Ai Overview: Il prossimo 12 novembre la Casa della Cultura di Palmi ospiterà un evento commemorativo dedicato a Domenico Zappone, a cinquant’anni dalla sua scomparsa avvenuta il 6 novembre 1976. Figura di riferimento del giornalismo culturale meridionale, Zappone ha raccontato con uno stile narrativo accurato le tradizioni, i luoghi e i personaggi della Calabria, traendo profonda ispirazione dall’opera di Corrado Alvaro. Nel corso dell’incontro, promosso dall’amministrazione comunale in sinergia con il critico letterario Santino Salerno, verranno ripercorse le tematiche centrali dei tre volumi editi da Rubbettino che raccolgono la sua produzione. I suoi scritti offrono ancora oggi una prospettiva utile per l’analisi della società, descrivendo un contesto sociale a tratti emarginato ma denso di umanità.
A cinquant’anni dalla scomparsa
Cinquant’anni fa, il 6 novembre 1976, moriva, tragicamente (ponendo fine alla sua vita per sua volontà) Domenico Zappone, grande protagonista del giornalismo culturale meridionale: intellettuale acuto, scrittore di terza pagina dallo stile seducente, con quell’istinto creativo prorompente che quando sfiora la finzione mai si allontana dalla realtà . Era nato a Palmi, il 16 giugno 1911, e nella piccola Atene della Calabria (città che ha dato i natali a figure di spicco nel campo della musica, della letteratura, dell’arte e della cultura ) , patria dei musicisti Francesco Cilea e Nicola Manfroce, dello scrittore Leonida Repaci, dello storico della letteratura Letterio Di Francia, dei filosofi Felice Battaglia e Domenico Antonio Cardona, della poetessa Ermelinda Oliva, del giornalista Antonio Altomonte, era sempre vissuto. Salvo un breve periodo di malinconica permanenza a Roma, dove sperava di veder riconosciuto e valorizzato il suo talento, rimanendone terribilmente deluso. Tornato nella città natale, pian piano lo aggredirà sempre più quel mal di vivere che ha spesso contagiato artisti, poeti e narratori.
Il ricordo istituzionale e letterario a Palmi
Il prossimo 12 novembre, per iniziativa dell’amministrazione comunale e del critico letterario Santino Salerno, curatore di tre libri che raccolgono le sue opere, Zappone sarà ricordato a Palmi, alla Casa della Cultura . Saranno ricordate le storie della Calabria amata, esplorata da Zappone con la stessa passione degli scrittori viaggiatori stranieri del Grand Tour, ancora attratti dal mondo classico che esisteva in fondo allo stivale italico. Saranno ricordate le storie di mare e di terra antica di uomini e donne verosomiglianti ai personaggi di Corrado Alvaro e di Ernest Hemingway; storie di pesci e di pescatori, di profumi, di un mondo pastorale destinato a scomparire. Sono tre i libri fondamentali che bisogna leggere per conoscere Zappone: “Il cavallo Ungaretti”, “Le maschere del saracino” e “Il pane della Sibilla – viaggio nei luoghi di Corrado Alvaro” , tutti pubblicati da Rubbettino in anni diversi, a cura di Santino Salerno, che è il custode della memoria culturale di Palmi, e di Zappone in particolare, a cui ha restituito dignità e dimensione di narratore, avendo individuato, negli scritti giornalistici del giornalista palmese, linea unificante e compattezza tematica e stilistica che cuciono insieme la produzione giornalistica zapponiana come in capitoli di un lungo romanzo. Il racconto di Zappone, nei differenti e sparsi articoli, scritti per quotidiani e riviste , e’ narrazione per addizione , anche quando il nostro, per coinvolgere il lettore, a volte ricorre ad artifizi retorici e stilistici, o a invenzioni, che non oscurano tuttavia la realtà descritta, anzi aiutano a meglio comprenderla. Nella raccolta di articoli, nei tre libri curati da Salerno, c’è tutto, del protagonista del giornalismo culturale e di costume italiano, uno mai andato via dalla sua Calabria, un intellettuale che ha sofferto l’isolamento, l’emarginazione e la solitudine che crocifiggono chi sta fuori dal palcoscenico e dai teatrini mediatici.
L’impronta di Corrado Alvaro
Il riferimento culturale di Zappone era Corrado Alvaro, il grande scrittore di San Luca. Nel libro “Il pane della Sibilla”, sono raccolti venti articoli di Zappone, apparsi su diverse testate nazionali tra il 1951 e il 1976 e aventi come oggetto San Luca, città natale di Corrado Alvaro, e persone e luoghi di quell’universo aspromontano povero di beni, ma ricco di intelletto. Sono scritti da cui traspare l’attrattiva che Alvaro esercita su Zappone e il comune rimpianto per un mondo (scrive) “in cui l’uomo credeva nelle favole e aveva altro cuore”. Sullo sfondo di luoghi e di paesaggi reali, ma avvolti in un’aura da leggenda, si muovono personaggi altrettanto veri ma sospesi nel tempo: i vecchi e reticenti “saggi”, che a San Luca siedono sui gradini della chiesa come in un areopago; la madre di Alvaro, con i suoi schivi silenzi e le sue sibilline allusioni. Zappone, in quegli scritti di cinquanta o sessant’anni fa, narra un mondo distante, lontano, emarginato, umiliato, un mondo a noi vicino, che ci ostiniamo a non vedere.
La leggerezza narrativa per leggere il presente
A volte, Zappone romanzava le sue cronache giornalistiche , o addirittura le inventava di sana pianta. Molte erano frutto della sua fertile fantasia di cronista che costruiva mondi, fatti e personaggi che un giorno sarebbero finiti in un romanzo; ma quel romanzo mai nato Zappone lo ha scritto ugualmente. Ogni volta che ha scritto un articolo per la terza pagina di un giornale, si è confrontato con l’arte della narrativa: lo ha fatto con lucidità e al tempo stesso leggerezza. La leggerezza, virtù propria del narratore , e’ quella che Italo Calvino chiamava “sottrazione di peso” nei riguardi della struttura del racconto . Ancora oggi, anzi a maggior ragione oggi , che il giornalismo culturale è in declino, e la ricerca sociale giornalistica è scomparsa, i testi di Domenico, Mimmo, Zappone, possono utilmente accompagnarci in un viaggio di comprensione della società in cui viviamo, sempre che riusciamo a nutrirci delle lezioni del passato, non certo come nostalgia sterile, ma come chiave per comprendere il difficile presente eimmaginare il futuro.













