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“L’arcivescovo Ugo Comozzo e i preti fiumani a Pisa”. Questo il titolo dell’evento in programma domani, giovedì 7 novembre, a Pisa per iniziativa dell’Associazione fiumani italiani nel mondo.
“Come conseguenza della Seconda guerra mondiale – viene ricordato in un comunicato – la diocesi di Pisa ha vissuto dal 1948 in poi una particolare vicenda, che sta giungendo alla fine con l’ultimo protagonista ancora superstite, il novantenne don Severino Dianich: la presenza di un folto gruppo di preti provenienti da Fiume, città italiana fino al trattato di pace del 1947, poi iugoslava e ora croata, col nome di Rijeka. Il cambio della sovranità nazionale e soprattutto l’oppressivo e persecutorio regime comunista del maresciallo Tito hanno provocato l’abbandono delle loro terre di 350.000 italiani delle province di Fiume, Pola e Zara. Fra questi anche i vescovi e quasi tutti i preti di lingua italiana. Il vescovo di Fiume Ugo Camozzo nel gennaio 1948 giungeva a Pisa, nominato arcivescovo da Pio XII. In seguito, non con un piano organizzato, ma spontaneamente, chi prima chi dopo, 24 preti fiumani, sparsi qua e là in varie città d’Italia, sono stati accolti dalla diocesi a Pisa. È così che 16 parrocchie della diocesi hanno avuto parroco un prete proveniente da Fiume”.
La vicenda sarà ricordata nell’incontro di domani, ospitato dalle 9.30 presso l’auditorium “Giuseppe Toniolo” di piazza Arcivescovado. I lavori saranno aperti con il saluto di mons. Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa. Nell’occasione verrà anche inaugurata una mostra a tema.
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