L’attualità della poesia di Giuseppe Ungaretti tra i banchi di scuola e la ricerca di senso

Ungaretti foto archivio Avvenire

A cinquantasei anni dalla scomparsa di Giuseppe Ungaretti, avvenuta il primo giugno del 1970, l’analisi della sua opera poetica offre ancora spunti di indagine sulla condizione umana, segnata dalla fragilità e dalla costante ricerca di risposte. Il vissuto personale dell’autore, caratterizzato in modo particolare dall’esperienza diretta della trincea sul fronte del Carso durante il primo conflitto mondiale, si traduce in una produzione letteraria incentrata sull’essenzialità della parola. Questo approccio, unito al successivo percorso spirituale e alla riscoperta della fede, fa sì che i testi di Ungaretti mantengano una loro validità descrittiva anche nel contesto contemporaneo, diventando uno strumento impiegato nelle aule scolastiche per affrontare con i giovani temi complessi quali la paura, la solitudine e il bisogno di fraternità.

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La precarietà dell’esistenza e la ricerca dell’assoluto

Sono trascorsi 56 anni dalla morte di Giuseppe Ungaretti, avvenuta a Milano il 1° giugno del 1970, il suo ricordo continua ad accostare le fragilità dell’uomo alle domande sul senso profondo della vita, nel senso che quest’ultime possono essere espresse attraverso un linguaggio semplice, senza impoverire la lingua e senza ridurre la forza del messaggio che si vuole trasmettere…la poesia di Ungaretti, infatti, è un invito a essere responsabili e a non cedere alla fretta e alla superficialità. I viaggi che ha compiuto durante la sua vita gli hanno permesso di crescere attraverso il confronto con culture diverse…per il poeta, “il viaggio”, è stata una vera e propria esperienza di ricerca che ha permesso alla sua poesia di arricchirsi anche grazie agli incontri che hanno costellato il suo percorso, sino a giungere allo scoppio della Prima guerra mondiale: poi, la vita della trincea, vissuta da soldato sul fronte del Carso, ha inciso profondamente nella sua poesia, tanto da iniziare a raccontare l’uomo nella sua precarietà dinnanzi alla paura e alla morte. «Porto sepolto» e «Allegria» sono due raccolte di poesia in cui la guerra fa emergere la debolezza e la precarietà dell’esistenza umana, così il bisogno di fraternità diviene una delle poche reazioni possibili all’orrore vissuto…il messaggio di Ungaretti rimane attuale proprio perché può ancora parlare a un mondo che continua a essere attraversato da quei conflitti che privano l’uomo delle sue sicurezze. La raccolta «Sentimento del tempo» esprime il legame venutosi a creare tra la sua ricerca poetica e la riscoperta della fede che alimenta la sua crescente sete spirituale e lo spinge a confrontarsi con il senso dell’assoluto e la finitezza dell’essere umano: il suo cammino interiore resta sempre caratterizzato da una tensione di fondo che lo rende più credibile…l’essenzialità di Ungaretti diventa il modo con cui il poeta prova ad avvicinarsi a ciò che conta davvero, abbandonando il superfluo e tenendo per sé soltanto ciò che è in grado di resistere.

Il valore formativo e l’attualità didattica

Ungaretti, ancora oggi, continua ad essere studiato nelle aule scolastiche, i suoi testi brevi e immediati invitano gli studenti a fermarsi e a riflettere sulle sue parole perché offre l’occasione di comprendere che la poesia può essere un modo per dare nome alla paura e alla solitudine, ma anche alla fraternità e al desiderio di fare chiarezza nella propria esistenza…è un poeta indispensabile, soprattutto nel periodo storico in cui viviamo.

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