Il grande cuore dell’Avis batte anche contro il virus

Una grande forza e determinazione ma non lontano dalla competenza, Avis cerca di rappresentare sul territorio la grande scelta donazionale che i donatori di sangue compiono giornalmente. Un’associazione grande in continua evoluzione che si riconosce nell’obbligo di mantenere un attaccamento forte e importante con il nostro territorio e soprattutto con il donatore e che deve seguire il più possibile quella che è l’evoluzione sociale.

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Non si può non fare un riferimento alla pandemia e finita la pandemia nessuno di noi avrà più lo stesso metro di misura lo stesso rapporto con la società con le istituzioni con quanto riguarda anche l’essere volontari e rendersi disponibili per gli altri. Pertanto siamo chiamati a cambiare siamo chiamati a modificare i nostri comportamenti, divenire più essenziali e più diretti però per fare questo bisogna conoscere perfettamente la realtà nella quale viviamo e avere tutti gli strumenti possibili per analizzarla. E ‘indispensabile prima di tutto conoscere e avere la capacità di confrontarsi con gli altri, l’ Avis è una realtà che guardando a fondo nella propria storia ha potuto nel tempo autoalimentarsi ma anche esperienze come quelle della pandemia ci hanno insegnato che è necessario imparare a confrontarsi con le altre realtà del territorio e sviluppare la capacità di imparare a costruire secondo nuovi criteri e nuovi orizzonti un nuovo modo per stare insieme e per raggiungere l’obiettivo, il bene comune e diritti fondamentali dell’ individuo quali la tutela alla salute ci pongono nella condizione di prestarci e di donarci affinché una singola donazione di sangue sia sufficiente a reggere il nostro sistema trasfusionale. I donatori di sangue rappresentano una grande risorsa sul nostro territorio che in maniera volontaria anonima decidono in maniera consapevole a autentica di donarsi decidono in maniera assolutamente libera di rappresentare la speranza verso gli ultimi verso gli ammalati.

Ad oggi non esiste ancora un modo diverso di poter sostituire la trasfusione di sangue con altro scientificamente e artificialmente creato si può trasmettere la vita all’ ammalato soltanto attraverso la scelta donazionale e personale. La pandemia ci ha costretti ad accettare un adeguamento che facesse del cambiamento la nostra nuova chiave di lettura che nei modi di vivere ha necessariamente anche portato a far divenire il donatore di sangue un’ulteriore risorsa infatti attraverso la donazione del plasma iperimmune si può trasmettere la possibilità di guarire da parte di chi contraendo il COVID-19 si trova a combattere in terapia intensiva per la vita. Oggi come in passato il donatore di sangue sviluppa anticorpi della solidarietà adeguandosi perfettamente a quelle che sono i cambiamenti in ambito sociale, oggi come in passato garantisce che persone affette da malattie croniche possano tornare ad avere una vita normale, particolare riferimento sono i talassemici che attraverso la trasfusione di sangue periodica da cui sono necessariamente dipendenti, trovano la propria nella vita sotto una forma più equilibrata e stabile.

Le carenze di sangue nella nostra provincia ci costringono a tenere sempre alta l’attenzione verso la necessità di sostenere i nostri ospedali e attraverso le unità di sangue raccolte. Avis come associazione ama stare accanto ai nostri donatori perché rappresentano il patrimonio indispensabile per la vita di tanti. Un patrimonio da riguardare e preservare e ancora di più da seguire come esempio perché nella lotta contro il COVID-19 il donatore di sangue ha sostituito la diffidenza e l’indifferenza verso il prossimo con la forma più alta di altruismo e di fratellanza, ha scelto di non abbandonare la propria scelta, ha scelto di continuare a donarsi.

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