Il pellegrinaggio diocesano di Reggio Calabria tra i luoghi di Padre Pio

I partecipanti al pellegrinaggio parrocchiale

Dal 17 al 19 aprile scorsi, un gruppo di fedeli dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova ha partecipato a un pellegrinaggio diocesano attraverso i luoghi sacri di Bari, Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo. Promosso dall’Ufficio Pellegrinaggi e guidato da don Ivan Iacopino e don Angelo Casile, l’itinerario ha coinvolto le comunità di diverse parrocchie del territorio. La tre giorni ha alternato i momenti di preghiera comunitaria e le celebrazioni eucaristiche alle visite guidate nei luoghi simbolo della fede pugliese, rappresentando per i partecipanti un’occasione concreta di fraternità, condivisione e riflessione spirituale.

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La partenza e la tappa nella città di Bari

Dal 17 al 19 aprile scorsi, un gruppo di fedeli della Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, provenienti soprattutto dalle zone di Brancaleone, Bova Marina, Condofuri, Marina di San Lorenzo, Pellaro e Reggio Calabria, ha compiuto il pellegrinaggio diocesano a Bari, Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo. L’iniziativa, organizzata dall’Ufficio Pellegrinaggi dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, è stata guidata dal direttore dell’ufficio, don Ivan Iacopino, insieme a don Angelo Casile. Il viaggio ha preso avvio venerdì mattina, alle prime luci dell’alba, con il pullman che ha raccolto i partecipanti lungo l’asse diocesano. La prima tappa significativa è stata Bari, dove il gruppo ha visitato la città vecchia e la basilica di San Nicola; nel pomeriggio, all’interno della basilica, è stata celebrata l’Eucarestia, presieduta da don Angelo Casile. Poi, conclusa la sosta barese, i pellegrini hanno raggiunto San Giovanni Rotondo per il pernottamento.

La visita a Monte Sant’Angelo e sui luoghi di Padre Pio

Il cuore spirituale del pellegrinaggio si è dispiegato nel corso della giornata di sabato, la mattinata ha portato il gruppo a Monte Sant’Angelo, sul promontorio del Gargano, dove sorge il santuario dedicato all’arcangelo Michele. Dopo una visita guidata dei luoghi, i pellegrini si sono raccolti in preghiera nell’antica grotta che la tradizione indica come il sito in cui l’arcangelo sarebbe apparso, consacrando quel luogo con la sua presenza…proprio in quella grotta, affiancati dalla comunità francescana che regge il santuario, è stata celebrata la santa messa. Nel pomeriggio il cammino è proseguito a San Giovanni Rotondo, dove il gruppo ha ripercorso i luoghi legati alla vita di padre Pio, accompagnato dalla guida offerta dal santuario. Il percorso si è svolto attraverso una catechesi itinerante, che ha condotto i pellegrini fino alla basilica inferiore di San Pio, dove è custodito il corpo del santo…lì ciascuno si è fermato in preghiera personale silenziosa, ognuno con le proprie intenzioni.

La fiaccolata mariana e la conclusione dell’itinerario

La serata ha offerto un ulteriore momento di partecipazione comunitaria. Alle ore 21.00, il gruppo ha preso parte alla fiaccolata mariana del santuario: alcuni componenti hanno prestato servizio attivo nella recita del santo rosario e nel trasporto dell’immagine della Madonna delle Grazie lungo il percorso della processione. Domenica mattina, prima del rientro a casa, i pellegrini hanno percorso la via crucis e partecipato alla santa messa nella nuova basilica di San Pio, dove il pellegrinaggio si è formalmente concluso.

Il bilancio dell’esperienza spirituale condivisa

Tre giorni attraverso tre luoghi che custodiscono tradizioni di devozione antiche e radicate — la tomba di un vescovo orientale a Bari, la grotta di un arcangelo sul Gargano, il convento di un frate cappuccino del Novecento — e che ogni anno continuano ad attrarre fedeli da ogni angolo del mondo. Il pellegrinaggio diocesano, pensato come occasione di crescita spirituale e fraternità tra le comunità della diocesi, ha confermato ancora una volta quanto queste esperienze condivise conservino una loro forza particolare: la strada percorsa insieme, le celebrazioni nei luoghi della fede, i momenti di silenzio personale che si intrecciano con la preghiera comune…un cammino che, come sempre accade in queste circostanze, non si esaurisce del tutto con il ritorno a casa.

2 risposte

  1. Esperienza di arricchimento spirituale e sociale, luoghi significativi e ricchi di spiritualita”. Complimenti e grazie ai lungimiranti organizzatori.

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