Covid, «la Calabria ha bisogno di progettare il turismo» – avveniredicalabria

avveniredicalabria

Francesco Gentile, presidente Ada Calabria: «L'economia regionale versa in sala rianimazione da molto tempo»

Covid, «la Calabria ha bisogno di progettare il turismo»

Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

«Nel pieno della seconda ondata della pandemia la Calabria è inchiodata nella RedZone, questo a causa di oltre dieci anni di inutile commissariamento ad acta della sanità Calabrese. Ormai è noto a tutti quello che è accaduto in questi anni, o meglio bisognerebbe dire quello che non è accaduto. Altrettanto noto il teatrino Pirandelliano di questi giorni, messo su dal governo nella scelta del neo Commissario alla sanità Calabrese. Tutto questo a discapito dell’economia regionale, che versa in sala rianimazione da molto tempo e nessuno si è accorto che sta per terminare l’ossigeno», così Francesco Gentile, presidente Ada Calabria, che prosegue:
«Il turismo Calabrese, in ginocchio dal primo lockdown, con uno sprazzo d’ossigeno ottenuto grazie ad alcuni interventi di sussidio attivati dal neo assessore al turismo regionale, non ha visto cenni di ripresa anche a causa dell’elevato incremento di contagi della pandemia. I numeri ottenuti nella strana e breve stagione estiva, non hanno permesso di colmare gli investimenti e gli esborsi inerenti alla gestione della stessa. Il pensiero di noi operatori del settore va chi ci osserva dall’esterno, che vede l’immagine di una regione completamente allo sbando. Abbiamo bisogno di progettare il futuro turistico della Calabria!
Chiediamo - continua Francesco Gentile - di anticipare la promozione attraverso campagne pubblicitarie rivolte a tutto il territorio nazionale, con immagini concrete che mostrino tutte le opulenze turistiche della nostra terra. Per i prossimi due anni le previsioni ci raccontano che il flusso turistico che si affaccerà alla visita della nostra regione è prettamente Italiano, questo perché il traffico turistico estero non sarà svincolato dalle problematiche inerenti alla pandemia. Vista l’immagine negativa della nostra sanità, con quale credibilità gli operatori Calabresi dovranno affrontare la nuova stagione? e soprattutto stimolare l’offerta? I turisti i italiani coinvolti e interessati saranno stimolati a venire in Calabria pur sapendo che la sanità Calabrese non potrà garantire la loro salute? Siamo intrappolati in un limbo tra pandemia, cattiva gestione sanitaria e prossime elezioni regionali... ma il futuro non si può fermare. Bisogna progettare adesso per l’estate, senza commettere lo stesso errore dei mesi estivi dopo il lockdown, dove non si è fatto nulla per prevenire la seconda ondata di pandemia. Se non si progetta l’economia della Calabria, quest'ultima sarà prossima al fallimento e i sussidi non basteranno. Il nostro consiglio è quello di progettare una health tourist lane, una sorta di corridoio Turistico/Sanitario, che garantisca al turista una vacanza in sicurezza. Non basterà più mostrare tutte le annose procedure atte alla sanificazione delle nostre attività, ma bisogna garantire l’accoglienza dall’inizio del loro viaggio alla fine. Bisogna intercettare e tracciare le linee da seguire per cautelare il turista prima, durante e dopo la vacanza, una sorta di traiettorie dell’ospitalità che il turista dovrà percorre in caso di necessità sanitarie. Occorre attivarsi subito per la messa in funzione di uffici preposti, la formazione degli addetti e del personale delle nostre aziende. Se non forniamo adesso al turista la mappa di una Calabria ben organizzata a livello sanitario, per le prossime vacanze prediligerà regioni più organizzate e ben gestite.
Non si può arrivare all’ultimo minuto e gestire tutto in emergenza, perché sappiamo che essa frutta ai malfattori e non da stabilità. Basta con l'assistenzialismo - conclude Francesco Gentile - Un sogno rimane un sogno. Un obbiettivo si deve progettare e perseguire! Intanto ci nascondiamo dietro la pandemia e non si va avanti, questa non è una strategia manageriale ma un attività di mera convenienza politica. È giusto gestire l’emergenza ma si deve pensare al futuro, intercettare attività da uniformare a ciò che stiamo vivendo. Il 2021 è alle porte, il turismo è fermo all’estate 2019. Un obiettivo è un sogno con un progetto, una strategia e una scadenza».

Articoli Correlati

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.