Monsignor Morosini: «La comunità non va mai in crisi»

Ambiti di impegno comune nei quali individuare azioni concrete. Il programma della Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali per questo nuovo anno pastorale 2018/19 parte da qui. Nel primo incontro, lo scorso 21 ottobre, alla presenza dell’arcivescovo Giuseppe, e da lui sollecitati a contribuire, come laicato associato alla costruzione degli obiettivi di un programma dedicato ancora al tema della Comunione ecclesiale, e in particolare delle relazioni, i rappresentanti delle associazioni si sono confrontati sugli spunti di riflessione offerti dal convegno ecclesiale diocesano di settembre per tracciare le linee di una progettazione condivisa. «Non si tratta di fare cose nuove, ma di mettere in crisi il concetto che abbiamo di Chiesa – ha detto l’arcivescovo introducendo l’incontro – Se, per comodità, siamo abituati ad identificarla con l’istituzione, dobbiamo adesso prendere consapevolezza che la Chiesa è la comunità dei credenti, all’interno della quale c’è l’istituzione, e sentire la responsabilità che, se anche la Chiesa istituzione è in crisi, la chiesa come comunità non può andare in crisi. È questa la meta verso la quale vorrei che la diocesi si incamminasse». Chiesa comunità, dunque, come obiettivo, ma anche come metodo di lavoro comunionale, che parte dalla fiducia nella forza della comune missione di gruppi, associazioni e movimenti, impegnati, come sintetizzato dal segretario della Consulta Carmine Gelonese, «nell’urgenza, nella fatica, ma anche nella bellezza di mettere in comune idee e percorsi concreti e fattibili, partendo da carismi e sensibilità differenti, con una testimonianza sempre più coerente, credente e credibile nell’ordinario della vita quotidiana e nell’agire sociale come comunità». All’interno di un impegno continuo ad aderire ad ogni iniziativa che favorisca il mettere in comune percorsi di uffici pastorali, gruppi e movimenti, emerge la proposta di una Giornata della Comunione Ecclesiale, in cui presentare a tutta la città le diverse iniziative ecclesiali, che sia un segnale forte di servizio e di diversità. Dentro la città per un rinnovato impegno comunitario – questo il secondo ambito – Le proposte individuate partono prioritariamente dalla necessità di una formazione sempre più qualificata in ambito socio–politico, per poter passare dalle parole ai fatti: promuovendo, con occasioni di incontro su temi specifici durante l’anno, un più costante confronto con il mondo delle professioni e dei diversi attori sociali, in modo che i cattolici siano le “antenne” che provocano e stimolano il dibattito sul bene comune; impegnandosi per un’ecologia integrale con iniziative concrete contro il degrado territoriale e umano, così fortemente legati tra loro, costruendo insieme luoghi formativi comunitari e laboratori di cittadinanza attiva nei quartieri e nei paesi; portando una maggiore presenza nella scuola, nell’università, nel lavoro, anche con il supporto formativo dell’Istituto diocesano di formazione politico–sociale; incentivando i momenti di informazione e conoscenza delle opportunità di inserimento lavorativo e autoimprenditorialità, anche in forma itinerante, con particolare attenzione alle periferie diocesane, e con una collaborazione attiva con gli uffici diocesani preposti, il progetto Policoro e i vicari zonali.

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