Don Pippo Curatola compie 50 anni di sacerdozio

Gli auguri della nostra redazione a un giornalista attento, un comunicatore efficace, un prete dal pensiero profondo

Compie oggi mezzo secolo di sacerdozio monsignor Filippo Curatola. Canonico onorario del capitolo Metropolitano, rettore della chiesa Sacro Cuore presso l’ex monastero di Sales in Reggio Campi, membro del consiglio presbiterale, consulente ecclesiastico regionale dell’Ucsi e per 34 anni direttore del nostro giornale, L’Avvenire di Calabria.

«Don Pippo – scriveva l’arcivescovo emerito Vittorio Mondello quando il presbitero lasciò la direzione del nostro giornale nel 2015 – ha profuso le sue innumerevoli doti di intelligenza nel dirigere il nostro settimanale per contribuire, da Presbitero, alla nuova evangelizzazione che è riconosciuta, soprattutto oggi, come il primo e più urgente impegno della missione della Chiesa. Bisogna dargli atto dello sforzo compiuto perché L’Avvenire di Calabria diventasse il settimanale di tutta la Metropolia Reggina – Bovese».

Vangelo e saggezza popolare, sono state in tutti quei lunghissimi anni, le fonti ispiratrici del modo di fare il giornale del direttore don Pippo. Un giornale che molti lettori incominciavano a leggere dalla penultima pagina, quella dei “Pensieri del viandante”, rubrica di aforismi curata direttamente dal direttore. Non che non si cogliesse, sin dalla prima pagina del giornale, l’armonia della buona ed efficace comunicazione, con gli editoriali, con la cronaca, i fatti della società, della cultura, della politica e della vita della Chiesa locale. Pur nel mutato scenario mediatico degli ultimi decenni, nell’orizzonte editoriale dell’Avvenire di don Pippo, è rimasta costante l’idea di venire a dialogo con la realtà e col mondo in cui la Chiesa si trova a vivere, nella consapevolezza che la comunicazione è un’esigenza nativa e interiore della Chiesa stessa. La direzione di don Pippo ha traghettato il giornale da vecchio e glorioso organo d’informazione della diocesi, che ha avuto alla direzione altri illuminati e intelligenti pastori, verso un mondo moderno che richiedeva una capacità nuova nella guida, per affrontare nel modo giusto il cambiamento del linguaggio e l’innovazione tecnologica continua.

Un prete dal pensiero profondo e delicato che è bello ascoltare perché sempre annunciatore di un messaggio di serenità e di fiducia in tempi inquieti e inquietanti. Le sue note e i suoi editoriali erano tanto per una rassegna stampa da proporre ad altri quanto per un arricchimento spirituale, umano e professionale. Don Pippo, è stato e certamente rimane un maestro, umile e generatore di orizzonti di speranza, come altri direttori che la Federazione Italiana a dei Settimanali Cattolici ha donato alla comunicazione nella Chiesa e della Chiesa.

Orizzonti a cui tendere e che il direttore de L’Avvenire di Calabria faceva intravedere alla sua terra   ma che immediatamente diventavano “avvenire” per tutta la terra italiana e non solo.

La capacità di cogliere nei segni dei tempi, spesso tristi, le tracce di una speranza non retorica ha sempre profondamente colpito: don Pippo conosce l’arte di mai tacere il male, mai rinunciare alla denuncia dell’errore ma sempre mantenendo la capacità di indicare con coraggio evangelico le strade e le mete di una responsabilità, di un impegno, di un entusiasmo per costruire un mondo migliore.

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