Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, martedì 28 luglio 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Tv2000: domani trasmette il “Cantico di Pace”, l’incontro di preghiera e fraternità guidato da Leone XIV nel Borgo Laudato si’
Tv2000 e Play2000, domani 29 luglio, alle 21, trasmettono il ‘Cantico di Pace’ l’incontro di preghiera e fraternità guidato da Papa Leone XIV, promosso dal Centro di Alta Formazione Laudato si’ e dall’Andrea Bocelli Foundation, nel Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo. Un’iniziativa legata alle celebrazioni per l’ottavo centenario del transito di san Francesco d’Assisi. Uno dei momenti più significativi della celebrazione è affidato alla musica. La preghiera è accompagnata dalla voce di Andrea Bocelli e dal coro ABF Voices composto da 164 bambini e giovani provenienti da Israele, Cisgiordania, Uganda, Haiti e Italia (Rione Sanità e Camerino).
Giustizia minorile: Salesiani per il sociale, “responsabilizzare un adolescente non significa semplicemente punire”. Appello a rafforzare prevenzione educativa e reinserimento
“Responsabilizzare un adolescente non significa semplicemente punire, ma accompagnarlo a comprendere il senso del limite e offrirgli percorsi di consapevolezza, riparazione e reinserimento”. È la posizione espressa da don Francesco Preite, presidente nazionale di Salesiani per il sociale, in merito al disegno di legge che interviene sull’articolo 98 del Codice penale, introducendo una presunzione relativa di imputabilità per i minori tra i 14 e i 18 anni. Pur riconoscendo che “la sicurezza delle persone e delle comunità è un’esigenza democratica reale e una componente essenziale del bene comune”, l’associazione richiama l’attenzione sulla specificità della giustizia minorile, evidenziando come le risposte pubbliche debbano essere “efficaci ed equilibrate”, capaci di intervenire non solo sulle conseguenze dei reati ma anche sulle condizioni che li generano. Secondo Salesiani per il sociale, se da un lato il provvedimento mantiene invariata la soglia dei 14 anni per l’imputabilità, dall’altro è fondamentale che il nuovo criterio probatorio “non indebolisca, nella sua concreta applicazione, la valutazione individualizzata della maturità dell’adolescente e le garanzie proprie del sistema minorile”. Il rischio, si legge nella nota, è che una modifica apparentemente tecnica finisca per considerare il minorenne “come un adulto in forma ridotta”, compromettendo la vocazione educativa della giustizia minorile. A sostegno di questa impostazione, l’associazione richiama il Sistema Preventivo di Don Bosco, fondato sulla capacità di leggere il comportamento dei giovani alla luce della loro storia personale, delle fragilità familiari, del contesto sociale e delle opportunità educative ricevute. “Nelle comunità educative, negli oratori e nei servizi territoriali incontriamo ogni giorno storie segnate da povertà educativa, marginalità, solitudine e assenza di prospettive”, osserva l’organizzazione, sottolineando come relazioni educative stabili, formazione professionale, accompagnamento personalizzato e sostegno alle famiglie rappresentino strumenti decisivi per prevenire e interrompere percorsi di devianza. Salesiani per il sociale auspica quindi che il confronto parlamentare possa valorizzare il contributo di magistrati minorili, educatori, assistenti sociali, famiglie e Terzo settore e che l’impegno del Governo si traduca in politiche strutturali a sostegno della prevenzione educativa. “La domanda non è soltanto come intervenire dopo un reato, ma come evitare che un ragazzo arrivi a commetterlo”, conclude don Preite.
Diocesi: Albenga, a Cosio d’Arroscia la presentazione dei restauri della Chiesa Antica di San Pietro al Fossato
Sabato 1° agosto, alle ore 10, la Chiesa Antica di San Pietro al Fossato a Cosio d’Arroscia, nella diocesi di Albenga-Imperia, ospiterà la presentazione dei restauri che hanno interessato l’edificio, testimonianza preziosa del patrimonio storico e artistico della valle. Ad aprire l’incontro saranno i saluti di don Luciano Massaferro, amministratore parrocchiale, di Antonio Galante, sindaco di Cosio, e di Castore Sirimarco, direttore dell’Ufficio Beni Culturali diocesano e dell’iniziativa Formæ Lucis. Interverranno inoltre Martina Avogadro e Luisa Franchino, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria. Seguiranno le relazioni tecniche di Yeorgia Stafylopatis, restauratrice, e dell’architetto Daniela Poggi, che illustreranno gli interventi condotti sull’edificio e i risultati emersi nel corso dei lavori.
Diocesi: Cagliari, consegnato al museo diocesano un messale scritto a mano durante la guerra
Un messale interamente scritto a mano durante gli anni di prigionia del colonnello Guido Deidda è stato consegnato oggi all’arcivescovo di Cagliari mons. Giuseppe Baturi. Un gesto nato dal desiderio di affidare alla Chiesa di Cagliari una preziosa testimonianza di fede e di storia familiare, destinata a essere custodita e valorizzata nel museo diocesano di Cagliari. Tra le pagine, scritte durante la guerra, emerge la forza della preghiera come sostegno quotidiano e il desiderio di mantenere viva la speranza anche nei momenti più duri. Insieme al manoscritto è stata consegnata anche una lettera che il colonnello scrisse alla moglie, madre dei suoi figli, nel quale emergono l’amore per la famiglia, la fiducia nel futuro e l’affidamento a Dio, capaci di resistere anche alla lontananza e alle sofferenze della prigionia. Il messale e la lettera entreranno così a far parte del patrimonio del Museo Diocesano di Cagliari, dove saranno custoditi quali preziose testimonianze di fede, memoria e resilienza.
Ecumenismo: Sae, un’analisi della secolarizzazione negli Stati Uniti, in Europa orientale e in America latina
La secolarizzazione negli Stati Uniti, in Europa orientale e in America latina. Se n’è parlato alla sessione di formazione ecumenica del Sae in corso a Camaldoli. Da Dublino, lo storico delle religioni e teologo Massimo Faggioli, professore di ecclesiologia al Trinity College, ha evidenziato che è difficile parlare di secolarizzazione in America perché, se esiste, è un’idea dell’Europa moderna, dalle guerre di religione in poi, molto meno negli Stati Uniti. A questo concorre anche il fatto che il termine più difficile da tradurre in inglese è laico e laicità, per una questione ontologica. Il concetto è obliquo rispetto al Dna stesso degli Stati Uniti, che non è una nazione come le altre, è un atto di fede ancora prima di una convenzione politica.
Lo storico si è poi concentrato sulle situazioni delle diverse confessioni cristiane, che hanno avuto traiettorie diverse di evoluzione e involuzione negli ultimi cento anni. Le componenti del cristianesimo americano – evangelica, latino americana, asiatica e tutte le diverse componenti cattoliche – si posizionano in modo diverso rispetto alla secolarizzazione. Faggioli ha parlato della frammentazione delle denominazioni protestanti che si dividono su temi come le culture, la sessualità, il gender e la questione razziale, mentre il cattolicesimo si mostra come un’alternativa, la sola grande Chiesa che non si divide formalmente.
La sua opinione è che la secolarizzazione nell’America del nord tocchi maggiormente il mondo protestante perché esso si concede più facilmente a un certo tipo di modernità americana di imprenditoria e di commercio, tecnologica e tecnocratica, mentre il cattolicesimo non solo resiste meglio, ma diventa una Chiesa rifugio. Se una persona non abbraccia il cristianesimo, abbraccia comunque qualcos’altro, vede la salvezza nella tecnologia, che diventa una forma di religione.
Il vero problema americano non è la secolarizzazione rispetto alla fede in Dio, ma la secolarizzazione rispetto alla religione civile americana, un insieme di credenze per cui l’America è “la nostra chiesa”. C’è una crisi di fede nella religione civile. Il trumpismo, ha sostenuto Faggioli, non è solo il populismo, ma una forma di messianismo, che promette una salvezza politica e si pone su un sostrato americano: il Paese come la nazione eletta da Dio. Devi credere nell’America. È un problema importante, perché non c’è nessuna secolarizzazione più pericolosa che la caduta di fede nell’America. Per lo storico, il trumpismo vuole che il cattolicesimo e il protestantesimo perdano il controllo sugli Stati Uniti. I pastori protestanti attorno alla Casa Bianca non sono tutto il protestantesimo americano, ma ne fanno parte integrante.
Sergej Tikhonov, docente all’Istituto teologico Sant’Eufemia di Reggio Calabria e dell’Istituto di scienze religiose di Reggio Calabria, maestro iconografo, ha parlato della confessione cristiana ortodossa nelle diverse aree dell’Europa orientale. Essa ne rappresenta la principale matrice identitaria culturale.
Uno sguardo “disincantato” sull’America Latina è quello di Hanz Gutierrez, docente di Etica, Bioetica, Filosofia della religione, Teologia della salute, Psicologia della religione presso la Facoltà avventista di teologia di Firenze. Per Gutierrez, “la teologia poetica è una teologia contemplativa, che osa incantare il mondo. Non reifica il modo di vivere la fede. Questa teologia poetica trova l’incantesimo non ai margini della vita ma al centro della vita. Secondo Weber, ‘la rivoluzione protestante era nata dal mettere l’ascetismo nel mezzo del mondo’. Oggi la sfida del protestantesimo è come mettere la poetica al centro del mondo”.
Diocesi: Frosinone, restaurato il campanile della Cattedrale
“Il campanile, con il suo suono, è segno di riconoscimento e di appartenenza di un popolo. Spero che Frosinone sappia apprezzare e riconoscere il restauro di questo campanile. Grazie al sindaco e a chi si è adoperato in tal senso”. Lo ha detto ieri pomeriggio l’arcivescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, mons. Santo Marcianò, dopo aver benedetto il campanile della Cattedrale di Frosinone, restituito alla città dopo i recenti lavori di restauro e messa in sicurezza. Il campanile della Cattedrale di Santa Maria non è solo il punto più alto di Frosinone, con i suoi 62 metri che si aggiungono all’altitudine di 291 metri sul livello del mare del capoluogo ciociaro, ma anche il simbolo della città, che ora è tornato a brillare, restituito per l’appunto alla città, dopo i recenti lavori di sistemazione e restauro, si legge sul sito della diocesi. Dopo il saluto del sindaco, Riccardo Mastrangeli, mons. Marcianò ha impartito la benedizione. Il campanile è del 1500, in stile romanico, ed è sormontato da un cupolino a pianta ottagonale. Caratteristica è l’apertura di tre ordini sovrapposti di bifore con arco a tutto sesto, sorrette da colonnine in marmo bianco. Prima della seconda guerra mondiale, alcune finestre erano state murate, ma riaperte nel dopoguerra. Proprio durante la guerra, il campanile resse ai terribili bombardamenti su Frosinone, con un solo foro su uno dei grandi orologi che lo adornano.
Ucraina: Caritas Como, profondo dolore per l’assistente sociale della Caritas di Kharkiv uccisa in un attacco russo
Profondo dolore per la tragica scomparsa di Yana, assistente sociale della Caritas di Kharkiv, in Ucraina, uccisa in un attacco con un missile che ha colpito la sua casa il 26 luglio scorso. Lo esprime la Caritas diocesana di Como, che in questi anni, grazie alla collaborazione con Frontiere di Pace, ha stretto un legame di amicizia con Caritas Kharkiv.
Yana e la sua famiglia nel 2022, a causa della guerra, ricorda la Caritas di Como, erano stati costretti a lasciare la loro città natale Vovchansk e a iniziare una nuova vita a Kharkiv.
Lavorava come assistente sociale nel progetto “Vital – Iniziativa per l’assistenza telemedica e il sostegno della vita” e i suoi colleghi ricordano “la sua dedizione nel dare sostegno a coloro che ne avevano più bisogno”.
“Le nostre preghiere sono rivolte alla sua famiglia, ai suoi cari, ai suoi colleghi e a tutti coloro che piangono questa perdita devastante – assicura la Caritas diocesana di Como -. Preghiamo inoltre per la guarigione di suo figlio di 10 anni, rimasto ferito nello stesso attacco”.
La Caritas diocesana di Como, rinnovando il suo “appello per la pace, per la protezione dei civili e per la fine di questa guerra”, si dice solidale “con la Caritas Ucraina e con tutti coloro che sono colpiti dalla guerra in corso. Yana ha dedicato la sua vita al sostegno delle persone in difficoltà, e questa tragedia è un ulteriore promemoria del perché la violenza in Ucraina debba finire”.
Iran: Amnesty, “nuova escalation di condanne ed esecuzioni contro i manifestanti, almeno 60 persone a rischio impiccagione”
Amnesty International denuncia una nuova escalation nell’uso della pena di morte da parte delle autorità iraniane per reprimere il dissenso. Oggi sono stati giustiziati in pubblico i manifestanti Amir Hossein Safari e Abolfazl Sepahi, dopo l’esecuzione di almeno altre tre persone la scorsa settimana. Secondo l’organizzazione, almeno altre 60 persone, tra cui tre arrestate quando erano minorenni, rischiano l’impiccagione dopo essere state condannate a morte in relazione alle proteste del gennaio 2026. Nel primo semestre del 2026, denuncia Amnesty, Teheran ha intensificato il ricorso ad accuse formulate in termini vaghi, come “inimicizia contro Dio”, “corruzione sulla terra”, spionaggio e collaborazione con Stati ostili, per colpire chi ha preso parte alle proteste. Dall’inizio dell’anno almeno 26 persone sono state giustiziate dopo processi definiti “gravemente iniqui”, celebrati dai tribunali rivoluzionari e basati, secondo l’organizzazione, su “confessioni estorte con la tortura”. Altre 26 esecuzioni per motivi politici si sono aggiunte alle centinaia di impiccagioni per reati legati alla droga e altri reati.
“Le autorità iraniane stanno scatenando una terrificante ondata di condanne a morte ed esecuzioni per punire il dissenso e mostrare di avere un controllo assoluto”, afferma Heba Morayef, direttrice regionale di Amnesty International per Medio Oriente e Nord Africa. Morayef critica anche la “debole” risposta della comunità internazionale e chiede agli Stati membri dell’Onu un’azione diplomatica coordinata per fermare le esecuzioni, sostenere un meccanismo internazionale di giustizia indipendente e promuovere il deferimento della situazione iraniana alla Corte penale internazionale. Amnesty riferisce di aver documentato casi di sparizioni forzate, torture, negazione dell’accesso a un avvocato e utilizzo di confessioni forzate, trasmesse anche dalla televisione di Stato prima dell’inizio dei processi. L’organizzazione teme inoltre che il numero reale delle condanne a morte sia molto più elevato, poiché migliaia di persone sono state arrestate durante le proteste e molte famiglie evitano di rendere pubbliche le sentenze per timore di ritorsioni. L’organizzazione rinnova la richiesta alle autorità iraniane di “sospendere immediatamente tutte le esecuzioni e di introdurre una moratoria ufficiale sulla pena di morte come primo passo verso la sua abolizione”.
Sudan: Unicef, 23 bambini sono stati uccisi e 25 feriti nel Nord Kordofan negli ultimi due mesi. Almeno 330 da inizio anno
Secondo le notizie almeno 23 bambini sono stati uccisi e altri 25 feriti nel Nord Kordofan nei due mesi trascorsi dall’intensificarsi del conflitto nella zona di Al Obeid alla fine di maggio. L’ultimo episodio si è verificato venerdì 24 luglio nella zona di Burbur, a sud di Al Obeid, dove, secondo le notizie, sono stati uccisi almeno quattro bambini, due maschi e due femmine di età compresa tra gli 8 e i 16 anni. Questo porta ad almeno 8 il numero totale di bambini che, secondo le notizie, sono stati uccisi o feriti nel mese di luglio. Questo nuovo episodio è accaduto dopo le segnalazioni secondo cui almeno 10 bambini sono stati uccisi o feriti a maggio e almeno 30 a giugno, con il bambino più piccolo coinvolto che aveva appena due mesi.
“Altri quattro bambini hanno perso la vita in un conflitto che continua a mettere i bambini e le loro famiglie in grave pericolo”, ha dichiarato Sheldon Yett, rappresentante dell’Unicef per il Sudan. In tutto il Sudan, i bambini subiscono le conseguenze più gravi di oltre tre anni di conflitto. Nei primi sei mesi dell’anno, secondo le notizie, almeno 330 bambini sono stati uccisi o feriti. Le violenze in corso, i ripetuti sfollamenti e i danni alle infrastrutture civili stanno mettendo a rischio la vita, il benessere e il futuro dei bambini. L’Unicef esorta tutte le parti “a proteggere i civili, compresi i bambini, e a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario. È necessario adottare tutte le precauzioni possibili per preservare i bambini dagli effetti delle ostilità e per proteggere le infrastrutture e i servizi da cui dipendono, tra cui scuole, strutture sanitarie e reti idriche”.
Sudan: Comboniani, “50-70 tonnellate d’oro contrabbandate ogni anno finanziano la guerra”. Appello all’Ue e al governo italiano, “rafforzare i controlli sulla filiera”
Ogni anno tra le 50 e le 70 tonnellate di oro del Sudan, per un valore stimato tra i 4,5 e gli 8 miliardi di dollari, vengono contrabbandate illegalmente dalle due forze armate in conflitto, l’esercito sudanese (Saf) e le Rapid Support Forces (Rsf). La maggior parte del metallo prezioso finisce negli Emirati Arabi Uniti, dove viene raffinato, cambia certificato di provenienza e rientra legalmente nei mercati europei, Italia compresa, passando anche dalla Svizzera. È la denuncia della Fondazione Nigrizia Ets, rilanciata oggi alla Camera dei deputati, a oltre tre anni dall’inizio del conflitto che ha provocato quella che viene definita la più grave crisi umanitaria al mondo, con 33 milioni di persone, due sudanesi su tre, dipendenti dagli aiuti umanitari. I missionari comboniani chiedono alla Commissione europea di introdurre una Due Diligence specifica per l’oro, rafforzando i controlli su raffinerie, hub commerciali e prodotti derivati. “Dal 2012 al 2024 almeno 400 tonnellate di oro africano sono entrate negli Emirati Arabi Uniti”, ha spiegato Brando Ricci, giornalista di Nigrizia, secondo cui “i volumi maggiori di contrabbando sono in mano alle forze armate. Nonostante dal 2025 siano stati bloccati i voli per gli Emirati il contrabbando prosegue via terra”. Pur essendo soggetti agli obblighi europei di Due Diligence, “l’applicazione è praticamente nulla”, ha aggiunto. È un appello “a non dimenticare e non lasciarsi assuefare da questa droga che si chiama guerra”, quello lanciato da fratel Antonio Soffientini, missionario comboniano, rilanciando “il grido di chi chiede corridoi umanitari, protezione internazionale e aiuti umanitari”, con un richiamo al lungo assedio di El Obeid. Padre Dario Bossi, comboniano in Brasile, ha ribadito la necessità di monitorare “l’intera filiera per evitare il lavaggio dell’oro proveniente da Paesi in conflitto e che appoggiano gruppi armati”, chiedendo trasparenza anche sulle importazioni italiane di oro da Emirati e Svizzera. Sul fronte politico la deputata Lia Quartapelle, vicepresidente della commissione Esteri della Camera, ha annunciato: “Presenteremo interrogazione parlamentare sul traffico di oro che alimenta la guerra in Sudan”. Il deputato Paolo Ciani ha assicurato: “Non resteremo silenziosi”, mentre il senatore Graziano Delrio ha sottolineato che “essere pacifisti vuol dire impegnarsi per rimuovere le cause che provocano le guerre e svelare gli interessi che ci sono dietro”.
Medio Oriente: Oxfam, “vertice sulla soluzione a due Stati non sia un’occasione sprecata, servono fine dell’occupazione e ricostruzione di Gaza”
“Destano più di qualche perplessità le modalità con cui si apre oggi a Roma l’incontro promosso dall’Alleanza per la soluzione a due Stati, presieduto da Italia e Arabia Saudita. Il rischio concreto è che si trasformi nell’ennesima occasione sprecata, mentre la situazione in Palestina continua a precipitare”. Lo afferma Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, in occasione dell’avvio del vertice nella capitale. “La Cisgiordania è in fiamme, con livelli di violenza senza precedenti da parte dei coloni sostenuti dall’esercito israeliano, mentre a Gaza oltre 2 milioni di persone sono intrappolate in meno del 35% del territorio, senza cibo, acqua pulita e medicinali”, aggiunge. Secondo Oxfam, “è davvero difficile pensare alla soluzione dei due Stati se prima non vengono affrontate alcune tappe cruciali, a partire dalla fine dell’occupazione illegale israeliana e dalla ricostruzione di Gaza”. Per questo l’organizzazione rivolge “un appello urgente al ministro degli Esteri Antonio Tajani affinché lavori, già da questo incontro, per una soluzione che non imponga piani dall’esterno, ma riconosca al popolo palestinese la piena titolarità di decidere del proprio presente e futuro in ogni fase della ricostruzione, con una visione unitaria che colleghi Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est”.
Nel concludere, Pezzati sottolinea che “è cruciale che l’Italia contribuisca a riparare i danni di guerra, finanziando attivamente un processo di ricostruzione, non solo materiale, che richiederà generazioni”.
Commissione Ue: linee guida per migliorare l’accesso delle imprese alle infrastrutture di ricerca e tecnologia all’avanguardia
La Commissione europea ha adottato oggi una nuova Carta di accesso per gli utenti industriali alle infrastrutture di ricerca e tecnologia, “volta a rendere più rapido e semplice per le imprese l’utilizzo delle strutture di ricerca e innovazione di livello mondiale in Europa”. L’iniziativa è pensata per aiutare le imprese, in particolare le startup, le scaleup e le piccole e medie imprese, ad accedere “più facilmente a laboratori avanzati, linee pilota, ambienti di prova e grandi strumenti scientifici”. Migliorando l’accesso a questi servizi, le nuove linee guida, si legge in un comunicato della Commissione, “aiuteranno le imprese a sviluppare, testare e validare nuove tecnologie, prodotti e servizi in modo più efficiente, consentendo loro di raggiungere il mercato più rapidamente. Ciò dovrebbe rafforzare la capacità di innovazione e la competitività dell’Europa, in linea con la strategia dell’Ue per le startup e le scaleup”.
Ekaterina Zaharieva, commissaria per le startup, la ricerca e l’innovazione, ha dichiarato: “Le imprese innovative in Europa necessitano di infrastrutture all’avanguardia per sviluppare e testare idee e immettere più rapidamente le proprie innovazioni sul mercato. Questa nuova guida, presentata sotto forma di Carta, mira a rafforzare le infrastrutture europee di ricerca e tecnologia creando migliori condizioni di accesso e servizi su misura per le imprese. Ciò accelera l’innovazione e rafforza la competitività dell’Europa”.
Le linee guida definiscono sei principi chiave che le infrastrutture di ricerca e tecnologia possono aderire su base volontaria. Questi principi si concentrano sull’aumento della visibilità e della disponibilità dei servizi, sulla garanzia di trasparenza e qualità, sulla semplificazione di contratti e accordi, sulla promozione di una gestione sicura della proprietà intellettuale, sulla fornitura di supporto personalizzato alle imprese e sulla promozione della cooperazione tra le infrastrutture, compreso l’accesso ai dati.
Iraq: primo ministro Ali al-Zaidi, “i cristiani sono una componente attiva e una parte essenziale della società irachena»”
Il primo ministro iracheno, Ali al-Zaidi, ha indicato il ritorno delle famiglie cristiane come una priorità nazionale e si è impegnato a includere coloro che rientreranno nel Paese in un programma governativo che prevede l’assegnazione di un milione di lotti residenziali. Lo si legge in un comunicato odierno di Acs, Aiuto alla Chiesa che soffre. “Il ritorno dei cristiani costretti a lasciare il Paese a causa delle difficili circostanze attraversate dall’Iraq rappresenta una priorità nazionale e governativa. La vera forza dell’Iraq risiede nella sua diversità nazionale, religiosa e culturale, nonché nell’unità, nell’integrazione e nella coesione sociale del suo popolo. I cristiani sono una componente attiva e una parte essenziale della società irachena, nonché interlocutori fondamentali nella costruzione dello Stato e nella definizione della storia e del futuro dell’Iraq”, ha dichiarato il primo ministro.
Nel 2000 vivevano in Iraq circa 1,5 milioni di cristiani, ma le successive ondate migratorie ne hanno ridotto il numero a meno di 300.000. Oltre all’instabilità provocata dall’invasione del 2003 e dal rovesciamento del regime di Saddam Hussein, nel corso dei decenni i cristiani sono stati presi di mira in modo particolare dai gruppi jihadisti, soprattutto nel 2014, quando lo Stato Islamico invase Mosul e la Piana di Ninive. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante la visita al primo ministro, l’11 luglio, da parte del nuovo patriarca della Chiesa caldea, sua beatitudine Paolo III Nona.
All’incontro con il primo ministro era presente anche mons. Bashar Warda, arcivescovo caldeo di Erbil, il quale ha riferito ad Aiuto alla Chiesa che soffre che la questione sarà affrontata dai vescovi nel corso di una riunione prevista tra poche settimane. “Ad agosto si terrà ad Ankawa la riunione della Conferenza episcopale cattolica, che non si riunisce dal 2021, anno della visita del Papa, e sono certo che sua beatitudine affronterà questo tema”. Secondo mons. Warda, il primo ministro ha spiegato alla delegazione caldea di auspicare un maggiore contributo dei cristiani in ambiti specifici, invitando gli imprenditori della diaspora a rientrare e a investire nel Paese. «La Chiesa ha accolto con favore questo appello», afferma l’arcivescovo. “Il primo ministro ha vissuto tra i cristiani e, quindi, li conosce molto bene. Ha affermato che sarebbe lieto di vedere un maggior numero di cristiani impegnati nei settori della sanità e dell’istruzione, perché ha fiducia in loro e conosce la qualità dell’educazione e dell’assistenza sanitaria che offrono. Ci ha assicurato che possiamo contare su di lui per qualsiasi necessità, e questo è molto incoraggiante”.
San Francesco: “Cortile di Francesco”, focus edizione 2026 sull’eredità del Santo a 800 anni dalla morte
Il Cortile di Francesco dell’edizione 2026, in concomitanza con le celebrazioni dell’VIII centenario della morte del Santo, propone una serie di approfondimenti sulla figura, la spiritualità e l’attualità di san Francesco, una delle figure più popolari e conosciute al mondo, rappresentante straordinario della terra e della gente umbra e Patrono d’Italia. “San Francesco – ha dichiarato fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – è una bella notizia per tutta l’umanità, perché in lui vediamo che tutti siamo portatori di energie di bene e di fraternità che sono la speranza di nuove relazioni e di una civiltà!”. “Proprio per questo il Cortile di Francesco 2026 non può non dedicargli ampio spazio, essendo una figura ancora oggi così centrale e significativa”.
Tra le iniziative e proposte della manifestazione focalizzate sulla figura, la spiritualità e l’attualità di san Francesco, sono da segnalare: dal 9 al 12 settembre alle 18.45 lo spettacolo teatrale nella suggestiva e semisconosciuta cornice del chiostro dei morti e nel giardino dei novizi del Sacro Convento: In Francesco. Tre studi per una conversione, in collaborazione con il Teatro degli Instabili di Assisi. Il 10 settembre alle 21 la visione del celebre film muto Frate Sole (1918), con l’accompagnamento musicale dal vivo al pianoforte del maestro Mario Mariani. L’11 settembre alle 18 l’eredità di san Francesco sul tema della pace in rapporto con quella di un profeta del nostro tempo, don Tonino Bello: ne parleranno Marco Moroni – custode del Sacro Convento -, Felice Accrocca – vescovo di Assisi -, Marco Tarquinio – europarlamentare -, Alessandro Piccinni – presidente della Fondazione Tonino Bello – per la moderazione del giornalista Matteo Caione. Il 17 settembre alle 18 Pietro Maranesi – storico del francescanesimo – e Massimo Mercati – AD di Aboca – a partire dalla pubblicazione del loro volume “Senza nulla di proprio”, presenteranno la paradossale eredità francescana della povertà, scandalosa e controversa, eppure sempre attuale e attraente. Modera la giornalista televisiva Paola Saluzzi. Dal 18 al 20 settembre nella cornice della Piazza inferiore di san Francesco i Maestri Infioratori delle Infiorate di Spello allestiranno un workshop aperto a tutti per realizzare un tappeto floreale a più mani raffigurante il Santo di Assisi che sarà svelato alla vista di tutti i visitatori domenica 20 settembre alle 12. Il 19 settembre alle 11,30 una tavola rotonda proprio sulla legacy del Santo di Assisi, a 800 anni dalla sua morte: una riflessione a tutto tondo tra un francescanista, il professor Marco Guida, e il filosofo Massimiliano Marianelli, Rettore Magnifico dell’Università di Perugia, per la moderazione della professoressa Alessandra Bartolomei Romagnoli.
Striscia di Gaza: Romanelli (parroco), “siamo al collasso, il diesel costa 13 dollari al litro. Un asino oggi vale 17mila dollari”
“Quando si dice che la situazione qui è disastrosa, credetemi: è davvero disastrosa, se non richiedesse addirittura un’aggettivazione ancora più forte”. È un quadro di estrema precarietà quello tracciato da padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia di Gaza, in un nuovo videomessaggio diffuso sui social della comunità cattolica della Striscia e ribadito in un’intervista al Sir. Il sacerdote racconta come anche la semplice mobilità sia diventata un’impresa quasi impossibile. Dei diversi veicoli di cui disponeva la parrocchia prima della guerra, molti sono ormai inutilizzabili per la mancanza di pezzi di ricambio. “Abbiamo persino preso la batteria di un’auto per farne funzionare un’altra”, spiega. E ora anche l’ultimo mezzo ancora operativo, quello utilizzato dai sacerdoti, “ha rischiato di andare completamente in avaria”. A causare il guasto, precisa il religioso di origine argentina, “sono stati l’olio motore deteriorato e il sistema di alimentazione diesel quasi totalmente ostruito”. “La qualità di ciò che si riesce a trovare è pessima e purtroppo non mancano nemmeno gli inganni”, denuncia Romanelli. Il carburante rappresenta uno dei problemi più gravi: “Un litro di diesel può costare circa 13 dollari”. Ma il prezzo non è l’unica difficoltà. Secondo il parroco, nella Striscia si sta producendo un combustibile artigianale ottenuto da plastica e nylon recuperati e poi sottoposti a processi di combustione e distillazione. “Non so bene come avvenga il procedimento – racconta – ma molti mi spiegano che si produce diesel dalla plastica riciclata. Il problema è che si tratta comunque di carburanti di bassissima qualità”, con il rischio di danneggiare generatori e mezzi di trasporto. La situazione è talmente critica che padre Romanelli aveva ipotizzato di sostituire le automobili con un carro trainato da un asino: “Ma mi hanno detto che oggi un asino costa circa 50mila shekel, vale a dire tra i 16mila e i 17mila dollari. Prima della guerra costava mille, al massimo duemila shekel, cioè tra 300 e 600 dollari”. Il trasporto, sottolinea, è ormai una necessità vitale: “Serve per raggiungere un ospedale, un posto di lavoro, una scuola, oppure per visitare gli ammalati e portare aiuti”. Gaza “non è così piccola da poter fare tutto a piedi”, soprattutto con “moltissime strade completamente distrutte”. Tra le poche notizie positive, Romanelli segnala le informazioni diffuse dai media israeliani secondo cui il governo di Netanyahu avrebbe dato un’approvazione iniziale all’ingresso nell’area di Rafah, di una forza internazionale legata al Board of Peace, nella Striscia”. “Sarebbe almeno un primo passo”, osserva. Ma ribadisce che la priorità resta la ricostruzione: “La gente vive con nulla. Servono certamente gli interventi per ricostruire, ma servono anche tutte le cose essenziali per la vita quotidiana”.
Diocesi: Roma, oltre 500 pellegrini a Lourdes con il card. Reina dal 28 al 31 agosto
Sarà guidato dal cardinale vicario di Roma, Baldassare Reina, il tradizionale pellegrinaggio diocesano a Lourdes, in programma dal 28 al 31 agosto. Organizzato dall’Opera romana pellegrinaggi (Orp), coinvolgerà oltre 500 fedeli romani, tra cui 150 ragazzi che vi parteciperanno per il secondo anno consecutivo, insieme ai vescovi Alessandro Zenobbi, Stefano Sparapani, Andrea Carlevale, Marco Valenti e Guerino Di Tora e a numerosi sacerdoti, in viaggio su due aerei e tre pullman. Il programma prevede la visita alla Grotta delle Apparizioni, la processione aux flambeaux, la Via Crucis e momenti di preghiera. “Lourdes è il luogo in cui si fa un’esperienza forte della presenza di Maria, il luogo dello stupore”, spiega suor Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Orp, ricordando che “sostare a Lourdes significa attingere al segreto di quella vera gioia di cui Maria è la prima testimone”. Il pellegrinaggio sarà anche l’occasione per ricordare il centenario della nascita di mons. Davide Bianchi, amministratore dell’Orp dal 1961 al 1989: “lo ricorderemo attraverso i racconti degli amministratori succedutisi nel tempo”, spiega il vicedirettore Pietro Antonelli. Per il secondo anno, i giovani vivranno un’esperienza dedicata, alloggiando nella Città dei giovani: “ciò che conta davvero è il profondo valore spirituale del pellegrinaggio – afferma don Alfredo Tedesco, direttore della Pastorale giovanile di Roma -. I ragazzi arrivano con le loro preoccupazioni e qui trovano sollievo”.
Cammino sinodale: Sorrento-Castellammare di Stabia, la diocesi avvia un nuovo progetto formativo su 3 livelli
La diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia avvia un rivolto all’intera comunità ecclesiale, nato come risposta a una delle principali indicazioni emerse durante il Cammino sinodale: promuovere una formazione più strutturata, accessibile e permanente.
L’esigenza di rafforzare i percorsi formativi, è stata evidenziata nelle sintesi delle diverse fasi del Sinodo e successivamente confermata sia dal Convegno pastorale diocesano dello scorso anno sia dal Consiglio pastorale diocesano, che ha individuato la formazione tra le priorità pastorali per i prossimi anni.
Per dare attuazione a questa scelta, la diocesi propone un percorso di progettazione che coinvolge sacerdoti, parrocchie, uffici e servizi di Curia. Il risultato è un’offerta formativa organica, articolata su tre livelli, con l’obiettivo di accompagnare la crescita umana, spirituale, teologica e pastorale dei fedeli e degli operatori ecclesiali.
Il primo livello riguarda la formazione accademica “Approfondire la fede”. In collaborazione con l’Istituto superiore di scienze religiose “Donna Regina” di Napoli sarà attivato un percorso di laurea in Teologia. L’accesso è riservato ai diplomati e le lezioni si terranno in presenza presso la Curia diocesana per tre giorni alla settimana.
Il secondo livello è dedicato alla formazione permanente “Vivere la Chiesa”. Il percorso, nato per accompagnare gli aspiranti al diaconato permanente, sarà aperto anche a tutti coloro che desiderano approfondire la Sacra Scrittura, la teologia e la dottrina della Chiesa. Non è richiesto alcun titolo di studio specifico e sarà possibile partecipare sia in presenza sia online.
Il terzo livello comprende la formazione pastorale “Abitare la Missione”. Quest’ultimo percorso, proposto dagli uffici e dei servizi di Curia, è aperto a tutti. I percorsi saranno differenziati in base ai diversi ambiti di servizio, con l’obiettivo di favorire una preparazione sempre più qualificata e una maggiore efficacia dell’azione pastorale. Il nuovo progetto rappresenta una delle prime attuazioni operative del Cammino sinodale nella Chiesa diocesana e intende tradurre in iniziative concrete le indicazioni emerse dall’ascolto delle comunità. Attraverso questo percorso la diocesi conferma il proprio impegno a investire nella formazione come dimensione essenziale della vita ecclesiale e della corresponsabilità pastorale.
Striscia di Gaza: Msf, “a Deir El Balah negli ultimi 30 giorni curati 49 feriti da attacchi israeliani, tra cui 15 bambini”
Ancora una volta, le équipe mediche di Medici Senza Frontiere (Msf) a Gaza, in Palestina, hanno curato pazienti con devastanti ferite da esplosione causate dagli attacchi aerei delle forze israeliane. Il 25 luglio, 7 raid aerei hanno colpito diverse aree della Striscia tra le 12 e le 18. In totale, 8 pazienti feriti sono stati trasferiti all’ospedale da campo di Msf ad Al Zawayda, a Deir El Balah. Negli ultimi 30 giorni, le équipe di Msf presso questo ospedale da campo hanno curato 49 pazienti feriti in attacchi aerei israeliani o da cecchini israeliani. Almeno 15 di loro erano bambini. “Uno dei pazienti arrivati sabato era così gravemente ferito che abbiamo dovuto operarlo immediatamente”, afferma la dottoressa Randa Masoud, coordinatrice medica di progetto di Msf. “Abbiamo dovuto amputargli 3 arti. Ha inoltre perso completamente la vista da un occhio e, poiché anche l’altro ha subito un trauma importante, molto probabilmente resterà cieco per il resto della sua vita. Meno di 2 ore dopo, un altro attacco aereo ha colpito Deir El Balah, vicino all’ospedale Al-Aqsa. In seguito a quell’episodio, abbiamo inviato 2 volte le nostre ambulanze per soccorrere e trasportare in totale 6 persone. Quello che il personale medico continua a ripetere è che non si tratta affatto di un cessate il fuoco”.
L’attacco nei pressi dell’ospedale Al-Aqsa ha colpito l’ingresso della struttura, uccidendo 2 persone e ferendone 10. Oltre ai pazienti feriti in questo attacco, più tardi nello stesso giorno altre persone sono state trasferite dal pronto soccorso dell’ospedale Al-Aqsa al nostro ospedale da campo, poiché il reparto di chirurgia era al completo. “La protezione delle strutture sanitarie deve essere garantita”, afferma Msf. “Ogni attacco contro o nelle vicinanze di una struttura sanitaria mette a rischio la vita dei pazienti, dei familiari che li assistono e del personale medico, oltre a interrompere le cure salvavita per tutte le persone che ne dipendono”.
“Si tratta di un livello di violenza e di traumi estremamente elevato, che mette a dura prova équipe mediche già stremate e un sistema sanitario vicino al collasso”, dice Randa Masoud, coordinatrice medica di progetto di Msf, in un audio-testimonianza. “Tutto questo avviene in un contesto di disponibilità molto limitata di forniture mediche, materiali, farmaci e attrezzature sanitarie. E tutto questo non si ferma. Non sembra destinato a fermarsi nel prossimo futuro. Per questo è necessario continuare a chiedere con sempre maggiore forza un vero cessate il fuoco a Gaza”.
Cinema: si chiude il Siloe Film Festival, vincono “The Bamboo” ed “Ensemble”
Si è chiuso il Siloe Film Festival, la due giorni di cortometraggi nella Comunità monastica di Siloe, vicino Grosseto, diretta da Federico Pontiggia. Il Consiglio dei giovani del Mediterraneo ha premiato “The Bamboo”, di Mica Tyler e Alondra Villareal (Uruguay), storia di un’amicizia tra bambine interrotta da un trasferimento; il premio, creato dall’artista Marina Sciarelli, si ispira “a un rito degli indiani d’America che donavano la cintura della pace”. La comunità monastica ha invece premiato l’italiano “Ensemble”, di Manuel Cundari ed Eugenio Piluso, sulla storia di un giovane migrante accolto in un centro per minori stranieri in Calabria, cui va anche il Premio del pubblico: “la traversata di questo giovane è una sintesi del percorso che abbiamo fatto quest’anno”, ha detto Padre Mauro, della comunità di Siloe. Durante il festival è stata inaugurata e benedetta dal cardinale di Siena, Augusto Paolo Lojudice, la Croce della gioia di Mimmo Paladino, realizzata per il Giubileo dei bambini e donata dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano tramite suor Raffaella Petrini, ora ribattezzata Croce dei giovani del Mediterraneo. “L’opera di un artista quando esce dallo studio viaggia per il mondo”, ha raccontato Paladino. Per Padre Mauro, “il mare è nato per unire” e la Croce diventa “il luogo in cui l’incontro diventa vita”. Il direttore artistico Pontiggia ha infine annunciato il tema del 2027: “Il sale della terra”.
Rinnovamento nello Spirito: a Collevalenza la Scuola nazionale di animazione carismatica
“Un’occasione per crescere e per consolidare la spiritualità carismatica con particolare attenzione ai ministeri di animazione della preghiera, Musica e canto, danza, intercessione ed ecumenismo”. È la Scuola nazionale di animazione carismatica promossa come ogni anno dal Rinnovamento nello Spirito Santo: anche per il 2026 l’appuntamento è a Collevalenza (Pg) da mercoledì 29 luglio a domenica 2 agosto. Tema: “Il nostro Vangelo si è diffuso con potenza e con Spirito Santo e con profonda convinzione” (Tess 1,1-5). Lo Spirito Santo infonde la forza per annunciare la novità del Vangelo con audacia (Eg 259)”.
Il programma, scandito da tempi di formazione, fraternità e preghiera comunitaria carismatica, con simposi e workshop pomeridiani per i 220 partecipanti iscritti, prevede nella prima giornata la relazione sul tema da parte di Rosario Sollazzo, coordinatore nazionale, e Bruna Pernice, membro di Cns per l’area carismatica. La celebrazione eucaristica sarà presieduta da don Michele Leone, consigliere spirituale nazionale.
Nella seconda giornata dedicata al ministero d’intercessione la relazione sarà tenuta da Francesco Bungaro, delegato nazionale del ministero per l’intercessione per i sofferenti, e suor Roberta Vinerba, francescana diocesana, teologa e docente dell’Issa. Nella messa del pomeriggio, verrà impartito il sacramento dell’Unzione degli infermi. In serata, poi, adorazione eucaristica personale e sacramento della riconciliazione.
Il prosegue quindi nei giorni successivi con momenti di riflessione e di preghiera. “La Scuola nazionale ha assunto negli anni sempre più un ruolo significativo e formativo per quanti si offrono di servire responsabilmente i fratelli e sorelle dei cenacoli, gruppi e comunità del RnS, attraverso un servizio pastorale o di animazione negli stessi. Al contempo è, all’interno della nostra esperienza, un’opportunità straordinaria di formazione ministeriale non solo occasionale ma permanente, volta a rafforzare l’identità del nostro cammino perché sia sempre più rispondente alla dimensione carismatica del nostro tempo. Tutti i servizi e ministeri carismatici, infatti, devono essere sempre più strumenti di evangelizzazione e, per mezzo dello Spirito che elargisce doni e carismi nella sua multiforme varietà, capaci di donare così alla Chiesa e al mondo un servizio ministeriale carismatico per un impegno qualificato”, dichiara il presidente nazionale Giuseppe Contaldo.
San Francesco: al via il concorso fotografico “Custodire il cammino. Luoghi e paesaggi francescani”
In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco (1226-2026) prende il via il concorso fotografico “Custodire il cammino. Luoghi e paesaggi francescani”, promosso dalla Società Geografica Italiana, dall’Università di Firenze – Dipartimento Sagas e dalla Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum. L’iniziativa invita cittadini, appassionati di fotografia e studenti universitari a raccontare, attraverso le immagini, i territori segnati dalla presenza e dall’eredità del “Poverello di Assisi”: luoghi, cammini, paesaggi naturali e culturali nei quali la memoria francescana continua a dialogare con le comunità contemporanee, testimoniando un rapporto armonioso tra uomo e ambiente.
Il concorso intende valorizzare i paesaggi francescani come patrimonio vivo, nel quale natura, storia, spiritualità e pratiche sociali si intrecciano, richiamando l’attenzione sull’importanza della loro tutela e di una gestione sostenibile. Le fotografie potranno rappresentare il rapporto tra insediamenti umani e ambiente naturale, il valore dei cammini come luoghi di incontro e conoscenza, le tracce materiali e immateriali della spiritualità francescana e i segni della cura – ma anche della fragilità – del paesaggio. Sono previste due categorie di partecipazione: studenti universitari e appassionati di fotografia. Ogni autore potrà presentare fino a tre fotografie inedite, in formato Jpeg (dimensione massima 10 mb), da inviare entro il 30 settembre 2026 all’indirizzo circolo_due@unifi.it, curato dal Circolo Dipendenti dell’Università di Firenze, responsabile della gestione organizzativa del concorso. Le opere saranno esaminate da una giuria qualificata che valuterà l’attinenza al tema e la capacità espressiva delle immagini. Per ciascuna categoria sono previsti premi in denaro e targhe: 500 euro al primo classificato, 400 euro al secondo e 300 euro al terzo, oltre a un dono speciale per il quarto e il quinto classificato. La cerimonia di premiazione e l’inaugurazione della mostra delle opere selezionate si terranno il 27 ottobre 2026 presso la Società Geografica Italiana, a Palazzetto Mattei di Villa Celimontana a Roma, dove l’esposizione resterà aperta fino al 14 novembre. Successivamente la mostra sarà ospitata a Firenze, nella sede del Dipartimento Sagas di Palazzo Fenzi, dal 16 al 27 novembre 2026. . La partecipazione è gratuita.
Diocesi: Siena, dopo 4 anni di lavoro, ripartono le celebrazioni nella cattedrale di Montepulciano da domenica 2 agosto
La cattedrale di Montepulciano, riaperta al culto lo scorso 11 luglio dopo quattro anni di intenso lavoro, verrà di nuovo officiata a partire dalla prossima domenica 2 agosto 2026. Ne dà notizia la diocesi di Siena. Tutte le domeniche – salvo eccezioni comunicate a partire dal periodo autunnale – alle ore 12 i sacerdoti delle parrocchie di Montepulciano si alterneranno nella presidenza della celebrazione eucaristica. Sale così a sette il numero delle celebrazioni festive domenicali durante le quali, nelle varie chiese, è possibile partecipare.
America Latina e Caraibi: Celam, al via campagna continentale di prevenzione agli abusi “La cura ci unisce”
La Rete latinoamericana e caraibica per la cultura della cura, creata attraverso il Consiglio episcopale latinoamericano e dei Caraibi (Celam) è pronta per il lancio della sua nuova campagna “La cura ci unisce”, in programma per questo lunedì 3 agosto 2026. L’iniziativa continentale si avvale della collaborazione delle Commissioni episcopali per la prevenzione degli abusi, della Confederazione latinoamericana e caraibica dei religiosi (Clar) e di Caritas America Latina e Caraibi.
L’obiettivo di questa campagna è promuovere una cultura della cura concepita come un’espressione di leadership responsabile e di impegno pastorale volta a proteggere, accompagnare e garantire ambienti sicuri, rispettosi e protettivi. Sotto lo slogan “Prendersi cura è responsabilità di tutti”, questa campagna cerca di integrare la prevenzione degli abusi come un elemento costitutivo fondamentale all’interno della vita ecclesiale quotidiana. A questo fine, saranno diffusi materiali scritti in spagnolo, portoghese e inglese, che saranno a disposizione di comunità ecclesiali, parrocchie, Caritas ed episcopati del continente. La campagna è rivolta a vescovi, sacerdoti, seminaristi, religiosi, laici, laiche e operatori pastorali, ricordando che la salvaguardia di bambine, bambini, adolescenti e persone vulnerabili costituisce un compito ineludibile e trasversale per l’intera Chiesa.
Magnifica Humanitas: don Marraffa (Aiart), “antropologia della comunicazione che mantiene al centro la persona”
“Restare umani nell’era dell’algoritmo”: è il titolo con cui don Oronzo Marraffa, consulente ecclesiastico nazionale dell’Aiart, ricostruisce sull’ultimo numero de “Il Telespettatore” il magistero sull’intelligenza artificiale da Papa Francesco a Papa Leone XIV, fino alla prima enciclica di quest’ultimo, “Magnifica Humanitas” (25 maggio 2026, a 135 anni esatti dalla “Rerum Novarum”, 231 pagine in cinque capitoli). Marraffa ripercorre le tappe, dal “paradigma tecnocratico” descritto nella “Laudato si’” alla “Rome Call for AI Ethics” del 2020, fino al discorso di Leone XIV al Collegio cardinalizio del 10 maggio 2025, in cui il Papa lega il proprio nome a Leone XIII per rispondere alle sfide dell’IA su “la dignità umana, la giustizia e il lavoro”. Cita la formula ricorrente del Pontefice, “la sfida non è tecnologica, ma antropologica”, e la sintesi pronunciata il 14 maggio 2026 alla Sapienza di Roma: “Noi siamo un desiderio, non un algoritmo!”. Nell’enciclica, ricorda l’autore, Leone XIV denuncia il rischio di un “controllo oligopolistico” da parte di “una manciata di aziende” e ammonisce che “non esiste nessun algoritmo che renda la guerra moralmente accettabile”. Per Marraffa, il percorso magisteriale “non è una serie di prese di posizione su un tema di moda, ma un corpus coerente, fondato su un’antropologia della comunicazione che mantiene al centro la persona”.
Scuola: Iemmi (Fism) alla tavola rotonda Agidae, “fare rete testimoniando coerenza tra i valori e le scelte”
Si è aperto ieri, ad Assisi, il 35° Campus estivo di Formazione professionale Agidae, sul tema “L’identità degli enti ecclesiastici tra formazione, governance e responsabilità. Servire con l’esempio” che si concluderà venerdì 31 luglio. “Anche l’edizione 2026 è tornato a riunire centinaia di rappresentanti e responsabili degli enti ecclesiastici associati – spiegano i promotori – con la proposta di cinque percorsi formativi dedicati ad alcuni dei principali ambiti strategici per il futuro delle opere della Chiesa”. La giornata inaugurale si è conclusa con la tavola rotonda “Fare rete per servire meglio: la condivisione dei servizi tra le opere della Chiesa”, con la partecipazione dei presidenti nazionali di Agidae (padre Francesco Ciccimarra), Uneba (Franco Massi), Fism (Luca Iemmi) e Aris (padre Virginio Bebber).
Nel suo intervento, il presidente Fism, Luca Iemmi ha sottolineato come Agidae, Uneba, Fism e Aris “rappresentino realtà differenti ma accomunate dalla stessa missione”: “Quattro radici diverse, un solo terreno: la carità che si fa servizio organizzato, competente e sostenibile”, ha dichiarato.
Iemmi ha evidenziato come fare rete non significhi rinunciare all’identità e alla governance di ciascuna associazione, bensì individuare gli ambiti nei quali risulti più efficace agire insieme, nel segno della collaborazione, del coordinamento e della trasparenza. Tra gli obiettivi auspicati, una rappresentanza istituzionale unitaria nei confronti delle istituzioni, la condivisione di competenze tecniche e consulenze, percorsi comuni per il reclutamento e la formazione del personale, un maggiore coordinamento nella contrattazione collettiva e la valorizzazione delle buone pratiche territoriali già sperimentate.
“Chi si rivolge alle nostre opere sceglie un progetto educativo, assistenziale o di cura, e una proposta di senso. Il nostro compito come federazioni è garantire che quella scelta rimanga possibile e sostenibile nel tempo”, ha concluso Iemmi, richiamando la necessità di affrontare insieme le sfide demografiche, economiche e normative dei prossimi anni, per continuare a servire con l’esempio.
Martiri di Najran: la Santa Sede approva i testi liturgici. Mons. Martinelli e Berardi, “ritrovate le radici”
La Santa Sede ha approvato i testi liturgici propri per la celebrazione di sant’Areta e Compagni, i martiri di Najran, la cui memoria ricorre il 24 ottobre. L’approvazione, comunicata il 16 luglio dal Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, è stata trasmessa a mons. Paolo Martinelli, vicario apostolico dell’Arabia meridionale, e a mons. Aldo Berardi, vicario apostolico dell’Arabia settentrionale, e segue quella del calendario liturgico proprio, arrivata nel giugno 2025. I nuovi testi comprendono la colletta della messa e le preghiere della Liturgia delle Ore, tra cui la seconda lettura dell’Ufficio delle letture – tratta da una lettera di Giacomo di Sarug alla Chiesa himyarita sulla persecuzione e sul mistero della Croce – tre inni e le antifone proprie al Benedictus e al Magnificat. “Con gioia abbiamo accolto questi testi liturgici: la Penisola arabica ha ritrovato le proprie radici e un’antica tradizione di venerazione dei martiri”, ha dichiarato mons. Berardi, augurandosi che “la gloria di Dio sia sempre proclamata nelle nostre vite, nelle nostre comunità, nelle nostre chiese”. Per mons. Martinelli, l’approvazione “aiuta i nostri fedeli a riscoprire le radici della Chiesa in Arabia attraverso la testimonianza luminosa dei martiri di Najran”, rafforzando “l’unità del popolo di Dio” e rinnovando “la testimonianza della fede cristiana in questa regione”.
Romania: una nuova app per conoscere san Francesco e la spiritualità francescana
La Provincia romena dei francescani minori conventuali ha lanciato “Fratele Soare” (Fratello Sole), una nuova app dedicata a san Francesco d’Assisi e alla spiritualità francescana. “Questo anno giubilare ci offre l’occasione di riscoprire Francesco non solo nei libri o sulle vetrate, ma anche ogni giorno, attraverso un semplice gesto: fermarsi qualche istante per pregare e ritrovare la pace, con l’aiuto del telefonino”, spiegano i frati in un comunicato stampa. L’app “Fratele Soare” si rivolge “a tutti coloro che amano san Francesco, desiderano conoscerlo meglio o stanno scoprendo solo ora il suo messaggio”. Gli utenti possono accedere a una sezione dedicata alla preghiera, a una biblioteca digitale con gli scritti di san Francesco, i Fioretti e la biografia del santo, al calendario francescano con i santi e i beati della famiglia francescana, oltre a informazioni sulle istituzioni francescane in Romania, sulla rivista e sulla casa editrice della Provincia romena dei francescani minori conventuali, sulle cause di beatificazione e canonizzazione in corso e a un necrologio. L’app offre inoltre un servizio quotidiano con il pensiero del giorno e la preghiera del mattino, un invito a pregare l’Angelus a mezzogiorno e, la sera, la preghiera vespertina accompagnata da un pensiero spirituale. L’applicazione, realizzata da fra Clement Talin, è gratuita, senza pubblicità, ed è già disponibile sull’App Store; presto sarà disponibile anche su Google Play.
Dottrina sociale della Chiesa: Meic, a Cagliari dal 3 al 5 settembre il seminario “Da Leone XIII a Leone XIV”
Sguardo attento anche sui problemi della Sardegna – lavoro, politica, giovani, cultura, impegno politico dei cattolici – attraverso gli strumenti della Dottrina sociale della Chiesa (Dsc) nel corso del seminario residenziale in programma dal 3 al 5 settembre nella sede della Casa provinciale delle Figlie della Carità, in via dei Falconi a Cagliari.
L’iniziativa è promossa dal Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic), in collaborazione con le Associazioni “Suor Nicoli”, “Suor T. Tambelli” e con l’Ufficio regionale della Pastorale sociale e del lavoro, con l’accoglienza e il sostegno dell’arcidiocesi di Cagliari. Il seminario – intitolato “Da Leone XIII a Leone XIV” – si colloca nel solco del recente incontro tra Papa Prevost e i vescovi italiani, durante il quale il Pontefice ha ribadito l’importanza della formazione dei fedeli laici, chiamati a essere testimoni del Vangelo nei diversi ambiti della vita sociale: il lavoro, la scuola, la sanità, la cultura, l’economia e la politica.
In questa prospettiva, la Dottrina sociale della Chiesa viene proposta come uno strumento privilegiato di evangelizzazione e di educazione alla fede, in grado di offrire criteri di discernimento per comprendere e affrontare le sfide del tempo presente.
Come sottolineato nella lettera di presentazione dell’iniziativa, il seminario intende contribuire alla formazione delle coscienze, promuovere il dialogo e sostenere la ricerca della giustizia, nel rispetto delle diverse sensibilità e attraverso un autentico cammino sinodale nella società. L’obiettivo è favorire la crescita di laici preparati e competenti, capaci di animare nelle comunità cristiane una riflessione sui temi sociali, economici, culturali e politici alla luce del Vangelo e del Magistero della Chiesa.
Il programma, articolato in tre giornate, coinvolgerà docenti universitari, studiosi ed esperti del mondo ecclesiale. Tra i temi affrontati vi saranno i fondamenti della Dottrina sociale della Chiesa, il rapporto tra Vangelo e trasformazione sociale, la condizione giovanile, la dignità della persona, il principio del bene comune, la partecipazione politica, il lavoro, l’impresa e il ruolo dei fedeli laici nella società italiana e sarda.
Sono inoltre previsti due interventi dell’arcivescovo Giuseppe Baturi, dedicati ai temi “Politica: esigente forma di carità” e “Fedeli laici e impegno del servizio alla società: magistero dei vescovi italiani”, accompagnati da momenti di confronto e dialogo con i partecipanti.
L’arcidiocesi invita i parroci a segnalare, entro il 5 agosto 2026, una persona per la partecipazione al seminario. Obiettivo del corso favorire, nelle parrocchie e nelle foranie, la presenza di laici adeguatamente formati sulla Dottrina sociale della Chiesa, chiamati a essere autentico fermento evangelico nella vita civile e nelle comunità ecclesiali.
Diocesi: Locri, mons. Di Pietro al Centro Neurolesi e all’Ospedale di Locri
Ieri mons. Cesare Di Pietro, neo vescovo di Locri-Gerace, ha visitato il Centro Neurolesi e successivamente l’Ospedale di Locri, proseguendo il suo percorso di conoscenza del territorio e delle realtà che quotidianamente si prendono cura delle persone più fragili. Questa nuova tappa conferma la scelta del vescovo di dare priorità all’incontro diretto con chi vive situazioni di sofferenza, in continuità con la visita alla Caritas Diocesana avvenuta domenica, spiega una nota. Accompagnato dal cancelliere diocesano don Lorenzo Santoro e da Domenico Franco, diacono e responsabile della Pastorale della Salute, mons. Di Pietro ha incontrato alcuni dirigenti e ha portato il suo saluto agli ospiti del Centro, incoraggiandoli con parole di speranza. Mons. Di Pietro ha ricordato che “la sofferenza umana è luogo vivo della presenza di Cristo. Qui si entra nel cuore della carità, dove Cristo è presente vivo e vero. Il servizio ai fratelli richiede competenza, ma soprattutto cuore e capacità di comunione”. Rievocando don Lorenzo Milani, ha invitato a “abbattere i muri e allungare i ponti della comunione”, sottolineando l’urgenza di rispondere ai bisogni dei più fragili: “Se non ora, quando? Se non qui, dove?”. La visita si è conclusa con la benedizione agli ospiti e al personale, segno di gratitudine per il loro servizio quotidiano. Successivamente all’Ospedale di Locri, Mons. Di Pietro è stato accolto dai dirigenti sanitari, dal personale sanitario e amministrativo, e dal cappellano don Zepherin Ombomi.
Incendi in Spagna: evacuate anche le suore agostiniane del Monastero di Sotillo. La madre superiora, “una tragedia ecologica, umana e sociale”
Monastero agostiniano della Conversione a Sotillo de la Adrada (Ávila)
Anche le suore Agostiniane del Monastero della Conversione a Sotillo de la Adrada (Ávila) hanno dovuto evacuare a causa delle fiamme che imperversano in questi giorni in Spagna, nella valle del Tiétar. “Sabato mattina, 25 luglio, siamo state evacuate d’urgenza e non abbiamo avuto altra scelta che lasciare il monastero”, si legge in . “Le nostre suore agostiniane del Convento di San Ildefonso di Talavera ci hanno offerto la loro ospitalità”, aggiungono le religiose. “Siamo qui insieme come sorelle e in attesa di una grazia che ci permetta di tornare a casa. Chiediamo in particolare preghiere per tutti i volontari e le forze dell’ordine che stanno lavorando instancabilmente per spegnere gli incendi. Chiediamo alla Madonna dei Rimedi di proteggerci tutti”. “La comunità desidera esprimere la propria gratitudine per la vostra preoccupazione riguardo alla situazione che stiamo vivendo a causa degli incendi”.
“Abbiamo dovuto lasciare il monastero”, racconta Madre Prado González, superiora del monastero a “Alfa y Omega”. “Volevamo restare come piccolo gruppo, ma alla fine ci hanno evacuato tutti. È stata una decisione presa insieme a tutti i responsabili dell’operazione: la Guardia Civile, la Polizia e l’UME (Unidad Militar de Emergencias)”. La religiosa aggiunge: “La situazione era molto complicata e le fiamme si avvicinavano da giorni”. Tutta la valle del Tiétar è stata evacuata: Santa María del Tiétar, Casillas, Sotillo, Mijares, Gavilanes… Solo una strada era agibile ma le forze dell’ordine sono state in grado di gestire l’evacuazione dei villaggi “in modo ordinato” e “entro il tempo previsto”. “Siamo molto tristi”, prosegue la superiora. “Non solo perché ha dovuto lasciare il monastero, ma anche per tutto quello che sta accadendo. Vedere come quel patrimonio vegetale, una creazione così bella, sia stato distrutto, causa molto dolore. È una tragedia ecologica, una tragedia umana e una tragedia sociale”.
Libri: “Francesco al cinema” approda al Piediluco Festival con la prima esecuzione in assoluto della colonna sonora de “La Stella di Greccio”
“Francesco al cinema” chiude a Piediluco la sessione estiva, che ha visto il libro di Arnaldo Casali dedicato alla filmografia francescana attraversare tutto il centro Italia, dal debutto di giugno a Recanati fino al festival “Liberare la bellezza” di Todi passando per San Gemini, Pievebovigliana di Valfornace, Poggio Bustone e Lugnano in Teverina. Mercoledì 29 luglio alle 19 il volume – che vanta la prefazione di Liliana Cavani, autrice di ben tre film sul santo di Assisi – approda al Piediluco Festival.
La presentazione del libro nella chiesa di Santa Maria del Colle – che vedrà dialogare con l’autore don Lorenzo Spezia, direttore dell’Istituto Teologico di Assisi e parroco di Piediluco – sarà accompagnata da un concerto nel corso del quale verrà eseguita per la prima volta in assoluto la colonna sonora del film “La Stella di Greccio”, composta e diretta da Paolo Paniconi.
Ultimo film uscito sulla figura del Santo di Assisi, “La Stella di Greccio” racconta la nascita del primo presepe ed è stato scritto e diretto dallo stesso Arnaldo Casali.
“Francesco stesso ha coniato il termine ‘Giullare di Dio’ – spiega Casali – eppure nessuno lo ha mai mostrato in queste vesti, nemmeno Rossellini che pure ha chiamato il suo film Francesco giullare di Dio. Per questo, dopo aver scritto la prima stesura del libro, ho deciso di mostrare io questo aspetto della sua dirompente personalità. Con frate Alessandro Brustenghi – vero frate francescano, nonché celebre tenore al suo debutto come attore – Francesco per la prima volta al cinema canta, recita, fa la parodia del frate gaudente, e dirige un vero e proprio spettacolo per celebrare la natività”.
Il film è in gran parte ambientato proprio a Piediluco: Francesco attraversò infatti il lago per raggiungere da Assisi l’eremo di Greccio, e tutto il primo atto del film racconta la traversata del lago e il buffo dialogo con un pesce appena pescato.
La colonna sonora del film è stata composta e diretta da Paolo Paniconi, autore – tra l’altro – di molte sigle televisive della Rai, tra cui Ballarò – ed eseguita da Ivo Scarponi al violoncello e Maristella Focaroli alla chitarra.
Il Piediluco Festival, diretto da Lucrezia Proietti, ha quest’anno per titolo Deep Blue e accompagna l’intera estate con spettacoli, concerti e masterclass. Si è aperto il 29 giugno e si concluderà il 6 settembre, sempre a Santa Maria del Colle alle 19, con il finissage della mostra fotografica Dos e il concerto di Annalisa De Feo e Livia De Romanis.
“La Stella di Greccio” tornerà invece a Piediluco l’8 dicembre con una proiezione organizzata dallo stesso Santuario francescano.
Diocesi: Fermo, lapidi più accessibili in Cattedrale. I QR-code in aiuto di chi non conosce il latino
Da qualche giorno, nella Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo di Fermo, sono comparse delle tessere con logo dell’Arcidiocesi ed un QR-code sotto a ciascuna lapide in latino appesa alle pareti. È il frutto di un progetto di “migliore accessibilità” che , nella persona di Chiara Curi, ha voluto portare avanti per rendere maggiormente fruibile l’infinito patrimonio della Cattedrale. I turisti ed i fedeli che entrano in chiesa, potranno notare che sono molte le lapidi appese alle colonne ed alle pareti della Cattedrale: raccontano di fatti, di eventi, di vescovi sepolti. Le accomuna la lingua usata: sono tutte scritte in latino, una lingua ormai (purtroppo) sconosciuta ai più. Ecco allora l’idea di fare una traduzione dei testi e permettere a tutti coloro che vorranno, di leggere più facilmente i testi riportati nella lapide. Grazie all’aiuto di don Osvaldo Riccobelli, che ha curato le traduzioni, sarà ora possibile conoscere quanto scritto nelle diverse lapidi presenti in Chiesa.
Ior: pubblicato il Rapporto di sostenibilità 2025, utile netto a 51 milioni di euro
Lo Ior (Istituto per le opere di religione) ha pubblicato il Rapporto di sostenibilità 2025, confermando l’impegno per una finanza trasparente, responsabile e coerente con la Dottrina sociale della Chiesa. Il documento, predisposto con un’analisi di doppia materialità ispirata alla Corporate sustainability reporting directive europea e agli standard Gri, illustra i progressi nell’integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance (Esg). Nel 2025 tutte le linee di gestione patrimoniale hanno confermato l’allineamento ai principi etico-cattolici, con rendimenti lordi positivi: gli investimenti escludono l’esposizione verso società coinvolte in attività dannose per la vita umana, l’ambiente, la società o la buona governance. Sul piano economico, lo Ior ha generato un valore di 67,6 milioni di euro, in crescita rispetto ai 50 milioni dell’anno precedente, con un utile netto di 51 milioni: il 36% è stato destinato al Santo Padre, il 23% al personale e il 14% ai fornitori, mentre la quota restante ha rafforzato il patrimonio dell’Istituto. La gestione dei patrimoni affidati ha generato inoltre circa 142,5 milioni di euro di valore a supporto della Chiesa universale. Sul fronte formativo, sono state erogate oltre 2.700 ore di formazione al personale e un programma dedicato a 300 clienti; su quello ambientale, la digitalizzazione dei documenti d’archivio e il nuovo servizio IorPortal hanno ridotto del 37% l’acquisto di carta.
Terremoto in Venezuela: quarto bollettino Caritas, gestite 21.175 tonnellate di aiuti, raggiunte quasi 23 mila famiglie. Resta vivo l’appello alla solidarietà
La Conferenza episcopale venezuelana, attraverso la Pastorale sociale Caritas, ha presentato il suo quarto rapporto ufficiale sul lavoro umanitario dispiegato nelle zone colpite dal sisma del 24 giugno, con il motto “Dopo il terremoto, l’amore”. Caritas Venezuela, rivela il rapporto, ha gestito finora 21.175 tonnellate di aiuti umanitari, riuscendo a consegnare effettivamente l’86% (18.167 tonnellate) alle popolazioni vulnerabili, mentre 3.008 tonnellate rimangono in deposito per le fasi successive dell’emergenza. Fino a questo momento, l’azione pastorale ha raggiunto direttamente 22.924 famiglie mediante la distribuzione di 13.760 pacchi alimentari e 9.164 kit di igiene personale. I centri assistenziali e le istituzioni ospedaliere delle regioni colpite hanno ricevuto 99.608 unità di medicinali e forniture mediche essenziali. La risposta di fronte a questa contingenza è stata possibile grazie all’articolazione diocesana e al lavoro abnegato di circa 10.000 volontari in tutto il Paese. Il lavoro di Caritas Venezuela conta sul supporto tecnico della rete internazionale – come Caritas Germania, Catholic Relief Services, Caritas Spagnola, Caritas dell’America Latina e dei Caraibi, Caritas Internationalis e Caritas Puerto Rico -, sommato ai preziosi contributi delle imprese private e dei venezuelani all’estero.
“La presenza di vescovi, sacerdoti, religiose e operatori pastorali sul campo dimostra la vicinanza della Chiesa che cammina con il suo popolo, non solo come accompagnatrice, ma come parte del lavoro quotidiano di ricostruzione e di sollievo dal dolore”, sostiene la Caritas, che lancia un ulteriore appello alla solidarietà, per gestire una fase di emergenza che persiste e la successiva fase di “recupero integrale”.
Giornalismo: Terrasanta, nel nuovo numero il viaggio nella comunità cristiana araba più radicata in Israele
È uscito il numero di luglio – agosto della rivista “Terra Santa”, magazine della Custodia francescana di Terra Santa. La copertina “Pietre vive in Galilea”, è il titolo del dossier firmato da Marie-Armelle Beaulieu. Racconta la comunità cristiana araba più numerosa e meglio radicata d’Israele che vive tra città miste come Haifa e Acri e villaggi interamente cristiani come Mi’ilya e Fassuta. Un’inchiesta che intreccia dati, storia e testimonianze – tra cui quella dell’arcivescovo melchita Youssef Matta e del francescano fra Zaher Aboud – per raccontare una presenza al tempo stesso antica e fragile, stretta tra emigrazione, criminalità e questioni identitarie. Il tema si intreccia con l’articolo di apertura dedicato al Libano, in bilico tra la ricostruzione del sud devastato dall’occupazione israeliana e il difficile confronto tra lo Stato legale e Hezbollah, a firma di Riccardo Cristiano. Tra gli altri contenuti del nuovo numero di Terrasanta: il bilancio dei mille giorni dal 7 ottobre 2023; lo stallo della ricostruzione di Gaza; il rapporto dell’Onu sui bambini palestinesi disumanizzati e il racconto di padre Alberto Pari sul fragile contesto in cui si è svolta la marcia interreligiosa di Gerusalemme. Infine, l’anteprima del Meeting di Rimini (21-26 agosto), che ospiterà in apertura un concerto del coro Yasmeen della Custodia francescana di Gerusalemme, e il dialogo tra il Custode di Terra Santa fra Francesco Ielpo e padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza.
Ordo virginum: San Marino, dal 20 al 23 agosto l’incontro nazionale con la messa di Leone XIV a Rimini
Si terrà dal 20 al 23 agosto, nella Casa di spiritualità San Giuseppe a San Marino, l’Incontro nazionale 2026 dell’Ordo virginum d’Italia, che quest’anno si intreccia con la visita pastorale di Papa Leone XIV a San Marino e nella diocesi di Rimini: le 220 partecipanti – consacrate, donne in formazione, vescovi e delegati diocesani – prenderanno parte alla messa presieduta dal Pontefice il 22 agosto. “Un’occasione che è per noi un dono di grazia”, spiega il Gruppo per il collegamento dell’Ordo virginum, sottolineando che le giornate saranno dedicate al tema della diocesanità, “alla luce del Cammino sinodale”. Il titolo scelto, “Spose, madri, sorelle, amiche: vivere la corresponsabilità nella vocazione”, sarà approfondito dai teologi mons. Luca Bressan, vicario episcopale dell’arcidiocesi di Milano, la teologa e filosofa Giuseppina De Simone e mons. Erio Castellucci, vescovo di Modena-Nonantola e presidente del Comitato nazionale del Cammino sinodale. Ad aprire l’incontro, giovedì 20, sarà lo spettacolo-testimonianza “Quell’incontro”, dedicato alla missionaria laica Annalena Tonelli, uccisa in Somalia nel 2003. A presiedere i momenti liturgici saranno i vescovi di San Marino-Montefeltro, Rimini, Ferrara-Comacchio, e gli emeriti di San Marino e Imola; mons. Paolo Ricciardi, referente Cei per l’Ordo virginum, guiderà le Lodi e la messa dell’ultimo giorno. Venerdì 21 è in programma anche l’assemblea per il rinnovo del Gruppo per il collegamento.
Musica: Assisi, torna in agosto la rassegna “Note d’In…Chiostro” con quattro concerti
Torna ad agosto, nel sacro convento di San Francesco ad Assisi la rassegna musicale estiva “Note d’InChiostro”. Quattro appuntamenti, in programma nei giorni 1, 5, 9 e 17 agosto, per offrire al pubblico un percorso musicale che attraversa i grandi capolavori della musica classica, il dialogo tra culture e le più autentiche tradizioni francescane e umbre. Ad inaugurare la rassegna sarà l’orchestra da camera Fiorentina, diretta dal maestro Giuseppe Lanzetta, che eseguirà tre dei sei concerti brandeburghesi di Johann Sebastian Bach. Sul palco, accanto all’orchestra, si esibiranno Angela Camerini e Antonino D’Eliseo al flauto e Marco Lorenzini al violino. Mercoledì 5 agosto vedrà protagonista il giovane violinista giapponese Ryotaro Takeuchi, accompagnato al pianoforte dal maestro Alessia Cecchetti. Domenica 9 sarà la volta del trio formato da Marco Sollini, Stefano Barbatano e Valentina Varriale, che proporrà un programma per due pianoforti e voce dedicato a San Francesco, nell’ambito delle celebrazioni dell’ottavo centenario francescano, in un intreccio di spiritualità, arte e poesia musicale. La rassegna si concluderà lunedì 17 con un evento speciale e itinerante che condurrà il pubblico nei chiostri, nelle cappelle e nei giardini del sacro convento. Un percorso sonoro alla scoperta della tradizione musicale umbra, dalle antiche pasquelle ai codici francescani, dai canti popolari delle campagne agli stornelli assisani, restituendo il patrimonio musicale del territorio nei luoghi che ne custodiscono la memoria.
Diocesi: mons. Maniago (Catanzaro), “dare un segno di vicinanza vera e reale verso chi si sente escluso e discriminato”
“Dare un segno di vicinanza vera e reale verso chi si sente escluso e discriminato, invocando l’aiuto del Signore perché possiamo crescere tutti ed essere costruttori della civiltà del rispetto e dell’accoglienza”. Con queste parole l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Claudio Maniago, ha aperto ieri sera la Veglia di preghiera per il rispetto della dignità di ogni persona e il superamento di ogni discriminazione celebrata nella parrocchia Santa Teresa di Gesù Bambino, a Giovino. L’iniziativa ha rappresentato un momento di ascolto della Parola, di preghiera e di riflessione sul valore inviolabile della dignità di ogni persona. Nel corso della meditazione, l’arcivescovo ha richiamato il mistero dell’Incarnazione come fondamento della dignità umana. “Con l’Incarnazione – ha affermato – realmente scopriamo che l’uomo interessa a Dio. Ogni uomo, per quanto dimenticato, povero o discriminato, non può essere mai espropriato della propria umanità. Potrà essere umiliato, potrà essere violato nel modo più disumano, ma rimane sempre tale nella sua dignità. Dio è più forte di ogni ingiustizia e di ogni prevaricazione”. Da questa certezza evangelica nasce, secondo mons. Maniago, l’impegno della comunità cristiana contro ogni forma di discriminazione. “Le discriminazioni tutte, comprese quelle basate sull’orientamento sessuale, costituiscono una violazione della dignità umana che deve essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni”. Mons. Maniago ha ricordato anche come minacce, aggressioni, bullismo, insulti e ogni forma di violenza rappresentino “un attentato alla sacralità della vita umana” e vadano contrastati con determinazione. Rivolgendosi alle comunità ecclesiali, ha ribadito che “la testimonianza che ci chiede il Signore non è mai contro qualcuno”. “Come Gesù – ha spiegato – anche i discepoli uniscono alla testimonianza della fede quella dell’amore di Dio, che è un amore per tutti”. Nella parte conclusiva della veglia, mons. Maniago ha ripreso il versetto del profeta Isaia che ha dato il titolo all’incontro: “Tu sei prezioso ai miei occhi” (Is 43,4): “il Signore – ha detto – ci ha redenti e ci ha chiamati per nome. Se siamo qui questa sera è perché vediamo che ci sono ancora tante paure e, con l’aiuto della preghiera, dobbiamo superarle”. Da qui l’invito a diventare “testimoni sempre più credibili della misericordia di Dio” e a costruire, nella carità e nella verità, “la civiltà dell’amore”.
San Francesco d’Assisi: a Sant’Agata di Puglia (Fg) un festival di musica cristiana per l’ottavo centenario
Il prossimo 11 agosto, giorno della memoria di Santa Chiara d’Assisi, Sant’Agata di Puglia (Fg) ospiterà alle ore 19 “Laudato sie, mi Signore, per sorella Pace”, Festival di Musica Cristiana organizzato dalla Fondazione Sacro Cuore in collaborazione con le Comunità Parrocchiali e il patrocinio del Comune di Sant’Agata di Puglia. La direzione artistica è affidata a fra Leonardo Civitavecchia (San Severo), figura di spicco nel panorama della musica di ispirazione cristiana, che si esibirà sul palco insieme a don Mimmo Iervolino (Napoli) e Niki Esse (San Giorgio a Cremano). A ottocento anni dalla morte di San Francesco, il Festival, che si terrà nello spazio antistante la Casa di Riposo Sacro Cuore di Gesù (Piazzale Sacro Cuore), si propone non solo come un concerto, ma come un momento di aggregazione comunitaria, in cui la bellezza della musica diventa veicolo di preghiera e strumento di pace universale, in perfetta sintonia con lo spirito del Santo di Assisi. “La musica ha il potere unico di elevare lo spirito e unire le persone”, ha dichiarato il parroco di Sant’Agata di Puglia don Mimmo Guida. “In questo importante anniversario, grazie alla Fondazione Sacro Cuore e alla collaborazione dell’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Pietro Bove, abbiamo voluto offrire alla nostra comunità e ai tanti santagatesi che rientrano per le vacanze un’occasione speciale: riflettere sul dono della pace attraverso le note e le voci di artisti che hanno fatto della musica il proprio apostolato”.
Diocesi: Arezzo, ad agosto le celebrazioni per il patrono San Donato
La diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro si appresta ad avviare le celebrazioni del suo patrono: San Donato, vescovo e martire. Come ogni anno il 6 agosto alle ore 21.15 in cattedrale ci sarà la tradizionale offerta dei ceri da parte dei comuni della diocesi, con la partecipazione del mondo della Giostra del saracino e dei vari gruppi storici presenti nel territorio.
Il 7 agosto, giorno della festa, il vescovo Andrea Migliavacca presiederà alle ore 11 la santa messa in Pieve ad Arezzo, nella cui cripta è custodita la testa del Santo e alle ore 18 in cattedrale, nella cui Arca sono conservati i resti mortali del Santo.
Altre celebrazioni alle ore 7 conlodi e messa, alle ore 8, alle ore 10.30 e alle ore 12.
San Donato, secondo vescovo di Arezzo, fu martirizzato nel IV secolo, come riporta la pubblicazione di Graziano Pesenti “San Donato vescovo di Arezzo” (Ed. Velar, pag. 20-21), ripresa dal sito diocesano. La pubblicazione riporta il suo colloquio con Quadraziano, governatore della regione Tuscia-Umbria, che lo ritenne colpevole di disobbedire all’imperatore. “Il clementissimo Augusto, nostro signore, ha pubblicato un editto che proibisce ad ogni cristiano di annunziare e diffondere la propria religione. Tu al contrario hai continuato a predicare alle popolazioni persuadendole a seguire una dottrina contraria alla religione tradizionale”. “Ho invitato ed esortato il popolo ad adorare Gesù Cristo con tranquilla coscienza perché sono sicuro che egli è Dio”, rispose Donato. “Sacrifica agli dèi”, gli impose Quadraziano, governatore della regione Tuscia-Umbria. “Offrano pure sacrifici gli infelici che non credono in Gesù Cristo Figlio di Dio”, replicò il vescovo che perciò fu percosso con una pietra sulla bocca. “Questo sempre ho desiderato” affermò Donato. Quadraziano fece portare un tripode con il fuoco per l’offerta del sacrificio dell’incenso e una piccola statua della dea Giunone e comandò a Donato: “Offri il sacrificio alla dea Giunone”. “Sacrifica pure ai tuoi dèi che non sono altro che demoni, io intendo solo offrire sacrificio al Signore Gesù Cristo”. Quadraziano lo condannò alla pena di morte mediante decapitazione. Era il 7 agosto 362. Il suo corpo fu raccolto dai cristiani e fu sepolto nei pressi di Arezzo sulla collina del Pionta. Sulla tomba del martire prima fu eretta una memoria martiriale dal vescovo Gelasio, suo successore e più tardi nel 1032, fu edificato un grande tempio dal Vescovo Teobaldo.
Cinema: Kim Rossi Stuart e Federica Luna Vincenti prossimi ospiti di “liberare la bellezza”
Prosegue a Todi la quarta edizione del Festival “Liberare la bellezza” curata dal direttore artistico Alberto Di Giglio presso il Giardino “Gli amici dell’orto”. Protagonista della serata di giovedì 30 luglio sarà l’attrice e produttrice Federica Luna Vincenti che presenterà il film “Eterno visionario” diretto da Michele Placido, centrato sulla figura di Luigi Pirandello. Il 31 sarà invece la volta di Kim Rossi Stuart, attore e regista, che porterà al festival “Brado”, da lui diretto. Entrambi i film verranno commentati dal giornalista e critico cinematografico Lorenzo Moretti (EDAV), alla sua quarta partecipazione a Todi. Dopo aver descritto i profili dei due registi, Moretti accompagnerà il pubblico nella lettura strutturale delle due opere, interagendo direttamente nel corso delle serate attraverso domande e osservazioni con l’attrice Federica Luna Vincenti e il regista Kim Rossi Stuart.
Tratta: Save the Children, oltre 1.500 minori vittime identificate in Europa. In Italia, prevalgono adolescenti provenienti da Bangladesh e Egitto
Sono circa 9.500 le vittime di tratta identificate nel 2024 nei Paesi dell’Unione Europea, per lo più in Francia e in Italia, seguiti da Paesi Bassi e Germania. I minorenni rappresentano il 16% del totale dei casi identificati, con 1.555 vittime sotto i 18 anni, in aumento rispetto al 2023 quando le vittime minorenni di tratta costituivano il 12,8% del totale, pari a 1.358 bambine, bambini e adolescenti. Nella grande maggioranza dei casi (77%) si tratta di bambine e ragazze, in totale 1.194. Tra i minori il maggior numero di identificazioni si registra in Francia, con 488 casi, seguita da Romania (333) e Germania (230). Questi i dati che Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro – diffonde come ogni anno in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, che ricorre il 30 luglio.
In Italia, nel 2025 il Sistema Nazionale Antitratta ha valutato le segnalazioni relative a 3.444 persone, circa 600 in più rispetto al 2024, quando erano 2.853. Di queste, 174 riguardano minorenni, pari al 5,1% del totale, in lieve aumento rispetto al 4,9% registrato l’anno precedente. Si tratta prevalentemente di ragazzi, che rappresentano il 69% dei casi riguardanti i minorenni valutati dagli enti antitratta (120 persone), provenienti soprattutto dal Bangladesh (56) e dall’Egitto (19). Il 64% ha 17 anni, ma sono stati intercettati anche quattro quattordicenni e un dodicenne. Le principali regioni di emersione sono la Sicilia, con 59 casi, e l’Emilia-Romagna, con 41 casi.
“Le cifre sono sottostimate, ma ogni anno milioni di bambine, bambini e adolescenti vengono coinvolti in forme diverse di abuso e le tecnologie digitali, inclusa l’AI, stanno modificando profondamente le modalità di adescamento, reclutamento, sfruttamento e controllo dei minori, rendendo questi fenomeni più invisibili e pervasivi”, dichiara Antonella Inverno, Responsabile Ricerca e Analisi di Save the Children. Save the Children chiede da anni di rafforzare il sistema coordinato tra istituzioni e società civile di emersione e protezione per garantire l’individuazione e protezione dei minori vittime di tratta e sfruttamento, attraverso un supporto personalizzato, con accoglienza, assistenza psicologica, medica e legale, e un approccio attento a età e genere, che sappia affrontare anche gli aspetti legati alle nuove forme di sfruttamento e tratta facilitati dagli strumenti digitali.
Cinema: Kim RossiStuart e Federica Luna Vincenti prossimi ospiti di “liberare la bellezza”
Prosegue a Todi la quarta edizione del Festival “Liberare la bellezza” curata dal direttore artistico Alberto Di Giglio presso il Giardino “Gli amici dell’orto”. Protagonista della serata di giovedì 30 luglio sarà l’attrice e produttrice Federica Luna Vincenti che presenterà il film “Eterno visionario” diretto da Michele Placido, centrato sulla figura di Luigi Pirandello. Il 31 sarà invece la volta di Kim Rossi Stuart, attore e regista, che porterà al festival “Brado”, da lui diretto. Entrambi i film verranno commentati dal giornalista e critico cinematografico Lorenzo Moretti (EDAV), alla sua quarta partecipazione a Todi. Dopo aver descritto i profili dei due registi, Moretti accompagnerà il pubblico nella lettura strutturale delle due opere, interagendo direttamente nel corso delle serate attraverso domande e osservazioni con l’attrice Federica Luna Vincenti e il regista Kim Rossi Stuart.
Spiritualità: Roma, al monastero delle Clarisse dal 2 agosto vespri e novena a Santa Chiara
“Viviamo giorni in cui il mondo sembra spesso avvolto da fitte ombre: il fragore delle guerre, la violenza, le ingiustizie, la solitudine e l’indifferenza rischiano di spegnere la speranza e di oscurare il volto dell’uomo. Ma è proprio quando la notte si fa più intensa che una piccola luce rivela tutta la sua forza. Così è stata la vita di Santa Chiara: un chiarore nato dal Vangelo, alimentato dall’amore per Cristo povero e crocifisso, capace di attraversare il tempo senza perdere il suo splendore. La sua luce non ha dissipato le tenebre con il clamore della potenza, ma con la silenziosa fedeltà di una vita interamente donata. È una luce che continua ancora oggi a indicare il cammino, a riaccendere la fiducia, a ricordare che il bene, quando nasce dall’amore, non smette mai di illuminare”. Lo scrivono le Sorelle Povere del monastero Santa Chiara di Via Vitellia 97 a Roma, all’approssimarsi della festa di Santa Chiara, in occasione della quale dal 2 al 10 agosto, in Monastero, alle ore 18, saranno celebrati i vespri con novena a Santa Chiara. Il 10 agosto, alle 20,45, Ufficio delle Letture nel Transito di Santa Chiara. L’11 agosto, solennità di Santa Chiara, alle 6,20 le lodi, alle 7,30 e alle 18 messa solenne, alle 17 secondi vespri.












