Francesco accomunati – sottolineando che “ciascuno di noi ha ricevuto da Dio un dono preciso ed è con questo che è chiamato a portare il proprio contributo all’edificazione della casa comune”: “Sant’Antonio e san Francesco ci insegnano che la gioia vera risiede nel comprendere ciò per cui siamo stati creati, il posto che ci è stato assegnato e che solo noi possiamo occupare a vantaggio di tutti”.
Sant’Antonio da Padova: la Basilica del Santo accoglie centomila pellegrini. P. Ramina, “sorpresa e gratitudine ogni anno”
Circa 100mila pellegrini hanno raggiunto oggi la Basilica del Santo a Padova per la solennità di sant’Antonio, con undici celebrazioni eucaristiche susseguitesi dalle 6 alle 21. “È sempre motivo di sorpresa e di gratitudine constatare come sin dalle prime ore del mattino ci sia questo abbraccio reciproco tra i pellegrini e sant’Antonio, che portano a lui tante preghiere, ringraziamenti e suppliche”, ha detto p. Antonio Ramina, rettore della Pontificia Basilica. La messa pontificale delle 11.30 è stata presieduta da mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova; la messa solenne delle 17 da p. Roberto Brandinelli, ministro provinciale dei frati minori conventuali. Dall’inizio della Tredicina, circa 40mila i passaggi alla Cappella delle Reliquie. La giornata si è conclusa con la processione solenne per le strade della città con 66 gruppi, la statua votiva e le reliquie del mento e del dito portate dal ministro provinciale. Record anche per la devozione via web: oltre 700mila persone raggiunte in Italia via Facebook e oltre 80mila tra il sito 13giugno.org e la pagina Facebook in lingua inglese. Ottanta i volontari del Cisom presenti dalle 6, con punto medico attrezzato e due postazioni interne in collaborazione con Croce Rossa e Croce Verde.
Diocesi: Foligno, mille giovani nei “laboratori della felicità” sulle orme di san Francesco
“Il silenzio dei banchi di scuola è ormai un ricordo recente, pronto a lasciare il posto a una straordinaria e travolgente ondata di vitalità, sorrisi e colori”. Lo si legge in un comunicato della diocesi di Milano. Da lunedì 15 giugno, infatti, le parrocchie e le comunità della diocesi umbra apriranno le porte per l’avvio dell’“Estate in Oratorio”. “Saranno circa mille i bambini e i ragazzi di età compresa tra i 6 e i 12 anni che si riapproprieranno degli spazi comunitari, pronti a vivere un’esperienza intensa di condivisione, crescita e puro divertimento, per un periodo che si estenderà dalle due alle cinque settimane a seconda delle singole realtà territoriali”. “La geografia di questo grande mosaico educativo abbraccia ben undici oratori capillarmente distribuiti nell’intero territorio diocesano, punti di riferimento per altrettante parrocchie o unità pastorali”. L’oratorio estivo, nella visione pastorale della diocesi, “si distacca profondamente dal concetto di mero servizio assistenziale o di custodia temporanea. Esso si configura come un autentico ‘laboratorio di felicità’ e un’officina di cittadinanza evangelica. Attraverso una programmazione articolata in canti ritmati, balli scatenati, grandi giochi all’aperto, laboratori manuali e storie animate, uscite alla scoperta del territorio, i profumi tipici della stagione estiva si fonderanno armoniosamente con i suoni della spensieratezza e della crescita interiore”. “Il cuore pulsante di questa estesa esperienza collettiva batterà con vigore eccezionale nella giornata di giovedì 25 giugno, in occasione della tradizionale Giornata diocesana degli oratori”. Per l’evento, lo scenario del Parco dei Canapè di Foligno si trasformerà nel palcoscenico a cielo aperto di un raduno intitolato “Fra lui e noi. Sulle orme di Francesco d’Assisi”.
Diocesi: Foggia, incendio in via San Severo. Dalla Caritas diocesana beni di prima necessità agli sfollati
A seguito del vasto incendio divampato nel primo pomeriggio di ieri, venerdì 12 giugno, in via San Severo, alla periferia nord di Foggia, la Caritas diocesana di Foggia-Bovino si è attivata per prestare assistenza alle persone rimaste senza riparo dopo la distruzione del campo rom interessato dalle fiamme. Nella mattinata di oggi, precisa ora un comunicato, la Caritas diocesana ha provveduto all’acquisto di generi alimentari di prima necessità (tra cui acqua, latte, pasta e altri prodotti alimentari) oltre a beni per l’igiene personale come saponi, dentifrici e spazzolini da denti. “L’intervento è rivolto a circa 70 persone sfollate, delle quali circa la metà sono minorenni, che a causa dell’incendio hanno perso ogni bene di prima necessità”. Le spese sostenute per l’acquisto dei materiali sono interamente a carico della Caritas diocesana. I beni sono stati predisposti in apposite buste dal supermercato “La Prima” di Foggia, fornitore della Caritas, e saranno distribuiti nelle prossime ore attraverso il Pis (Pronto intervento sociale) del rione Candelaro, struttura attivata per la distribuzione grazie all’intervento dell’assessora alle Politiche sociali del Comune di Foggia, Simona Mendolicchio. Il servizio del Pis è gestito dal Comune di Foggia in sinergia con l’associazione Fratelli della stazione e il Centro interculturale Baobab.
“L’iniziativa – viene precisato – si inserisce nell’attività di sostegno e vicinanza che la Caritas diocesana sta garantendo alle persone colpite dall’emergenza, in collaborazione con le istituzioni e le realtà del territorio impegnate nell’assistenza agli sfollati, in aggiunta alla quotidiana attività di sostegno alle persone meno fortunate che vivono sul territorio di Capitanata”.
Diocesi: Milano, 12 nuovi preti per la Chiesa ambrosiana. Mons. Delpini: “Inadeguati, come tutti noi, eppure decisi a fare della missione il tutto della loro vita”
“Noi, gente del buon senso e facili al giudizio, siamo inclini a dare consigli persino al Signore. E quindi forse ci viene da suggerire a Gesù: ma perché non hai scelto uomini migliori, più intelligenti, più virtuosi, più adatti?”. Si è aperta con questa provocazione l’omelia dell’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, nella celebrazione eucaristica in duomo per l’ordinazione presbiterale di 12 seminaristi e di un missionario del Pime. In un duomo gremito di fedeli, la riflessione dell’arcivescovo ha sottolineato che “Gesù suggerisce di interpretare questo nostro essere inadeguati non come una obiezione alla missione, non come una scusa per la mediocrità, ma come una condizione propizia per essere discepoli, sempre incaricati di mettersi a servizio dell’incontro con Lui”. In un mondo in cui si registra “un diffuso scoraggiamento a proposito della capacità di conoscere Dio”, la missione dei nuovi sacerdoti si rivolge “a tutti coloro che sono smarriti, a tutti coloro che non sanno che cosa fare, dove andare, come vivere in una complessità scoraggiante”. I nuovi ordinati, ha concluso mons. Delpini, “sono inadeguati alla missione, come del resto siamo tutti noi, eppure sono decisi a fare della missione il tutto della loro vita perché Cristo è tutto per loro”. Il 25 giugno alle 11.45, nella cappella arcivescovile, mons. Delpini comunicherà ai nuovi sacerdoti le parrocchie in cui svolgeranno il loro ministero.
Torre del Greco: il presbiterio dopo la polemica sull’opera esposta alla Festa dei Quattro Altari, “in prima linea contro ogni forma di antisemitismo”
“Questo presbiterio di Torre del Greco è e resta in prima linea contro ogni forma di antisemitismo e contro il riaffiorare di quei pregiudizi che si annidano in immagini, parole o clichés culturali che la storia ha già mostrato carichi di offesa e di sofferenza per il popolo ebraico”. Lo si legge in una nota del presbiterio di Torre del Greco, diffusa oggi dall’Ufficio stampa dell’arcidiocesi di Napoli, in risposta alle osservazioni espresse dalla Comunità ebraica di Napoli riguardo a un’opera esposta in città in occasione della Festa dei Quattro Altari. Il documento precisa che l’opera “non rappresenta in alcun modo il pensiero di questo presbiterio” e che si tratta di “una realizzazione artistica frutto della libera ideazione del suo autore”, della quale i sacerdoti non condividono “alcuna lettura che possa risultare lesiva della sensibilità e della dignità del popolo ebraico”. Quanto alla commissione di valutazione delle opere – della quale faceva parte anche un rappresentante ecclesiale – il testo spiega che il giudizio era stato espresso sulla base della spiegazione dell’autore, che riconduceva la figura all’episodio evangelico della chiamata di Levi: “Nella piena buona fede dei suoi componenti, non era stata còlta la possibilità che un elemento dell’opera potesse essere letto alla luce di un antico pregiudizio antiebraico”. Il presbiterio esprime “il proprio dispiacere”, fa propria “la sensibilità ferita della Comunità ebraica” e rinnova “l’impegno a una sempre maggiore attenzione”.
Ucraina: Unicef, oltre 25 bambini feriti in una settimana. I minori “devono essere protetti”
“Le vite dei giovani in tutta l’Ucraina continuano a essere devastate dagli attacchi”. Lo scrive Unicef sul profilo X. “Secondo le notizie, solo nell’ultima settimana sono rimasti feriti più di 25 bambini”. L’Unicef “continua a fornire assistenza fondamentale, ma i bambini devono essere protetti. Per ogni bambino, pace”.
Oratori estivi: Roma, il 18 giugno la Festa degli oratori estivi a Zoomarine con mons. Carlevale
Giovedì 18 giugno, dalle 9.30, il parco divertimenti di Zoomarine accoglierà bambini, adolescenti, animatori, responsabili e sacerdoti per una giornata di divertimento e fraternità in occasione della Festa degli oratori estivi. La giornata inizierà con un momento di preghiera e animazione, per poi consentire a tutti i gruppi di godere delle attrazioni e degli spettacoli del parco. Il momento di preghiera iniziale sarà guidato da mons. Andrea Carlevale, vescovo ausiliare per il settore sud della diocesi, accolto da don Alfredo Tedesco, direttore del servizio di pastorale giovanile della diocesi, da don Manrico Accoto, direttore dell’Ufficio per la catechesi, il catecumenato e l’apostolato biblico della diocesi di Roma, e da Stefano Pichierri, presidente del Centro oratori romani, che da molti anni organizza questo appuntamento raccogliendo decine di oratori della città e migliaia di bambini, spesso con le loro famiglie. Sono già partite le settimane di animazione, catechesi, gioco e attività per gli oratori estivi che ogni anno a Roma le parrocchie organizzano per bambini e ragazzi, offrendo una proposta di accoglienza e di evangelizzazione delle giovani generazioni. Le attività estive coinvolgono anche centinaia di adolescenti nell’animazione, consentendo loro di scoprire la bellezza del servizio alla comunità ecclesiale e di far crescere i propri talenti.
Magnifica Humanitas: mons. Tomasi (Treviso), “necessario e urgente umanizzare il nostro tempo”. Invito a leggere l’enciclica
“Siamo chiamati come comunità a dare il nostro contributo all’umanizzazione del nostro tempo, così necessaria e urgente. Ringraziamo per la guida preziosa di papa Leone XIV in questo cammino”. Lo scrive mons. Michele Tomasi, vescovo di Treviso e presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, giustizia e pace, in un articolo pubblicato sulla rivista diocesana “Vita del popolo”, in cui riflette sulla e invita i fedeli a leggere l’enciclica di Leone XIV sulla dignità della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. “L’enciclica è un dono prezioso alla Chiesa e al mondo intero”, scrive il vescovo, che ne ripercorre i nuclei principali: la Dottrina sociale come “patrimonio di saggezza”; la dignità di ogni persona, che “non si acquisisce e non si merita, né ha bisogno di essere dimostrata”; la figura biblica di Neemia come modello contrapposto alla torre di Babele. Leone XIV vede in Neemia “la parabola luminosa della nostra vocazione ad essere, nel tempo della trasformazione digitale, non spettatori rassegnati di fratture sociali e culturali, ma donne e uomini che entrano nei cantieri della storia per rialzare ciò che è crollato”. Il vescovo sottolinea infine il richiamo del Papa a restare “profondamente umani, custodendo quella magnifica umanità che ci è stata donata in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire”.
Città dell’uomo: tavola rotonda on line a partire dal volume “Amare la politica”
L’associazione Città dell’uomo Aps invita martedì 16 giugno, ore 18.30, alla tavola rotonda di presentazione on line del testo, curato da Gianni Borsa, “Amare la politica. Democrazia, cittadinanza, partecipazione” (In dialogo, 2026). “Titolo, per la verità, un po’ sorprendente e, senza dubbio, controcorrente”, spiegano dall’associazione. “Si può, addirittura, amare la politica, oggi, in un tempo cioè nel quale essa sembra avere toccato ‘il punto più basso di credibilità e più alto di delegittimazione’ verso una larga quota di cittadini di ogni età e condizione sociale?”. La risposta che viene dal testo è: “Sì, nonostante tutto. Perché della politica non si può fare a meno da parte di una società che intenda organizzarsi e crescere in modo civile e democratico, in conformità ai princìpi/valori costituzionali. Certo, per legittimare l’asserto c’è molto da fare e a vari livelli, come spiegano gli autori. In gioco resta, fra l’altro, il problema della democrazia, connesso a quello di una cittadinanza consapevole e attiva, che richiedono, entrambi, fattiva partecipazione”. Modera l’incontro Luciano Caimi (presidente de La Città dell’uomo Aps). Intervengono: Camilla Buzzacchi (Università degli studi di Milano Bicocca) e Luca Alici (Università degli studi di Perugia). Interverrà il curatore del volume.
Diocesi: Venezia, mons. Moraglia presiede due celebrazioni. Centenario del carcere e voto della Serenissima a sant’Antonio
Due celebrazioni in due giorni per il patriarca di Venezia mons. Francesco Moraglia. Ieri mattina ha presieduto la messa nella casa circondariale maschile di Santa Maria Maggiore per il centenario della benedizione dei nuovi locali, impartita nel 1926 dall’allora patriarca e cardinale Pietro La Fontaine. Alla celebrazione hanno partecipato i superiori del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, le autorità della Polizia penitenziaria e il cappellano don Massimo Cadamuro. Questa mattina, invece, nella basilica di Santa Maria della Salute si è svolta la tradizionale celebrazione per lo scioglimento del voto della Serenissima a sant’Antonio di Padova, quest’anno nel 375° anniversario della formulazione della promessa di erigere un altare votivo al Santo. Nel 1651, in un momento drammatico per la Repubblica di Venezia, impegnata nella sanguinosa guerra per l’isola di Candia contro l’Impero Ottomano, fu fatto il voto a sant’Antonio: l’altare si trova ancora oggi sul lato sinistro della basilica, dove questa mattina è stata esposta solennemente la più insigne reliquia del Santo al di fuori di Padova. Alla celebrazione hanno partecipato il Seminario Patriarcale, i rappresentanti delle nove Congregazioni del Clero veneziano e il Capitolo della Basilica di San Marco. Questo pomeriggio, alle 18.45, mons. Moraglia presiederà la messa per Avis Provinciale di Venezia nella stessa basilica.
Settimanali cattolici: “Il Popolo” di Tortona. Ungaro (Fisc), “presidi di democrazia sul territorio”
“Qual è il segreto dell’editoria cattolica? La capacità di parlare al cuore dei lettori. Profonda connessione con la comunità. L’articolo è un ponte tra la Chiesa e il mondo che cammina nella storia. Noi siamo, come ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presidi di democrazia sul territorio”. Mauro Ungaro, presidente nazionale della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), è intervenuto così al convegno “Custodire volti e voci umane”, per i 130 anni del settimanale “Il Popolo” della diocesi di Tortona. “I lettori dei nostri giornali desiderano riflettere non solo attraverso le notizie, ma domandarsi il perché dei fatti. Noi li raccontiamo partendo dalla dimensione evangelica e della comunità cristiana. Ci sono storie e ritratti di persone nei nostri articoli che richiamano alla passione per la verità, per comprendere le gioie e i dolori delle persone. Perché ogni articolo è un invito a riflettere, pregare e vivere la propria fede in profondità. Antidoto alla sclerocardia dei nostri tempi”, ha concluso.
Settimanali cattolici: “Il Popolo” di Tortona. Ognibene (Avvenire), “abbiamo il dovere di essere leali rispetto alla realtà”
“Rispetto della realtà per come si pone. Oggi tutto è più complicato e spesso ci sovrasta il tempo e la dimensione dei problemi che facciamo fatica a interpretare. Molta gente si sente estranea perché è disorientata da questo eccesso di complessità”. Così Francesco Ognibene, editorialista di “Avvenire”, è intervenuto al convegno “Custodire volti e voci umane”, per i 130 anni del settimanale “Il Popolo” della diocesi di Tortona. “Come giornalisti abbiamo il dovere di essere leali rispetto alla realtà. Non possiamo rappresentarla secondo una nostra comprensione. Il problema della verità, che è diventato accessorio e secondario, deve tornare a essere centrale per dare senso alla nostra vita”, ha proseguito. “Oggi ci costruiamo una verità di fantasia, con la fascinazione del web e le performance delle interazioni. Noi per primi, come cristiani, dobbiamo essere realisti e narratori di un messaggio di speranza che è quello del Vangelo, testimoni di umanità. Non ci rende diversi dagli altri giornalisti, ma abbiamo un compito ancora più grande: essere fedeli alla voce e ai volti di ogni persona”, ha concluso Ognibene.
Settimanali cattolici: “Il Popolo” di Tortona. De Bortoli, “un giornale deve avere il coraggio di dire anche quello che non va”
“L’importanza sociale della verità. Nessuno è custode della verità. Non la possiede nessuno. Siamo tutti alla ricerca di qualcosa. Dobbiamo guardare alla realtà, cercando di capire le idee degli altri”. Lo ha detto Ferruccio De Bortoli, già direttore del “Corriere della Sera”, intervenendo al convegno “Custodire volti e voci umane”, per i 130 anni del settimanale “Il Popolo” della diocesi di Tortona. Per De Bortoli i giornali testimoniano “la fondamentale connessione tra chi scrive e chi legge”, perché “un giornale rappresenta la sua comunità, ma non deve dire alla comunità tutto quello che vorrebbe sentirsi dire, ma anche quello che non si vuole sentire dire”. “Un giornale deve dare informazione con passione e serietà, promuovere domande e riflessioni e avere il coraggio di dire anche quello che non va”, ha aggiunto. “Se l’agorà e la piazza sono invase da notizie irrilevanti, la comunità non è più in grado di affrontare i problemi veri. E oggi corriamo questo pericolo”, ha concluso, ricordando che “i giornali sono tra le poche carte di identità per la cittadinanza di una comunità”.
Settimanali cattolici: “Il Popolo” di Tortona, 130 anni di storia. Mons. Marini, “custodire volti e voci umane”
Il settimanale cattolico della diocesi di Tortona, “Il Popolo”, ha celebrato i 130 anni dalla fondazione con un convegno nel cortile del seminario, alla presenza del vescovo mons. Guido Marini, del direttore Matteo Colombo, della redazione, di autorità civili, collaboratori e lettori. Fondato nel 1896 per intuizione del vescovo Igino Bandi, nell’Italia post-risorgimentale in cui i vescovi si fecero promotori di strumenti di alfabetizzazione sociale e politica, “Il Popolo” ha scandito 130 anni di cronaca diocesana con i piedi per terra e il volto rivolto al cielo. Il titolo della giornata, “Custodire volti e voci umane”, si lega al testo di Leone XIV per la Giornata delle comunicazioni sociali. Alla tavola rotonda sono intervenuti Ennio Chiodi, Ferruccio De Bortoli e Francesco Ognibene. Il saluto del presidente della Fisc, Mauro Ungaro, e le conclusioni di mons. Marini hanno chiuso una serata segnata da gratitudine e senso di comunità.
Ecumenismo: Bari, concluso il Dialogo fraterno promosso dalla Consultazione carismatica italiana. Proseguire il cammino della riconciliazione
Si è concluso a Bari, presso la casa di spiritualità “San Francesco d’Assisi”, il Dialogo fraterno promosso dalla Consultazione carismatica italiana (Cci) sul tema “Annuncio e Testimonianza”, che ha riunito rappresentanti cattolici e pentecostali provenienti da diverse Chiese, comunità, organismi ecclesiali e istituzioni accademiche impegnati nel cammino della riconciliazione tra i cristiani. Nel corso delle sessioni sono stati affrontati temi centrali per la missione della Chiesa nel nostro tempo: il rapporto tra annuncio del Vangelo e testimonianza della comunione, il significato dell’evangelizzazione riconciliata, il superamento delle logiche di competizione confessionale, il discernimento del proselitismo, il valore della santità come testimonianza comune e la riscoperta dell’azione dello Spirito Santo quale sorgente di unità e di rinnovamento ecclesiale. L’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, ha espresso apprezzamento per il cammino della Cci e per il contributo che essa offre alla crescita della fraternità tra i cristiani, incoraggiando a proseguire sulla via dell’incontro, dell’ascolto reciproco e della testimonianza evangelica. Nel messaggio inaugurale Matteo Calisi, co-presidente della Cci, ha sottolineato come il dialogo cattolico-pentecostale rappresenti oggi uno dei segni più significativi dell’azione dello Spirito Santo nel cristianesimo contemporaneo. Il pastore Giovanni Traettino, co-presidente della Cci, ha richiamato il carattere profetico della riconciliazione tra i cristiani, sottolineando come la comunione vissuta nello Spirito rappresenti una testimonianza necessaria per il mondo contemporaneo. I partecipanti hanno riaffermato l’impegno a proseguire il cammino della riconciliazione, della preghiera comune e della collaborazione evangelica, nella convinzione che la testimonianza condivisa del Vangelo costituisca oggi una delle più urgenti esigenze della missione cristiana.
Santa Sede: pubblicato il nuovo Statuto della Commissione per la tutela dei minori. Mons. Verny, “passo importante nella responsabilità condivisa”
“Gli Statuti segnano un passo importante nell’approfondire la nostra responsabilità condivisa di proteggere e prenderci cura dei più vulnerabili. Riflettono l’ascolto – delle vittime, degli esperti di salvaguardia e dell’esperienza delle Chiese locali – e riaffermano che la salvaguardia rimane una priorità centrale”. Lo ha dichiarato mons. Thibault Verny, presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, in occasione della pubblicazione oggi da parte della Santa Sede del nuovo Statuto dell’organismo. I precedenti Statuti risalivano al 2015; la revisione si è resa necessaria per allineare il mandato della Commissione alla costituzione apostolica “Praedicate Evangelium” sulla Curia romana. Il testo, approvato da Leone XIV ad experimentum per un periodo di tre anni tramite ex Audientia Sanctissimi firmato dal card. Pietro Parolin e datato 20 maggio, entra immediatamente in vigore e sarà pubblicato su “L’Osservatore Romano” e negli Acta Apostolicae Sedis. Tra le novità principali: la Commissione può essere coinvolta nel processo delle visite ad limina e assiste la vita consacrata attraverso le Conferenze dei superiori maggiori. Viene rafforzato il ruolo nel promuovere sistemi di segnalazione e centri di ascolto per le vittime a livello regionale e nazionale. Al termine del triennio sperimentale, la Commissione sottoporrà al Pontefice le eventuali modifiche per l’approvazione dello Statuto definitivo.
Leone XIV: approvato il nuovo Statuto della Pontificia Commissione per la tutela dei minori
Leone XIV ha approvato il nuovo Statuto della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, ad experimentum per un periodo di tre anni. Lo rende noto un ex Audientia Sanctissimi firmato dal card. Pietro Parolin, segretario di Stato, e datato 20 maggio, pubblicato oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede. Il documento entra immediatamente in vigore e sarà pubblicato su “L’Osservatore Romano” e negli Acta Apostolicae Sedis. Il nuovo Statuto conferma che la Commissione è istituita presso il Dicastero per la dottrina della fede, con cui collabora nel rispetto dei distinti ambiti di competenza, e che riferisce direttamente al Santo Padre attraverso il suo presidente. Tra le principali competenze: assistere i vescovi e le conferenze episcopali nello sviluppo delle Linee Guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili; promuovere sistemi stabili e accessibili per la presentazione delle segnalazioni di abusi; elaborare il Rapporto annuale sulle politiche di tutela nella Chiesa. La Commissione è composta da un massimo di 23 membri nominati dal Papa per un periodo di cinque anni, scelti tra chierici, religiosi e laici di varie nazionalità con comprovata esperienza nel settore della tutela. Al termine del triennio sperimentale, la Commissione sottoporrà al Pontefice le eventuali modifiche per l’approvazione dello Statuto definitivo.
Regno Unito: dal 15 giugno la Settimana dei Rifugiati nel segno del “Coraggio”. Mons. Paul McAleenan guiderà una veglia “per chi è morto cercando un futuro migliore”
Dal 15 al 21 giugno, le comunità cattoliche di tutta l’Inghilterra e del Galles celebreranno la Settimana dei Rifugiati, “un’occasione annuale per riconoscere il contributo, la resilienza e la dignità dei rifugiati e di coloro che cercano asilo”, si legge oggi sul sito dei vescovi britannici. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Coraggio”, perché si vuole “mettere in luce la forza di coloro che sono stati costretti a fuggire dalle proprie case in cerca di sicurezza e di un nuovo inizio”. Allo stesso tempo, ha sottolineato il vescovo responsabile pe i migranti e i rifugiati mons. Paul McAleenan, “riconoscere l’umanità e la dignità di ogni persona richiede il coraggio di tendere la mano e accogliere i rifugiati, resistendo a quelle voci che cercano di seminare paura o divisione nelle nostre comunità”. Il vescovo McAleenan guiderà, la sera del 15 giugno, una veglia di preghiera in Marsham Street, nella City di Westminster, davanti alla sede dell’ufficio dell’interno a Londra, “per ricordare tutti coloro che hanno sofferto o sono morti cercando sicurezza e un futuro migliore”.
Diocesi: Gorizia, il progetto “Oltre il Pre-Giudizio” per abbattere i luoghi comuni sul carcere e sull’8xmille
Una società senza pregiudizi è forse un’utopia, ma ciascuno può contribuire a contrastarli attraverso la conoscenza e l’informazione. È il messaggio che emerge dall’esperienza dell’arcidiocesi di Gorizia, dove la Caritas diocesana e la Cappellania della Casa circondariale hanno promosso il progetto “Oltre il Pre-Giudizio”, sostenuto dai fondi dell’8xmille della Chiesa cattolica. L’iniziativa nasce per contrastare i luoghi comuni sulle persone detenute e favorirne il reinserimento sociale. Nel 2025 sono state sostenute 64 persone detenute o in misura alternativa con aiuti economici e beni di prima necessità, mentre sei percorsi di inserimento lavorativo hanno coinvolto cooperative sociali e imprese del territorio. Accanto agli interventi concreti, è stato realizzato anche il percorso di sensibilizzazione “Dialoghi sulla giustizia”, dedicato ai temi della pena, della giustizia di comunità e della giustizia riparativa. L’esperienza si inserisce nel più ampio impegno sostenuto dall’8xmille, spesso al centro di luoghi comuni. Tra i “falsi miti” più diffusi vi sono quelli riguardanti il sostentamento dei sacerdoti e la destinazione delle risorse. In realtà, ricorda la Chiesa italiana, i circa 31mila sacerdoti percepiscono mediamente meno di mille euro netti al mese e solo una minima parte del loro sostegno deriva dalle offerte raccolte durante le Messe. Inoltre, una delle tre finalità previste dalla legge per la ripartizione dell’8xmille riguarda proprio gli interventi caritativi: nel 2024 quasi 300 milioni di euro sono stati destinati a sostenere famiglie, anziani e persone fragili, oltre a interventi per l’emergenza abitativa.
Riviste: Vita Pastorale, sul numero di giugno una riflessione sul rapporto tra fede, politica e guerra
“Non possiamo credere in Gesù e fare guerra. Non possiamo credere in Gesù e uccidere l’innocente. Non possiamo credere in Gesù e abbandonare chi soffre, chi piange, chi fugge dalla miseria”. Con queste parole, pronunciate il 10 giugno scorso durante l’omelia nella basilica della Sagrada Familia di Barcellona, Leone XIV ha rilanciato con forza il messaggio evangelico della pace e della fraternità tra i popoli. Il tema del rapporto tra fede, politica e guerra è al centro anche dell’editoriale pubblicato sul numero attualmente in edicola di Vita Pastorale, firmato dal gesuita padre Francesco Occhetta, segretario generale della Fondazione Fratelli Tutti. “In questi ultimi mesi – scrive Occhetta – il Papa constata con amarezza che la guerra non è più percepita come tragedia da evitare, ma tende a essere normalizzata dentro una cultura della potenza, dove disponibilità di mezzi e capacità di dominio orientano le decisioni politiche”.
Anche dal punto di vista teologico, spiega l’editoriale, parlare di un Dio dalla parte di chi combatte è da considerare teologicamente falso, come ribadito da Papa Leone non appena arrivato in Spagna a proposito della “guerra giusta”: “Nella tradizione cristiana, il ‘bellum iustum’ non intendeva giustificare la guerra, ma circoscriverla entro limiti rigorosi, per ridurne la violenza e impedirne l’arbitrio. Tale dottrina – spiega Occhetta – si articolava in quattro condizioni fondamentali (l’auctoritas principis, iusta causa, Gaudium et spes, recta intentio). Alla luce delle trasformazioni tecnologiche e della potenza distruttiva degli armamenti, il Magistero sociale della Chiesa non perde l’occasione per ribadire che tali condizioni risultano oggi difficilmente applicabili e giustificabili sul piano etico”.
L’articolo inoltre prende a esempio l’episodio tra il cattolico Vance e Papa Leone XIV per spiegare la contrapposizione tra una visione fondata sulla logica della forza e una prospettiva che pone al centro la dignità della persona, la fraternità tra i popoli e la costruzione della pace attraverso il dialogo e il multilateralismo: “Per la Chiesa – conclude Occhetta – la sfida è accompagnare i credenti in un contesto segnato da paure e polarizzazioni, mantenendo uno sguardo evangelico che non legittimi la violenza come soluzione ordinaria ai conflitti”.
Cei: a Catania presentazione della Settimana liturgica nazionale
Martedì 16 giugno, alle ore 9.45, al seminario interdiocesano “Regina Apostolorum” (con ingresso da via Braille 26, Catania) si terrà la presentazione alla stampa della 76ma Settimana liturgica nazionale, che quest’anno si terrà nella città etnea dal 24 al 27 agosto. A disposizione dei giornalisti per introdurre il tema, il programma e lo scopo dell’evento saranno: l’arcivescovo mons. Claudio Maniago, presidente della Commissione Cei per la liturgia e presidente del Centro di azione liturgica; l’arcivescovo di Catania, monsignor Luigi Renna e don Mauro Dibenedetto, segretario del Centro azione liturgica. Durante lo svolgimento della Settimana liturgica, precisa un comunicato, è prevista la partecipazione di cardinali e vescovi per la presidenza delle celebrazioni liturgiche, esperti nel panorama ecclesiale italiano e numerosi sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiosi, religiose e fedeli laici. Sono attesi nella città di Catania intorno a 500 convegnisti.
Parlamento Ue: in plenaria i rapporti commerciali con gli Usa e i progressi verso l’adesione di 7 Paesi balcanici
Torna a riunirsi la prossima settimana a Strasburgo il Parlamento europeo (15-18 giugno). Tra gli argomenti all’ordine del giorno figurano: accordo commerciale Ue-Usa (voto finale del Parlamento); riforma della politica Ue in materia di rimpatri (voto finale); sovranità e resilienza digitali, dibattito sulla nuova strategia Ue. Ma gli eurodeputati discuteranno anche della situazione in Medio Oriente, delle relazioni economiche con la Cina, di automotive. Mercoledì, il Parlamento voterà le relazioni che valutano i progressi verso l’adesione all’Ue di Albania, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Turchia. In particolare nelle relazioni preparate dalla commissione per gli Affari esteri, il Montenegro e l’Albania sono indicati come i Paesi più avanzati nel processo di adesione. Gli eurodeputati sottolineano l’obiettivo dell’Albania di concludere i negoziati entro la fine del 2027, mentre Montenegro punta a chiudere i negoziati di adesione entro la fine del 2026 e a diventare il 28º Stato membro dell’Ue entro il 2028.
Diocesi: mons. Tomasi (Treviso) a Padova, “senza sapienza la tecnica rischia di piegarsi all’interesse e al guadagno di pochi”
“Nel nostro tempo risulta decisivo l’orizzonte sapienziale, senza il quale la storia rischia di diventare il giocattolo esclusivo dell’arbitrio dei potenti, e la tecnica rischia di piegarsi all’interesse e al guadagno di pochi”. Lo ha affermato mons. Michele Tomasi, vescovo di Treviso, nell’omelia pronunciata ieri alla Basilica del Santo a Padova, in occasione del pellegrinaggio della diocesi di Treviso per la festa di sant’Antonio. Il presule ha richiamato la figura del giovane Salomone che non chiede ricchezza o potere ma “un cuore docile”, capace di discernere il bene dal male: un’immagine applicata al dono della sapienza che ha contraddistinto sant’Antonio, primo frate cui Francesco concesse di insegnare teologia. Nel biglietto che Francesco gli indirizzò direttamente, lo chiama “mio vescovo”, riconoscendogli la capacità di mantenere “intatto lo spirito della preghiera e della devozione autentica a Dio”. Mons. Tomasi ha citato la “Magnifica Humanitas” di Leone XIV: “Se la tecnica diventa criterio assoluto, la persona rischia di essere trattata come dato, ingranaggio o merce; se invece è assunta dentro un orizzonte di sapienza, può diventare occasione di crescita, di giustizia e di fraternità”. La predicazione di sant’Antonio, ha ricordato il vescovo, produceva frutti concreti: “riconduceva a pace fraterna i discordi, ridava libertà ai detenuti, faceva restituire ciò che era stato rapito con l’usura o la violenza”. Il pellegrinaggio si inserisce nell’anno dell’ottocentesimo anniversario della morte di san Francesco.
Foggia: incendio nel campo rom di via San Severo, la Caritas diocesana si mobilita per circa 70 sfollati
Un vasto incendio è divampato questo pomeriggio nel campo rom di via San Severo, alla periferia nord di Foggia, lasciando senza beni e riparo circa 70 persone, delle quali la metà sono minori. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, forze dell’ordine, volontari della protezione civile e personale sanitario del 118. La Caritas diocesana di Foggia-Bovino si è immediatamente attivata: dopo un coordinamento con l’arcivescovo Giorgio Ferretti, il comandante dei vigili del fuoco Giulio Capuano e l’assessora alle politiche sociali del Comune di Foggia Simona Mendolicchio, ha inviato un proprio volontario sul posto per raccordarsi con le forze dell’ordine e valutare le necessità più urgenti. La Caritas si sta mobilitando per garantire i primi aiuti, in particolare la distribuzione di acqua, generi alimentari e vestiario, mentre prosegue la ricognizione dei bisogni delle famiglie che hanno perso tutto a causa del rogo. Nelle prossime ore saranno valutate ulteriori forme di assistenza in collaborazione con le istituzioni e le realtà del volontariato presenti sul territorio, a partire dalla parrocchia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, per assicurare accoglienza e sostegno alle persone rimaste senza sistemazione.
Usa: vescovi consacrano gli Stati Uniti al Sacro Cuore di Gesù per i 250 anni dell’indipendenza americana
I vescovi degli Stati Uniti hanno celebrato una messa solenne per consacrare il Paese al Sacro Cuore di Gesù, in occasione del 250° anniversario della firma della Dichiarazione d’indipendenza americana, che ricorre il 4 luglio 2026. La celebrazione si è tenuta presso la Basilica di Maria Regina dell’Universo a Orlando, a margine dell’assemblea plenaria di primavera dell’Usccb (Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti). L’omelia è stata pronunciata dall’arcivescovo William E. Lori. Prima della messa, gli arcivescovi Bernard A. Hebda, Shelton J. Fabre e Alexander K. Sample hanno offerto riflessioni sul tema del Sacro Cuore durante la sessione pubblica mattutina. L’iniziativa è stata presentata come momento di avvio delle commemorazioni del 250° anniversario nelle singole diocesi e nelle comunità locali di tutto il Paese. L’assemblea si è aperta con preghiere e un messaggio dei vescovi a Leone XIV. Per la prima volta da presidente della Conferenza, l’arcivescovo Paul S. Coakley ha rivolto il proprio indirizzo ai confratelli vescovi. È intervenuto anche l’arcivescovo Gabriele Caccia, nunzio apostolico negli Stati Uniti, nominato da Leone XIV all’inizio dell’anno.
Usa: vescovi approvano nuovo Lezionario e revisione della Carta per la tutela dei minori. Assemblea di Orlando
I vescovi degli Stati Uniti hanno approvato, durante l’assemblea plenaria di primavera svoltasi dal 10 al 12 giugno a Orlando, in Florida, due importanti atti liturgici e una revisione delle norme sulla tutela dei minori. Con 184 voti favorevoli e 1 contrario, l’Usccb (Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti) ha approvato gli elementi di una nuova edizione del Lezionario per la messa, che richiede ora la conferma e il riconoscimento del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Con voto unanime – 187 favorevoli, nessun contrario – è stato approvato anche il Supplemento 2025 al Messale romano e alla Liturgia delle ore. I vescovi hanno inoltre votato a favore, con 179 sì, 22 no e 6 astenuti, della revisione della “Carta per la protezione dei bambini e dei giovani”, il documento adottato nel 2002 per affrontare le denunce di abusi sessuali su minori da parte del clero cattolico. Le modifiche intendono allineare la Carta alle norme del Libro VI del Codice di diritto canonico, a “Vos estis lux mundi” e al Vademecum del Dicastero per la dottrina della fede, bilanciando la tutela delle vittime con le garanzie del giusto processo. L’assemblea ha ascoltato anche un aggiornamento sulla Giornata mondiale della gioventù 2027, in programma a Seoul, in Corea del Sud, e un intervento sul ministero pastorale nelle carceri.













