Estate a Reggio Calabria, periferie al centro tra fragilità e bisogni reali

Lucia Nucera, assessore al Welfare: «Ecco tutti gli intreventi messi in campo per garantire supporto e vicinanza concreta»

A Reggio Calabria, l’estate non è solo sinonimo di vacanza, ma può diventare un momento di maggiore fragilità per chi vive in periferia. Ne parliamo con Lucia Nucera, assessore alla città inclusiva e solidale al Comune, che spiega l’impegno dell’amministrazione per trasformare questi mesi in un’occasione di supporto e vicinanza concreta.

Assessore, quali sono le priorità per le periferie durante l’estate?

L’estate non deve essere un tempo di abbandono per le fragilità. Non possiamo permetterci che le fragilità vengano dimenticate con l’arrivo del caldo. Vogliamo che le periferie restino vivibili, sicure e ricche di opportunità anche nei mesi estivi. Per questo, stiamo investendo nel potenziamento dei servizi di prossimità, creando una rete di protezione solida che non lasci indietro nessuno.

Qual è il ruolo dei Servizi Sociali in questo contesto?

I Servizi Sociali sono il cuore pulsante della nostra comunità, specialmente in estate. Il loro lavoro, spesso silenzioso ma instancabile, è fondamentale per intercettare le fragilità nascoste – dagli anziani soli ai minori in difficoltà – e fornire un supporto mirato e tempestivo.



L’impegno è massimo per assicurare che nessuna persona anziana si senta sola, che nessun minore perda preziose opportunità educative e che le persone con disabilità abbiano pieno accesso ai servizi necessari. Siamo concretamente al fianco di ogni cittadino vulnerabile.

Come vengono attuati questi interventi sul territorio già nel corso di questa estate?

Tutti i nostri servizi saranno pienamente attivi, operando attraverso l’ascolto capillare dei 5 poli territoriali. In particolare, voglio sottolineare la continuità dell’assistenza domiciliare per anziani e minori, un servizio cruciale garantito 12 mesi su 12. A questo si aggiungono strumenti essenziali come l’Hub della Famiglia, i centri diurni, il contributo dedicato ai centri estivi e le nostre unità di strada, tutti pensati per un intervento efficace e tempestivo sul territorio.

Dai beni confiscati, nuovi spazi per l’inclusione

Il Comune di Reggio Calabria, tramite il Settore Welfare e in sinergia con l’Azienda Ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli, avvia interventi innovativi per rafforzare il supporto ai più fragili. Due progetti spiccano: un programma sperimentale di accoglienza temporanea post-dimissione e un Presidio Fisso Sociale nell’area sud.


PER APPROFONDIRE: Welfare, più servizi e sostegno per le persone non autosufficienti: approvato il Piano degli Interventi 2025


Fondamentale, in questo percorso, l’assegnazione al Welfare di beni confiscati siti in via Nazionale Bocale II, via Cantaffio 15 e viale Europa 81, trasformati in spazi di accoglienza e inclusione.

Il primo progetto prevede appartamenti per le “Dimissioni Protette”, destinati a pazienti dimessi dall’ospedale che necessitano di un periodo intermedio di stabilizzazione. «Questi alloggi – spiega l’assessore Lucia Anita Nucera – accolgono soggetti che non richiedono assistenza sanitaria continua, ma hanno bisogno di supporto per recuperare autonomia e reinserirsi socialmente, riducendo il rischio di nuove ospedalizzazioni ». La durata dell’accoglienza sarà breve (15-90 giorni) e la gestione affidata al Terzo Settore, con personale socio-assistenziale e figure sanitarie per monitoraggi periodici. «Questa iniziativa – continua Nucera – valorizza immobili comunali sottoutilizzati, trasfor-mandoli in strumenti attivi di inclusione, e si configura come modello replicabile per futuri interventi di welfare locale».

Donne sole, minori e famiglie a rischio: ecco il Presidio Fisso Sociale

Parallelamente nasce il Presidio Fisso Sociale in viale Europa 81, parte del progetto P.Art.E.C.I.P.O., finanziato dal FESR/FSE+ Calabria 2021-2027. «Questo progetto – afferma Nucera – punta a contrastare marginalità, dispersione scolastica, esclusione lavorativa e degrado urbano nelle periferie più vulnerabili». Il presidio offrirà servizi socio-educativi, sanitari, formativi e di accompagnamento lavorativo, con attenzione a minori, famiglie, donne sole, immigrati e giovani a rischio: un punto di riferimento per garantire accesso ai servizi, attivare laboratori educativi, sostenere le famiglie, orientare i giovani e promuovere la partecipazione civica.



Gli interventi saranno gestiti da un’équipe multidisciplinare che userà il presidio come spazio di incontro, animazione e collegamento con servizi pubblici e privati, in collaborazione con Terzo Settore, scuole e Asp.

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