I 102 anni di Natuzza Evolo, la mistica di Paravati in cammino verso la beatificazione

natuzza evolo

Ai Overview: A centodue anni dalla nascita di Natuzza Evolo, celebrati il 23 agosto a Paravati, la figura della mistica calabrese continua a essere un punto di riferimento per numerosi fedeli. Nata in un contesto di profonda povertà e vissuta affrontando un’esistenza semplice ma caratterizzata da fenomeni che hanno attirato l’attenzione medica ed ecclesiastica, la serva di Dio ha dedicato la propria vita all’ascolto di migliaia di persone. Attualmente, mentre la Villa della Gioia si espande con nuovi servizi socio-sanitari e il santuario diocesano accoglie i pellegrini, la sua causa di beatificazione registra significativi avanzamenti a Roma, con l’imminente nomina di periti chiamati ad analizzare le documentazioni e le testimonianze raccolte.

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La promessa della Villa della Gioia

«Vergine Santa, come vi ricevo in questa casa brutta?». Fortunata Evolo aveva diciannove anni e tre giorni di matrimonio quando pose questa domanda alla Madonna che, raccontò, le era apparsa nella stanza il 17 gennaio 1944. La risposta fu una promessa: una «grande e bella chiesa» e una casa per chi soffre. Oggi quella promessa ha un indirizzo: la Villa della Gioia di Paravati, con il suo santuario da tremila posti.

L’anniversario e i primi fenomeni a Mileto

Domani, 23 agosto, Paravati celebra il 102° anniversario della nascita di Natuzza Evolo, serva di Dio dal 2019, la mistica calabrese che per mezzo secolo ha ricevuto chiunque bussasse alla sua porta. Nata nel 1924 nella Calabria più povera, figlia di un emigrante partito per l’Argentina e mai tornato, cresciuta quasi analfabeta e mandata a servizio a quattordici anni presso la famiglia dell’avvocato Colloca a Mileto, è lì che cominciarono i fenomeni: visioni di defunti descritti con dettagli verificabili, dialoghi in lingue sconosciute, le prime essudazioni ematiche. A diciassette anni venne ricoverata in un ospedale psichiatrico, ma dopo due mesi i medici la dichiararono perfettamente sana.

L’accoglienza dei fedeli e le emografie

Sposò Pasquale Nicolace, ebbe cinque figli, visse tutta la vita nel suo borgo e per decenni accolse centinaia di persone al giorno senza chiedere nulla in cambio. I fenomeni la accompagnarono fino alla morte, il 1° novembre 2009, giorno di Ognissanti: stimmate nella Settimana Santa, bilocazioni, e soprattutto le emografie, preghiere in lingue diverse che si formavano su bende e fazzoletti a contatto con il suo sangue: tutto questo da una donna che non sapeva tenere una penna in mano.

I progressi dell’iter canonico

La causa di beatificazione vive ora un passaggio importante, il 9 maggio scorso, infatti, il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Attilio Nostro, ha confermato che l’iter procede in sintonia con il Dicastero delle Cause dei Santi. La commissione storica è prossima a concludere il suo lavoro, sette teologi si apprestano a vagliare il dossier delle testimonianze, e presto sarà nominato un perito dermatologo per analizzare le emografie, il fenomeno più singolare tra quelli attribuiti alla mistica.

La consacrazione del Santuario

La chiesa che Natuzza diceva voluta dalla Madonna è stata consacrata il 6 agosto 2022 ed elevata a Santuario diocesano il 23 agosto 2024, nel giorno del centenario. Attorno crescono il centro anziani e il centro servizi alla persona, embrioni della cittadella socio-sanitaria che completerà la Villa della Gioia.

I Cenacoli e il testamento spirituale

Tra le eredità più vive della mistica di Paravati ci sono i Cenacoli di preghiera, nati nel 1994 su impulso della stessa Natuzza e oggi diffusi dall’Italia al Canada, dagli Stati Uniti all’Australia. A maggio il debutto al Teatro Rendano di Cosenza dell’opera “Fortunata di Dio” (in tour autunnale a Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia) ha portato la sua vicenda sul palcoscenico. Il vescovo Luigi Renzo, che ne avviò il processo canonico, la descrisse così: «È stata donna, mamma e cristiana, la sua vita è stata una lettera scritta nella sofferenza all’interno della Chiesa». Nel testamento spirituale dettato l’11 febbraio 1998 a padre Michele Cordiano, Natuzza lasciò una promessa: «Vi assicuro che non abbandono nessuno, voglio a tutti bene e anche quando sarò dall’altra parte continuerò ad amarvi e a pregare per voi».

Una risposta

  1. Cara mamma Natuzza in questo giorno del tuo 102 esimo compleanno,ti prego,e ti cerco!i problemi non mancano, e la salute và sempre male!so che mi sei vicina, ti affido i miei dolori! aiutami!😔🙏 amen!

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