I giovani e le istituzioni, tra distanza e disillusione

Istituto Toniolo, il livello di vicinanza della politica ai cittadini è considerato insufficiente dal 34,6% degli intervistati

Le vie istituzionali della politica non scaldano il cuore dei giovani, che faticano a trovare una forma propositiva per percorrerle. Una delle responsabilità maggiori ricade sui partiti e sui movimenti politici che non riescono ad attirarli, né a rappresentarli, anzi spesso non sono proprio considerati capaci d’imprimere un cambiamento nella società.

Un’analisi dell’Istituto Toniolo, sul rapporto tra i giovani e le istituzioni in Italia, evidenzia la forte disillusione verso le forze politiche: il loro livello di vicinanza ai cittadini è considerato insufficiente dal 34,6% dei giovani intervistati e appena sufficiente da una quota assai simile.

Le compagini governative sono quelle giudicate nel modo più severo, perché – come sostiene il demografo Alessandro Rosina – i giovani non riescono a percepire il loro impegno per imprimere un cambiamento al paese, né valutano convincenti le opportunità che esse mettono a disposizione. Sentendosi svantaggiata rispetto alle generazioni precedenti, la nuova generazione attribuisce la responsabilità principale alle forze a cui è affidato il compito di governo.

L’indagine presenta poi due ulteriori aspetti rilevanti, che marcano la difficoltà dei partiti a “farsi rappresentanti”.

Da un lato, tra i giovani si attenua, in modo significativo, la differenza tra destra e sinistra: il 61,5% sostiene che tale distinzione sia oggi superata. Allora, categorie ideologiche che hanno caratterizzato un’epoca storica e che ancora hanno un significato per le persone oltre i 40 anni, non dicono molto a chi è under 30. Così per qualificarsi i partiti dovrebbero adottare linguaggi politici nuovi.

Dall’altro lato, una parte dei giovani subisce il fascino di forze populiste, perché sono quelle che strutturalmente criticano l’establishment e quindi si propongono un cambiamento, magari poi senza indicare lo scenario conseguente alle scelte. Le sirene del populismo sono attraenti tra i giovani con un profilo formativo più basso. L’indagine del Toniolo illustra le variabili, che influenzano il loro orientamento: la conservazione dei valori tradizionali o la chiusura al fenomeno migratorio.

Invece anche se rimane poco appassionata alla politica, la maggioranza dei giovani con titoli di studio medio-alti conserva la fiducia verso le istituzioni, e appare meno vincolata ai valori tradizionali e più favorevole all’ingresso dei migranti.

Il deficit di rappresentanza da parte dei partiti andrebbe colmato, perché in una democrazia il loro ruolo è proprio quello di essere una cinghia di trasmissione tra la società civile e le istituzioni politiche. Se non si ravviva questo legame in special modo con le nuove generazioni è la qualità complessiva della vita democratica a risentirne.

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