Ai Overview: Il 3 e 4 settembre i comuni di Squillace e Stalettì, in provincia di Catanzaro, ospitano il convegno “L’Archeologia cristiana in Calabria: Ricerche e Scoperte da Paolo Orsi a Oggi”. Promosso dall’Istituto di Studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria in collaborazione con l’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, la Conferenza Episcopale Calabra e il Ministero della Cultura, l’evento prevede venticinque interventi suddivisi in quattro sessioni. I lavori si propongono di fare il punto sugli studi dedicati alle antichità cristiane nel territorio regionale, partendo dall’eredità dell’archeologo Paolo Orsi, per arrivare alle più recenti scoperte sui siti di interesse storico e religioso. Il programma affianca agli approfondimenti accademici la commemorazione di studiosi del territorio, come Guido Rhodio ed Ermanno Arslan, e momenti di esplorazione diretta sul campo attraverso visite guidate ai monumenti locali.
Il convegno sulle antichità cristiane sulle orme di Paolo Orsi
A Squillace e Stalettì, nella terra di Cassiodoro, in provincia di Catanzaro, il 3 e 4 settembre prossimi si parlerà di antichità cristiane. Il convegno «L’Archeologia cristiana in Calabria: Ricerche e Scoperte da Paolo Orsi a Oggi» è promosso dall’Istituto di Studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria, dall’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, dalla Conferenza Episcopale Calabra e dal Ministero della Cultura; patrocinano i Comuni di Squillace e Stalettì: venticinque interventi, quattro sessioni, il ricordo di due figure di primo piano (Guido Rhodio ed Ermanno Arslan) e due visite guidate. Il nome da cui tutto muove è quello di Paolo Orsi, l’archeologo roveretano che tra fine Ottocento e primo Novecento scavò e documentò le tracce del cristianesimo antico nel Mezzogiorno.
La prima giornata a Squillace: origini della disciplina e focus sui siti
Alla Casa delle Culture di Squillace la prima giornata si aprirà con i saluti dell’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Claudio Maniago, della soprintendente ABAP Cz-Kr Arch. Stefania Argenti e del sindaco Enzo Zofrea.
Le relazioni della mattina, della prima sessione, ricostruiranno le origini della disciplina in regione: a seguito dell’introduzione di Domenico Benoci che si interrogherà su quale archeologia cristiana in Calabria, Dante Palmerino tratterà i primi studi da Giovanni Battista de Rossi a Paolo Orsi; Davide Bianchi ne ripercorrerà la formazione viennese; Francesco Cuteri tornerà sulle chiese basiliane a cent’anni dalle ricerche di Orsi; Margherita Corrado chiarirà il contributo di Orsi ai monumenti minori.
Le relazioni del pomeriggio, della seconda sessione, permetteranno di spostare l’attenzione sui siti: la necropoli del castello di Squillace (Chiara Raimondo), le tracce cristiane tra Stilo e Roccelletta di Borgia (Alessandra Pasqua), l’abbazia della Santissima Trinità di Mileto (Francesco Galante). Monsignor Francesco Milito presenterà il progetto di un atlante della Calabria paleocristiana; Augusto Consentino tratteggerà la figura di Santo Stefano di Nicea con un focus su memoria e identità di frontiera; Giuseppe Hyeraci parlerà dei percorsi di guarigione nell’agiografia italo-greca. Chiuderanno la giornata le visite al Museo Diocesano, alla Chiesetta Gotica e al Castello di Squillace.
La seconda giornata a Stalettì: archeologia preventiva e infrastruttura sociale
Il giorno seguente ci si sposterà nella Sala Consiliare di Stalettì con i saluti istituzionali del sindaco Mario Gentile e il ricordo di Alfredo Ruga su Ermanno Arslan.
Gli approfondimenti mattutini, della terza sessione, permetteranno di affrontare temi che toccano elementi cronologici e disciplinari, dai i cristiani di Scolacium (Elisa Nisticò e Lorenzo Chiricò) all’archeologia preventiva a Piano di San Biagio nel Crotonese (Isabella Marchetta e Domenico A.M. Marino), dalle necropoli tardoantiche-altomedievali (Maria Grazia Aisa e Charlotte Boyer) alla presenza ebraica nel Bruzio tardoantico con le sue evidenze rituali (Franca Papparella), dai vasi acustici nelle chiese medievali calabresi (Elena Di Fede) all’Archeologia della spiritualità (Alessandro Abrignani). I lavori pomeridiani, della quarta sessione, vedranno monsignor Melchor Sánchez de Toca y Alameda ragionare sul culto dei santi e sul discernimento storico nelle Cause dei Santi; Margherita Corrado, Carmine Lupia e Ricardo Stocco porranno la questione dell’archeologia come infrastruttura sociale per le aree interne; la stessa Corrado tornerà sul tema con una ricerca storica contro spopolamento; Paolo Mighetto e Alessandra Randazzo presenteranno Parcheo Lab, un modello di rigenerazione del patrimonio per l’antica capitale normanna; Vittoria Artico, Chiara Fiormonti, Elena Giorgi, Dante Palmerino e Andrea Pau offriranno una proposta di valorizzazione per la chiesa di Santa Maria del Campo; Giorgia Gargano presenterà un contributo postumo di Ermanno Arslan su un primo studio dei reperti monetali da Scolacium tra età imperiale e alto medioevo; Giulia Daniele ricostruirà la figura di Emilia Zinzi, vita dedicata alla tutela del patrimonio artistico calabrese; a chiudere, Maria Condò, Amedeo Frera e Daniele Vadalà esploreranno il canto liturgico come esperienza estetica e di comunità.
La chiusura dei lavori a Copanello
La due giorni si chiuderà con la visita alla chiesa paleocristiana di San Martino a Copanello.













