Nella Piana di Gioia Tauro, terra fertile e allo stesso tempo segnata da profonde contraddizioni sociali, il lavoro agricolo continua a reggersi sulle spalle di centinaia di migranti. Uomini e donne che arrivano soprattutto durante i mesi della raccolta, trovando spesso come unico riparo le tendopoli e gli insediamenti informali di Rosarno e San Ferdinando.
Tra gli invisibili della Piana, una presenza silenziosa e quotidiana
Accanto a queste realtà, da anni, c’è una presenza che non si limita a rispondere all’emergenza, ma prova a costruire relazioni e percorsi di dignità: è la Caritas diocesana di Oppido-Palmi, con la mensa dei migranti e una presenza quotidiana nella tendopoli.

Nel nuovo episodio di Good Morning Calabria, il podcast di Avvenire di Calabria, ne abbiamo parlato con il diacono Michele Vomera, direttore della Caritas diocesana, che racconta come questa esperienza sia nata nel 2020 grazie all’8xmille, nel pieno della pandemia, e non si sia mai fermata. Ogni settimana vengono preparati centinaia di pasti, ma attorno a quel cibo si costruisce molto di più: ascolto, fiducia, accompagnamento.
Uno spazio di incontro e relazioni
La mensa diventa così uno spazio di incontro, dove i volontari non sono semplici operatori, ma volti riconosciuti, chiamati per nome. Un luogo in cui il bisogno materiale si intreccia con quello, spesso più profondo, di essere visti e considerati persone.
PER APPROFONDIRE: Le volontarie del Servizio Civile preparano i pasti per la Tendopoli
Nel podcast si affronta anche il tema della tendopoli di San Ferdinando, una ferita ancora aperta, nonostante annunci di superamento e interventi istituzionali. Per Vomera, la questione centrale resta quella abitativa: senza soluzioni concrete, l’accoglienza rischia di rimanere sospesa tra emergenza e precarietà.
La lavanderia donata da Papa Francesco
Accanto alla mensa, la Caritas ha attivato nel tempo altri servizi essenziali, come il presidio nella tendopoli e una lavanderia donata dal compianto Papa Francesco, segni semplici ma fondamentali per restituire dignità a chi vive in condizioni difficili. Un lavoro quotidiano, spesso lontano dai riflettori, che coinvolge parrocchie, volontari e comunità dell’intera diocesi.
Sedici anni dopo la rivolta di Rosarno, ecco cosa è cambiato
A sedici anni dalla rivolta di Rosarno, qualcosa nel territorio è cambiato, soprattutto nella consapevolezza e nelle condizioni di lavoro, ma la strada resta lunga. Per questo, raccontare queste esperienze significa guardare oltre i titoli di cronaca e rimettere al centro le persone e le responsabilità condivise.
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