Nazionale di calcio, parla l’amico sacerdote: «Gattuso esempio positivo per i giovani»

Padre Giovanni Cozzolino dell’ordine dei minimi ricorda l’infanzia dell’allenatore a Schiavonea e sottolinea il suo legame profondo con la Madonna e con San Francesco di Paola

Il rettore del Santuario di San Francesco da Paola racconta Gennaro Gattuso, calabrese di Schiavonea, oggi alla guida della nazionale. Un uomo di fede, tenacia e cuore, che non dimentica mai le sue radici.

Gennaro Gattuso, un ragazzo di Calabria cresciuto tra fede, sogni e fatica

Padre Giovanni Cozzolino è un sacerdote dell’ordine dei minimi, rettore del Santuario di San Francesco da Paola di Corigliano…comune di nascita del nuovo coach della nazionale, Gennaro Gattuso (nella foto pubblicata sul sito della Figc).



Il religioso conosce la famiglia dell’allenatore da diverse generazioni, ha visto crescere il talento del giovane Rino tra le strade del suo paese: «Per me Gennaro Gattuso – ci racconta padre Cozzolino – rappresenta il tipico giovane del sud cresciuto a Schiavonea con sudore e fatica e con il sogno del calcio, facendo molto allenamento proprio sulla spiaggia.


PER APPROFONDIRE: Sport, l’altra via per il bene comune


Lui è stato sempre orgoglioso di essere calabrese, con un amore particolare sia per la Madonna di Schiavonea, ma anche al nostro San Francesco di Paola, del quale imita la capacità di non arrendersi mai, di lottare, di andare avanti e di sognare sempre».

Qual è il primo aneddoto che ti viene in mente quando pensi a Gennaro Gattuso?

Ricordo che quando è diventato campione del mondo è venuto a Corigliano portando la Coppa, facendola esporre al Castello. Poi è passato dal nostro Santuario. Mi ha colpito la sua semplicità, ha risposto a tutte le domande che gli si facevano, è riuscito a trasmettere che i sogni si possono realizzare.

È anche famoso per i suoi gesti di solidarietà 

Anche io ho chiesto qualche cosa… lui c’è sempre, noto con molta intelligenza, nel senso che non da soldi direttamente, ma provvede a ciò che serve. Ad esempio, se gli si chiedono strumenti tecnologici per ragazzi bisognosi lui li compra e li porta personalmente o li invia.

Questo è il suo modo di fare solidarietà, ed è stato sempre presente anche in occasione delle feste patronali: quando ci si trovava in Chiesa, dava sempre il suo contributo, si è sempre ricordato della sua Calabria.

Gattuso al comando della nazionale può essere un’occasione per tutta la Calabria?

Io penso che possa dare molto, soprattutto perché trasmette la voglia di andare avanti, di non fermarsi, di lottare. Lui è fatto così, crede che i sogni si realizzino: questo vale prima di tutto per se stesso…da giovane ragazzo del Sud ha riscattato la nostra Calabria ed è diventato un modello per tanti giovani. Penso, quindi, che la sua voglia di fare, di non arrendersi mai possa contagiare i giocatori, creare entusiasmo e far bene alla nostra Italia.

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