Il dialogo e le donne, una serata per riscoprire il valore della parola

Maria Ausiliatrice

Sabato 28 marzo l’Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice di Reggio Calabria ospiterà un incontro dedicato alla riflessione sul linguaggio e sul ruolo della donna nella società contemporanea. L’iniziativa, promossa dal Centro giovanile salesiano Athenas e dalle realtà oratoriane cittadine, si configura come una celebrazione posticipata della Giornata Internazionale della Donna. Attraverso gli interventi di esperti del settore della comunicazione e momenti di condivisione comunitaria, l’appuntamento mira ad analizzare come le scelte lessicali e l’uso consapevole delle parole possano incidere sulla percezione della realtà quotidiana.

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L’iniziativa posticipata per la Giornata della Donna

Sabato 28 marzo, alle ore 19:00, i locali dell’Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice, in Via Maria Ausiliatrice, apriranno le porte per una celebrazione posticipata della Giornata Internazionale della Donna, intitolata «Non è mai troppo tardi per una Parola disarmata e una testimonianza disarmante». L’evento è organizzato dal Centro giovanile salesiano Athenas e dalle associazioni oratoriane di Reggio Calabria. Il programma della serata si apre con la presentazione affidata a Mariolina Sarica e il saluto della Direttrice, Suor Franca Bucci.

Il peso delle parole e il ruolo nella società

A seguire, don Davide Imeneo, direttore di Avvenire di Calabria e founder di Acutis Ai, interviene sul tema «l’importanza della comunicazione», portando la prospettiva di chi con le parole lavora ogni giorno, misurandone il peso e la portata. La riflessione prosegue
con la proiezione del video dedicato a Teresa Neri, «Una di noi per sempre», a cura di S. Marino, figura che resta impressa nella memoria della comunità. La Dott.ssa Eva Giumbo, giornalista RTV ed esperta in comunicazione, prende poi la parola per affrontare un nodo che riguarda tutti: «Quando il linguaggio fa la differenza». Un intervento che promette di mettere a fuoco quanto le scelte lessicali influenzino la percezione della realtà, soprattutto quando si parla di donne e del loro ruolo nella società.

Dialogo aperto e momenti di convivialità

La serata proseguirà poi con gli interventi liberi per offrire a chiunque la possibilità di aggiungere la propria voce, trasformando l’incontro in un dialogo aperto. A chiudere il
programma, il canto degli oratoriani con «La mia storia nasce qua» e un saluto
ricreativo che invita a restare, a condividere un momento conviviale. L’ingresso è libero. Non servono prenotazioni, non servono inviti formali: basta presentarsi ed utilizzare le parole come strumenti di incontro, di ascolto, di riconoscimento. Un buon motivo, forse, per uscire di casa e trascorrere un sabato sera diverso.

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