Avvenire di Calabria

Il messaggio del presule è stato tradotti in inglese e proposto in Lingua dei segni

Il messaggio ai turisti del vescovo di Rossano-Cariati Aloise

di Redazione web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il messaggio ai turisti del vescovo di Rossano-Cariati Aloise. Un messaggio rivolto ai turisti e ai fedeli per questa estate 2021. Arriva dall'arcivescovo di Rossano-Cariati, monsignor Maurizio Aloise nella lettera che è stata tradotta in lingua inglese, ma anche nella lingua italiana dei segni. Alle soglie di questa estate che giunge dopo due anni di fatiche e paure dettate dalla pandemia che ci ha fiaccati nel corpo e nello spirito, voglio rivolgervi - così Aloise ai turisti e ai fedeli - un pensiero di augurio e speranza, affinché il periodo vacanziero possa essere un momento di “rinascita”».

«Innanzitutto - è il messaggio del vescovo - a quanti si accingono a trascorrere nelle nostre comunità il periodo del meritato riposo rivolgo il mio più caloroso benvenuto. Grazie per aver scelto questa nostra terra, da sempre improntata all’accoglienza e all’ospitalità. Una terra ricca di tesori di una bellezza preziosa, come il patrimonio naturalistico e il mare cristallino, una bellezza ambientale che abbraccia e incornicia quelle che sono le nostre ricchezze artistico culturali, dal Codex Purpureus Rossanensis al Castello Ducale, dal centro storico di Cariati alla riserva naturale del Lago di Tarsia».

«Questo periodo - è ancora il messaggio - sia per tutti voi un momento di riposo e di svago, ma anche di riflessione. Il mio invito è quello di dare valore a questo tempo. Messi da parte i ritmi frenetici del vivere quotidiano fermiamoci un istante per guardare in noi stessi, per riscoprire il nostro “io” autentico, per riappropriarci della nostra dimensione umana e cristiana, dei nostri spazi di vita, in famiglia e con gli amici».

La pandemia, ancora le parole di monsignor Aloise, «ha rappresentato e rappresenta un periodo di prova, ma da tanto dolore dobbiamo saper trarre quanto di positivo abbiamo imparato: la solidarietà, la vicinanza all’altro e il prendersi cura gli uni degli altri. Ecco perché nel contesto di uno svago giusto e meritato non dobbiamo dimenticare di osservare quelle regole che renderanno il nostro ritorno a casa più sereno e tranquillo».

Poi l'invito a curare «l’anima e il corpo con il riposo e la voglia di riprendere il cammino della vita, con quella speranza e quella gioia che ogni cristiano sa coltivare nel proprio intimo».

La lettera del vescovo di Rossano- Cariati prosegue con «un benvenuto di cuore anche a tutti coloro i quali, lontani per lavoro dalla propria terra di origine, tornano “a casa” per riabbracciare gli affetti e riappropriarsi del calore delle proprie comunità. Un grazie va a chi in questa estate non andrà in vacanza, ma anzi metterà al servizio degli altri il proprio lavoro. Penso ai medici e a tutti gli operatori sanitari, ancora in prima linea a combattere il virus, i quali con abnegazione e tra le difficoltà che conosciamo non lasciano da solo chi ha bisogno di assistenza».

«Un grazie anche a tutti gli operatori turistici, che dopo un anno difficile - ancora le parole del presule - si sono rimessi in gioco per offrire l’accoglienza migliore ai loro ospiti. A loro l’invito di trasmettere tutto il calore e l’affetto di cui le nostre realtà sono capaci, con la speranza che ci sia un giusto riconoscimento economico per tutti i lavoratori di questo importante settore, bandendo ogni forma di sfruttamento».

«A voi miei cari figli della Chiesa di Rossano Cariati, infine,  l’augurio di trovare il giusto ristoro dopo un anno di fatica, per ritrovarci dopo le meritate ferie, rigenerati e ancora più uniti, pronti a condividere il cammino pastorale che ci attende».

Articoli Correlati

È iniziato il palio di Motta San Giovanni

È iniziato il palio di Motta San Giovanni

Dopo lo stop causato dall’emergenza pandemica, il paese del basso jonio reggino si trasformerà in un borgo medievale. «Siena ci fa un baffo» commentano ironicamente gli organizzatori.

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.