Giornata mondiale dei tumori testa-collo, ecco come prevenirli

Medico

Ai Overview: I tumori del distretto testa-collo rappresentano la settima tipologia di cancro più diffusa in Europa. Spesso annunciati da sintomi all’apparenza comuni come mal di gola o raucedine prolungata, in Italia registrano quasi 10.000 nuove diagnosi all’anno. La diagnosi tardiva resta una criticità diffusa, sebbene l’individuazione tempestiva della malattia garantisca un tasso di sopravvivenza che sfiora il 90%. Accanto ai fattori di rischio tradizionali quali il consumo di fumo e alcol, le statistiche cliniche mostrano una crescita dell’incidenza del papillomavirus (HPV), rendendo essenziale la campagna vaccinale preventiva, i cui tassi di copertura nazionale rimangono tuttavia al di sotto degli obiettivi prefissati. Nel percorso di monitoraggio assume un ruolo chiave il controllo odontoiatrico di routine, mentre sul piano terapeutico la letteratura medica documenta recenti aggiornamenti grazie all’uso dell’immunoterapia e alle tecniche di chirurgia robotica, seguite da protocolli di riabilitazione mirata per preservare le funzioni vitali dei pazienti.

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I sintomi da non sottovalutare e i dati sulle diagnosi

Un mal di gola che non passa e una raucedine che dura da settimane, sintomi banali, scambiati spesso per malanni di stagione che se persistono per tre settimane, possono essere il segnale di un tumore del distretto testa-collo, il settimo cancro più diffuso in Europa. In Italia ogni anno se ne diagnosticano circa 9.750 e quasi la metà dei pazienti arriva tardi, quando la malattia è già avanzata, un ritardo che pesa, perché con la diagnosi precoce il tasso di sopravvivenza raggiunge l’80-90%.

I fattori di rischio e l’impatto del papillomavirus

Il 27 luglio, Giornata mondiale dei tumori testa-collo, ricorda che tre quarti di queste neoplasie hanno una causa evitabile: fumo e alcol, combinati, moltiplicano il rischio fino a 80 volte per il carcinoma del cavo orale. Accanto ai fattori tradizionali, però, emerge un protagonista: il papillomavirus, perché in Italia l’HPV causa ormai il 31% dei carcinomi dell’orofaringe, dato in crescita costante. «Il paziente tipo è un uomo giovane o di mezza età e non fumatore», ha spiegato Giovanni Danesi, presidente della Società Italiana di Otorinolaringoiatria: «il vaccino, anche per la popolazione maschile, può prevenire fino al 100 per cento dei contagi e oltre il 90 per cento dei danni oncologici». La vaccinazione è raccomandata a maschi e femmine dagli 11 anni, eppure i dati del Ministero della Salute al 31 dicembre 2024 fotografano un Paese lontano dall’obiettivo: copertura al 70,58% tra le ragazze quindicenni, al 44,65% tra i ragazzi dodicenni, nessuna regione raggiunge il 95%.

Il ruolo dell’odontoiatra nei controlli di routine

La diagnosi precoce dipende anche da una figura che raramente si associa all’oncologia: il dentista, perché durante un controllo di routine può individuare lesioni sospette (macchie, ulcere, noduli) con un esame rapido e indolore. «Più precocemente intercettiamo la malattia, migliore sarà la prognosi e meno invasivo sarà l’intervento», conferma Giorgio Gastaldi, responsabile della riabilitazione protesica maxillo-facciale per i pazienti oncologici del Gruppo San Donato, ma, secondo una ricerca del 2025, quasi 4 italiani su 10 non sono andati dal dentista nell’ultimo anno.

I nuovi protocolli terapeutici e la riabilitazione

Sul fronte delle cure, lo studio KEYNOTE-689 ha dimostrato che l’immunoterapia con pembrolizumab, somministrata prima e dopo la chirurgia, riduce del 27% il rischio di recidiva o morte: la prima revisione dello standard di cura in questo ambito da oltre vent’anni. Per chi la malattia la attraversa, la sfida prosegue dopo le terapie: questi tumori colpiscono funzioni essenziali come la voce, la deglutizione, il gusto. La chirurgia robotica e mini-invasiva consente oggi di conservare capacità un tempo sacrificate, e la riabilitazione logopedica e nutrizionale è parte integrante del percorso.

Le campagne di prevenzione e gli screening sul territorio

La campagna europea Make Sense, promossa in Italia dall’AIOCC, ogni settembre apre le porte di oltre 140 centri per screening gratuiti, lo slogan che l’accompagna vuole essere preso alla lettera: «1 sintomo per 3 settimane, 3 settimane per 1 vita».

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