La Fip: "migranti nelle palestre è un abuso"

“La palestra Viola, ‘scatolone’, continua ad essere occupata dai profughi, diventata ormai una struttura da vandalizzare e nella quale non è più possibile svolgere attività di pallacanestro. La palestra della scuola media di Archi, invece, ogni giorno è invasa ‘abusivamente’ dai profughi ospitati nella sede dell’ex Università. Sono state forzate e rotte porte e chiusure della struttura. Tutti stanno a guardare nel silenzio più assoluto, autorizzando così colpevolmente un abuso ed un reato perseguibile da parte degli organi competenti”. Lo scrive in una nota il presidente del comitato regionale della Federazione italiana pallacanestro Sandro La Bozzetta. “E’ assurdo ed inqualificabile che sia i commissari che l’attuale amministrazione, in tutti questi anni, non siano stati in grado – prosegue La Bozzetta – di reperire strutture adeguate. Eppure in città, a Pellaro, Catona e Gallina esistono valide strutture che possono essere utilizzate per tali iniziative umanitarie ma che, inspiegabilmente, vengono ignorate”. Secondo il presidente del comitato regionale della Fip, “a Reggio si sta facendo il possibile per fare morire il basket, disciplina che è espressione di sacrifici personali da parte di dirigenti che amano questo sport e a cui oggi viene colpevolmente vietata la pratica sportiva. La pallacanestro non merita tanta ignavia da parte degli Amministratori. Ci ribelliamo con forza a questa ‘vergogna’ e – prosegue La Bozzetta – sollecitiamo immediati interventi da parte dell’amministrazione e degli organi competenti. Non è più possibile assistere inermi a queste situazioni che mortificano tutti noi e quanti amano con passione lo sport”. Domani, venerdi 9, a piazza Italia – è scritto nella nota – alle ore 10.00, questo Comitato intende promuovere una manifestazione con società, dirigenti, atleti e bambini per una forte protesta che possa sensibilizzare gli Enti responsabili.“Sarà anche l’occasione – conclude La Bozzetta – per evidenziare la mancata assegnazione da quasi due anni delle palestre scolastiche le quali, paradossalmente, sono utilizzate dagli alunni delle scuole ma non sono “agibili” per i ragazzi delle Società”.

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