L’eredità di Baden-Powell, il movimento scout nel corso di un secolo

Robert Baden Powell in uniform of the South African Constabulary Wikicommons

Ai Overview: Nell’agosto del 1907, l’ex ufficiale britannico Robert Baden-Powell organizzò il primo raduno scout sull’isola di Brownsea, riunendo venti ragazzi di diversa estrazione sociale. Nel corso dei decenni, il progetto educativo si è ampliato su scala globale, strutturandosi anche in ambito cattolico grazie all’opera di figure come il gesuita francese Jacques Sevin. In Italia, le attività subirono la soppressione durante il fascismo, ma proseguirono clandestinamente attraverso l’opera delle Aquile Randagie, che contribuirono anche al salvataggio di numerosi perseguitati politici. Attualmente, il movimento conta oltre cinquanta milioni di iscritti nel mondo, e recenti indagini demoscopiche evidenziano una correlazione tra la partecipazione alle attività scoutistiche e un maggiore impegno civico nell’età adulta.

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Il primo campo sperimentale a Brownsea

Il 1° agosto 1907, su un’isoletta nel porto di Poole, nel Dorset, un ex ufficiale dell’esercito britannico soffiò in un corno d’antilope kudu catturato in Africa, era Robert Baden-Powell, e quel suono chiamò a raccolta venti ragazzi tra i dieci e i sedici anni per un campo sperimentale di otto giorni sull’isola di Brownsea, undici di loro venivano dalle scuole d’élite di Eton e Harrow, dieci dalla Boys’ Brigade di Bournemouth e Poole. La quota di partecipazione era calibrata sui mezzi delle famiglie: una sterlina per i figli dei benestanti, tre scellini e sei pence per gli altri. Nell’Inghilterra edoardiana, rigidamente classista, farli dormire sotto la stessa tenda era un gesto in controtendenza.

I ragazzi furono divisi in quattro pattuglie, Lupi, Tori, Chiurli e Corvi. Si alzavano alle sei, pregavano, facevano colazione alle otto, poi si cimentavano in tecniche di osservazione, orientamento, primo soccorso, cucina da campo. La sera, attorno al fuoco, Baden-Powell raccontava le sue esperienze africane e intonava il canto zulu Ingonyama.

Lo sviluppo dello scoutismo cattolico

La giornata di Brownsea si apriva e si chiudeva con la preghiera, Baden-Powell stesso, in un discorso del 1926, rispose così a chi gli chiedeva che cosa c’entrasse la religione con il suo movimento: «La religione non ha bisogno di “entrarci”, perché è già dentro!»…papa Francesco citò queste parole incontrando l’AGESCI in piazza San Pietro nel giugno 2015.

Fu un gesuita francese, Jacques Sevin, a dare forma compiuta all’incontro tra metodo scout e fede cattolica, quando conobbe Baden-Powell nel 1913, ne colse l’intuizione pedagogica e nel 1920 fondò gli Scouts de France, rileggendo Legge e Promessa in chiave evangelica. Al primo Jamboree mondiale, insieme al conte romano Mario di Carpegna, diede vita al Segretariato mondiale dello scautismo cattolico. Benedetto XVI lo dichiarò Venerabile nel 2012 e il 13 dicembre 2025, nella basilica di Notre-Dame a Parigi, sono stati beatificati cinquanta cattolici francesi uccisi tra il 1944 e il 1945 in odio alla fede: tra loro diversi giovani degli Scouts de France, arrestati per la loro attività cattolica e morti nei campi di concentramento.

Gli anni della clandestinità in Italia

In Italia lo scoutismo cattolico nacque nel 1916 con l’ASCI, quando il fascismo lo soppresse, nel 1928, un pugno di ragazzi a Milano e Monza rifiutò di piegarsi. Le Aquile Randagie, guidate da Giulio Cesare Uccellini e don Andrea Ghetti, mantennero viva l’attività clandestina per diciassette anni, così dopo l’8 settembre 1943 fondarono l’OSCAR, che portò in salvo in Svizzera oltre duemila perseguitati, tra cui Indro Montanelli. Monsignor Montini, futuro Paolo VI, aveva esortato Ghetti a conservare il metodo e lo spirito dello scoutismo nella prospettiva di un futuro libero.

La rilevanza sociale del movimento oggi

Oggi il movimento conta oltre cinquanta milioni di iscritti in 176 paesi, si pensi che in Italia l’AGESCI riunisce 183.000 soci, di cui 150.000 ragazzi. Uno studio pubblicato nel giugno 2026 da Scouting America su oltre tremila adulti ha riscontrato che chi ha completato il percorso scout riporta livelli assai più bassi di solitudine e più alti di impegno civico rispetto ai coetanei. La scommessa di Brownsea conserva una sua ostinata attualità: mettere insieme ragazzi diversi, farli dormire sotto le stelle, insegnare loro a servire gli altri…e pregare, al mattino e alla sera.

16 risposte

  1. Sono entrato all’età di 7 anni nell’ asci ho percorso tutto il cammino fino alla firma della carta del Clan posso dire che sognando sotto le stelle nel fuoco di bivacco ho scelto impegno civico anche se certe scelte nel sociale mi sono costate sacrifici e dolore ma sono contento di essere stato Boy Scout e sogno nell’aldilà di fare un grande fuoco con Baden Powell e tutti gli Scout del mondo

  2. Ho 83anni ed ho iniziato la mia vita scout da lupetto e l’ho conclusa con la partenza da rover.
    Lo scautismo mi ha formato ed il suo spirito mi ha sempre sostenuto nel corso della mia vita.
    Estote parati

  3. Paola moglie di Mario favaretto mancato a 73 anni e scout da quando aveva 8 anni.E’ ricordato come grande capo fondato 4 gruppi ora treviso 4 continua.2 figli e tre nipoti tutti scout.

  4. Lo scoutismo è un metodo di vita. Votato all’ essenzialità il superfluo è zavorra. Come i nostri politici che vergogna, noi scouts siamo abituati ad andare controcorrente.

  5. Grande movimento associazionistico è stato ed è quello scautistico.
    Messaggio pedagogico attualissimo perché riguarda l’uomo al momento del passaggio dall’adolescenza all’età adulta e si fonda sulle buone relazioni e sull’aiuto agli altri, a chi ne ha più bisogno, a chi è in difficoltà.
    La Buona azione dello Scout così come da Promessa scout.

  6. Egregio Imeneo lei ha dimenticato di raccontare che in Italia, come nel resto del mondo, lo scoutismo nasce e generalmente è laico. In Italia lo Scautismo ufficialmente nasce nel 1912 con il Cngei ad opera di Carlo Colombo.

  7. Articolo snello,esaustivo e…..
    cattolico,ovviamente!
    Ma cosa è rimasto di xno nell’AGESCI? Ben poco.
    Lo scoutismo è un metodo educativo valido in se e per se.
    Peccato che l’AGESCI si stia svuotando della sua specifica connotazione cattolica.

  8. quando la religione è già dentro la rispetterei ; quando è fuori avrei lo stesso rispetto silenzioso , cordiale e sincero SENZA PASTORALE perché il pastore non è un vero testimone educatore ma uno che governa e fa pascolare per mungere le pecore e vendere gli agnelli vivi o morti. Scrivo da ex capo scout,con campo scuola di primo e secondo tempo ; non esiste un pastor bonus , solo qualche prete più tollerante perché più intelligente e buono di cuore

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