Minori: chiusura asilo Sant’Egidio a Roma. Palaia (Agesc), “mancanza di finanziamenti stabili espone scuole paritarie a precarietà e penalizza accoglienza e inclusione”

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“Non può che lasciare sgomenti l’insensibilità della giunta comunale capitolina che, sollecitata per due anni ad aprire un bando per la sottoscrizione di nuove convenzioni, è rimasta inerte condannando la struttura alla chiusura e le famiglie a trovare un’altra collocazione ai bambini”. Così Umberto Palaia, presidente nazionale Agesc, commenta la notizia della definitiva chiusura, per la mancata convenzione con il Comune di Roma, dell’asilo “I colori della pace” fondato nel 2007 a Trastevere dalla Comunità di Sant’Egidio e che attualmente ospitava 36 bambini italiani e stranieri tra 0 e 6 anni ed era diventato un modello di accoglienza e integrazione.
“Un modello virtuoso di sostegno alla genitorialità e di educazione alla convivenza e all’inclusione”, afferma Palaia in una nota. “E’ l’ennesimo esempio – sottolinea – di come la mancanza di una politica chiara, che tenga nell’unico sistema formativo nazionale anche le strutture non gestite direttamente dallo Stato, penalizzi le esperienze virtuose che nascono per iniziativa di chi ha a cuore il bene comune, a partire da quello dei minori e delle loro famiglie”. Per il presidente Agesc, “la mancanza di misure finanziarie adeguate e stabili espone le scuole cattoliche ad una precarietà cronica e alla soggezione alla volontà politica di turno. Chi svolge un servizio pubblico meritorio non può essere lasciato solo a fronteggiare le difficoltà di una gestione onerosa rivolta alla generalità dei cittadini”. Di qui, ancora una volta, la richiesta di “un intervento legislativo serio che partendo dall’ascolto delle istanze dei gestori e delle famiglie delle scuole paritarie ponga rimedio ad una situazione che, lungi dal favorire l’accoglienza e l’educazione per tutti, limita al contrario l’opportunità di accedere ad esperienze formative scelte in piena libertà”.

Fonte: Agensir
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