Avvenire di Calabria

Sarà la nuova guida della diocesi di Rossano-Cariati; a presiedere la liturgia sarà il presidente della Cec, monsignor Bertolone

Domani l’ordinazione episcopale di monsignor Maurizio Aloise

di Redazione Web

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Giovedì 13 maggio, alle 17, nella Basilica Concattedrale di Squillace si terrà l’Ordinazione episcopale di monsignor Maurizio Aloise, eletto il 20 marzo scorso da papa Francesco come nuovo arcivescovo di Rossano-Cariati.

La solenne concelebrazione sarà presieduta dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza episcopale calabra.

L’antica Concattedrale di Squillace, nel rispetto delle norme covid, accoglierà i vescovi, il clero, i religiosi e le religiose, le autorità ed i fedeli laici provenienti anche da diverse diocesi.

Saranno previsti anche degli spazi esterni fuori dalla Basilica, dando la possibilità di seguire anche da casa la sacra liturgia di ordinazione attraverso il canale web youtube della Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace (https://m.youtube.com/channel/UC2hfutInamIakv_QmZHWBHw).

Il motto episcopale scelto da monsignor Maurizio Aloise richiama la più antica antifona mariana, risalente al III secolo, che unisce Oriente ed Occidente: “Sub Tuum praesidium” (Sotto la Tua protezione).

Secondo la tradizione araldica, lo stemma di un Arcivescovo ha uno scudo con una croce doppia arcivescovile, un cappello prelatizio (galero) con cordoni a venti fiocchi pendenti, dieci per ciascun lato, di colore verde, un cartiglio inferiore in cui è riportato il motto. Nello stemma vi è il mare che richiama le origini di Mons. Maurizio Aloise nell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, che è lo stesso Mar Ionio che bagna l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati. Il colore azzurro del mare rimanda alla trascendenza e all’ineffabilità divina, inoltre si legge la purezza e la trasparenza, virtù, che si possono apprendere alla scuola di Maria.

Dal mare sale una croce lievemente spostata sul fianco sinistro, perché a destra, in basso, compare la “M” di Maria. Le stelle in alto, ricoprono diversi significati: la Santissima Trinità Padre, Figlio e Spirito Santo; le tre virtù teologali, fede, speranza e carità; la Verginità di Maria, prima, durante, dopo il parto. Nella tradizione cristiana Maria, aurora della redenzione, è invocata dal popolo in cammino come Stella del mattino, e da S. Bernardo come Stella del Mare (Omelia II sull'Annunciazione). La stella a otto punte è un richiamo alla bellezza e perfezione specifici di Dio che in Maria trovano la realizzazione. Maria è la creatura dove il progetto di Dio si realizza in pienezza, la nuova Eva, poiché ha vissuto la sua fede alla scuola della Parola di Dio, Santa Maria, la “genitrice di Dio”, la “sola casta”, la “sola Benedetta”, la “Madre della Divina Grazia” è per l’Arcivescovo e per l’intero popolo cristiano un “porto e rifugio sicuro”.

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