Messico: in fuga dal Chiapas in Guatemala per evitare i cartelli criminali. Mons. Calderón (Tapachula) : “Da Guardia nazionale ed esercito indifferenza e apparente complicità”

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Una clamorosa “inversione” rispetto alla realtà quotidiana. Se, solitamente, le autorità messicane cercano di limitare il flusso continuo di migranti dalla frontiera del Guatemala, in questi giorni 600 messicani residenti nello Stato del Chiapas sono fuggiti nel vicino Guatemala per fuggire la violenza dei gruppi criminali, tanto che le autorità guatemalteche si stanno adoperando per dare loro accoglienza. In particolare, i reclutamenti forzati da parte dei cartelli, pienamente padroni del territorio, e gli sfollamenti di popolazione civile, hanno spinto decine di famiglie ad attraversare il confine meridionale del Messico e a cambiare Paese. Il livello violenza, per gli scontri tra il cartello di Sinaloa (Los Chapitos) e il cartello di Jalisco Nueva Generación sta raggiungendo livelli non più tollerabili, in particolare nel territorio della Sierra Foranía. Rispetto a tale situazione, interviene con forza l’amministratore apostolico di Tapachula (la diocesi frontaliera del Chiapas), e arcivescovo eletto di León, mons. Jaime Calderón Calderón: “La presenza permanente dei cartelli della droga che contendono il territorio della Sierra Foranía, andando e venendo per tutto il territorio, ha cambiato completamente la vita dei nostri fratelli e sorelle della Sierra”. Il tutto, “davanti all’indifferenza e all’apparente complicità della Guardia nazionale e dell’Esercito messicano, con la compiacenza di un Governo Federale e Statale che, sostenendo di ignorare o di avere un’immagine diversa della situazione, danno ordini all’Esercito e alla Guardia Nazionale di essere presenti nel territorio senza intervenire per proteggere la popolazione”. Il vescovo prosegue con un appello: “Fratelli dell’autorità civile ai diversi livelli di governo, stiamo ancora aspettando che interveniate per fare ciò che vi spetta per legge: ristabilire lo stato di diritto nelle nostre comunità. Cosa dovete fare per uscire dall’indifferenza e difendere le persone che vi hanno affidato il loro voto affinché vi occupiate di loro? Per quanto tempo ancora vivrete cercando di nascondere una triste e dolorosa realtà che ci portiamo dietro giorno dopo giorno?”.

 

Fonte: Agensir
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