Ai Overview: Il 9 ottobre la parrocchia di San Nicola di Bari, situata nel quartiere Vito di Reggio Calabria, ha vissuto un passaggio canonico ufficiale con l’insediamento di don Davide Tauro in qualità di parroco. Dopo aver guidato la comunità per cinque anni nel ruolo di amministratore parrocchiale, il sacerdote ha assunto il nuovo incarico, effettivo dal 1° settembre. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dall’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Fortunato Morrone. Nel corso della funzione, il presule ha evidenziato il compito del parroco di restare accanto alle persone sul territorio, invitando al contempo i fedeli a mantenere un atteggiamento aperto. Durante la cerimonia, i rappresentanti del Consiglio pastorale e delle istituzioni cittadine hanno preso la parola per sottolineare l’importanza del presidio ecclesiale e sociale offerto dalla parrocchia al quartiere.
L’insediamento canonico alla presenza dell’arcivescovo
È stato un giorno di comunione, quello vissuto il 9 ottobre dalla comunità della parrocchia di San Nicola di Bari del quartiere reggino di Vito: dopo cinque anni vissuti come amministratore parrocchiale, don Davide Tauro ha preso possesso canonico della parrocchia in qualità di parroco, a seguito dell’entrata in vigore dell’incarico lo scorso 1° settembre. Per l’occasione, la celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Fortunato Morrone. Che cosa cambia, in concreto? Se lo è chiesto lo stesso presule nell’omelia, e ha risposto con una battuta: da adesso don Davide resterà parroco per nove anni, quindi «per altri nove anni lo dovete sopportare» ha aggiunto scherzando, perché secondo il discernimento della Chiesa universale, ha spiegato, quel periodo serve a dare una certa stabilità al cammino delle comunità.
Il significato della parrocchia come “casa tra le case”
La parte più densa dell’omelia si è concentrata sul significato delle parole. Il parroco, ha ricordato l’arcivescovo, è «quella persona che sta accanto», ovvero dentro la storia di un territorio, perché la parrocchia è «casa tra le case». Ma un altro aspetto importante è costituito anche dall’affetto reciproco, dato che «se non c’è affezione non si va da nessuna parte»: si tratta di un legame umanissimo, che il presule ha accostato all’amicizia di Gesù con la famiglia di Betania. Non meno importante, poi, è stata la richiesta di restare aperti perché «la comunità cristiana è la comunità dei graziati e non deve essere un’enclave chiusa».
Il saluto del Consiglio pastorale e delle istituzioni locali
Nel suo saluto, il rappresentante del Consiglio pastorale parrocchiale ha ringraziato l’arcivescovo per la scelta e ha ricordato che a San Nicola si è sempre pregato «per i sacerdoti e perché questa comunità non restasse mai priva di guida spirituale». Il Consiglio pastorale si è detto pronto a percorrere la strada che don Davide vorrà indicare e ha invocato su di lui l’intercessione della Vergine e di San Nicola, patrono della parrocchia. Alla celebrazione era presente anche il consigliere comunale, l’avvocato Serena Mangano, cresciuta tra quelle strade e a tutti gli effetti figlia della comunità: in quella chiesa ha ricevuto i sacramenti. Mangano ha portato il saluto del sindaco Francesco Cannizzaro e di tutta l’amministrazione comunale, e ha spiegato che le istituzioni guardano alla parrocchia come a un «pilastro sociale fondamentale», oltre che come «luogo di fede».
L’invito al discernimento per il bene del territorio
L’ultima consegna dell’arcivescovo riguarda il discernimento. Toccherà alla comunità, guidata dal parroco, mettersi in ascolto per capire quale bene il Signore le chieda e «scegliere il bene maggiore per il territorio dove siete chiamati all’annuncio della gioia». Il tempo non manca, anche perché, con i cinque anni già alle spalle, ha calcolato il presule, si arriverà a quattordici.













