Monsignor Morosini spiega il «nuovo» messale romano

di Giuseppe Fiorini Morosini * – Oggi inizia l’uso della terza edizione del Messale Romano. Secondo il pensiero della Chiesa tale novità non deve consistere solo sull’a­dozione di traduzioni nuove, soprattutto la tanto attesa e decantata nuova forma del Padre nostro.

Esso è invece un evento destinato a rilanciare la pastorale liturgica e soprat­tutto eucaristica nelle nostre comunità, non solo ma principalmente nella nostra vita spirituale privata.

Conosciamo tutti la famosa espressione dei martiri di Abitene: Senza domeni­ ca non possiamo vivere, che equivale a: Senza Eucarestia non possiamo vivere.

Carissimi, mentre vi invito ad utilizzare con puntualità e senso di responsabi­ lità il nuovo Messa, al di là di ogni possibile e legittima personale eventuale per­ plessità, vi esorto, parimenti, a riposizionare il timone della nostra vita spirituale e del ministero pastorale sull’Eucarestia, celebrata, adorata, consumata, distribui­ ta. Accostiamoci ad essa con la dignità dovuta. Valgono anche per noi le parole di Paolo: chi riceve indegnamente il Corpo del Signore, riceve la propria condan­ na.

La celebrazione della S. Messa, con la doverosa preparazione e il necessario ringraziamento, sia il punto fermo della nostra giornata. Impariamo a sostare di­ nanzi ad essa in adorazione e insegniamo a fare altrettanto ai nostri fedeli.

In Diocesi abbiamo la bella tradizione dell’adorazione: teniamola viva e in­ crementiamola. Essa è sicuramente fonte di benedizione e di grazia sulla nostra Diocesi e sul nostro popolo.

La S. Messa celebriamola con dignità e devozione. Giova ricordare il detto diventato consiglio per i sacerdoti da parte di tutti i Vescovi: meno messe e più Messa.

Curate la suppellettile per la celebrazione (giova di tanto in tanto portare in lavanderia i paramenti sacri o in altro luogo attrezzato per la pulizia di stoffe pre­ giate), la pulizia dei vasi sacri; controlliamo i nostri calici e pissidi, in qualche chiesa sono anneriti dall’usura del tempo. Teniamo il presbiterio e il luogo della reposizione adorno con sobrietà, ma con attenzione: fate attenzione a candelieri e portafiori posti in un modo asimmetrico che disturba l’occhio di guarda, tovaglie mal pendenti sull’altare, libri liturgici ammucchiati, altari e presbiterio che sem­ brano depositi di roba inutile. Attenzione però a non rovinare oggetti preziosi oppure opere d’arte. Prima di ogni passo consigliamoci con l’ufficio idoneo.

Non meravigliatevi di questi suggerimenti: non sono minuzie di poco conto. Quando il papa Leone X ha proclamato Santo Francesco di Paola ed ha parlato della sua pietà eucaristica, ha messo in evidenza la sua cura per l’ordine e la puli­ zia dei vasi sacri e dell’altare.

Stiamo per iniziare l’Avvento, vale per questo tempo l’invito che vi ho rivolto sopra: riposizioniamo la nostra vita spirituale su Gesù e sull’Eucarestia, che è il segno concreto dell’Emmanuele che sta sempre con noi, come ci ha promesso Gesù. Ongi volta che consacriamo il pane e il vino noi rinnoviamo misticamente la discesa di Gesù in terra: El Verbo si èfatto carne ed ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

In questo tempo di avvento ricordate tutto questo anche ai fedeli. Unite, come ho fatto io con voi, il discorso sul nuovo Messale, all’invito a rinnovare la pro­ pria fede nell’Eucarestia.

Vi auguro che Gesù sia sempre al centro della vostra vita e della vita dei vo­ stri fedeli. Fissate sempre in lui il vostro sguardo e il vostro cuore.

* Arcivescovo Reggio Calabria – Bova

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