Il percorso professionale e istituzionale di Giusi Princi rappresenta un elemento di continuità tra l’istruzione locale e l’attuale rappresentanza della Calabria in sede europea. Dopo un’attività trentennale nel mondo scolastico, culminata nella direzione del Liceo Scientifico da Vinci di Reggio Calabria, e un incarico triennale come vicepresidente della Giunta regionale con deleghe a settori chiave come Istruzione e Lavoro, Princi siede oggi al Parlamento di Bruxelles. Il testo che segue ripercorre le tappe principali della sua carriera formativa, accademica e dirigenziale, esaminando il suo metodo di lavoro legato al territorio e il suo intervento diretto nella valorizzazione del patrimonio culturale calabrese. Un’attenzione specifica è riservata al ruolo svolto per l’istituzione dell’Edizione Nazionale dedicata all’opera dello scrittore Corrado Alvaro e del relativo parco letterario, progetti mirati allo sviluppo culturale ed economico della regione.
Dalla formazione all’impegno istituzionale per la Calabria
Se c’è una personalità che merita di avere riconosciuta l’assoluta eccellenza della propria azione a tutto spettro nel campo dell’istruzione e della formazione e del patrimonio culturale, questa è senza alcun dubbio possibile Giusi Princi, oggi europarlamentare dopo essere stata per un trentennio docente e dirigente scolastica e per un triennio vicepresidente della Regione Calabria con deleghe numerose e basilari, tra le quali Lavoro, Istruzione, Università, Ricerca, Edilizia Scolastica ed Impiantistica Sportiva. Professo subito la mia totale ammirazione per questa personalità che si pone, oggi, agli apici del migliore panorama politico. Ho avuto modo di poter testimoniare la sua totale dedizione alla promozione della Calabria per aver condiviso con lei qualche sogno, non rimasto nel cassetto. Tutto l’ammirabile azione che ha esercitato ed esercita nel campo dell’istruzione, della formazione e della valorizzazione culturale, ha dietro di sé una storia esemplare. Nata nella provincia montuosa di Reggio, Giusi Princi ha avuto una vita non immune da dolorose perdite, alle quali ha reagito con la feroce volontà di costruirsi, di crescere ogni giorno più del precedente. Tutto il suo percorso formativo e azionale è stato improntato a questa ferrea determinazione: vincere in tutti i campi in cui si è applicata, ma non per narcisistico appagamento, bensì per poter dare agli altri (studenti, docenti, cittadini calabresi, e ora anche italiani ed europei) i risultati delle competenze acquisite e degli obiettivi raggiunti.
Le competenze accademiche e i risultati nella dirigenza scolastica
Una personalità prismatica e umana, profondamente umana, deprivata della alterigia in cui il ruolo confina i mediocri; e questo avviene quando si vive nel respiro degli altri, si trionfa per gli altri. Ecco perché è importante focalizzare alcuni aspetti che mi appaiono più importanti come elementi esemplari, soprattutto per le nuove generazioni. Giusi Princi testimonia che nulla è impossibile, se crediamo fortissimamente in ciò che vogliamo raggiungere. Ma per poterlo fare, per poter compiere il percorso che abbiamo sognato e per cui abbiamo lottato, è necessario introiettare, possedere, mettere a frutto le enormi e polimorfiche competenze che sono necessarie e che sono state acquisite con l’indomabile volontà di costruirsi. Laureata a Messina in Scienza della Formazione, vincitrice di tutti i concorsi cui ha partecipato, giovanissima dirigente scolastica, Giusi Princi ha frequentato con ottimo profitto, in università di notevole prestigio (Firenze e Milano Bocconi), master di secondo livello (ad esempio, in «Management degli enti locali e delle aziende pubbliche e private»), così acquisendo una lunga serie di ferri del mestiere, sia in ambito scolastico, sia per un futuro politico, che certo allora non immaginava. Cosa non ha fatto nella scuola e per la scuola, Giusi Princi: corsi formativi, percorsi dirigenziali, corsi universitari, allargamento dei campi d’intervento, invenzione di nuove prospettive didattiche. Sarebbe davvero troppo lunga e stancante anche una sommaria randonnée e, pertanto, mi fermo solo su ciò che per un decennio e più è stata la sua vita da dirigente strepitosamente produttiva del Liceo Scientifico da Vinci, portato a vertici di notevole prestigio nel panorama nazionale e internazionale: potenziamenti disciplinari, percorsi di eccellenza, creazione di laboratori innovativi, primazia nazionale negli esiti universitari delle matricole, con incrementi incredibili nel numero degli iscritti, e persino una prestigiosa collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology.
Il mandato in Giunta regionale e l’approdo al Parlamento Europeo
Tutto questo percorso esperienze e dirigenziale si è poi riversato nell’impronta profonda e duratura che ha dato alla Regione da Vicepresidente, in fruttuosa sintonia con il presidente Occhiuto. E ne sono scaturiti interventi mai prodotti prima con tale ricchezza di analisi sul recupero degli apprendimenti di base in italiano e in matematica, finalizzato a colmare gli squilibri territoriali ed i gap formativi nelle competenze chiave degli studenti del sud Italia, e ovviamente sulle discriminazioni di genere. Lungo questa linea vettoriale ha promosso con inesauribile forza e pervicacia tutta una sequenza di contatti vivificanti con le migliori forze del territorio calabrese, che è un’altra delle sue peculiarità. Privilegiando il rapporto con il territorio, ha un frequentatissimo gruppo web, ‘Insieme con Giusi Princi’, nel quale giorno dopo giorno la eurodeputata dà conto del lavoro che fa e dei risultati che ottiene. E sono quasi sempre azioni che proiettano la Calabria, regione troppo spesso lasciata nell’anonimia, al centro dell’Europa. In neppure due anni ha acquisito un ruolo incisivo nelle politiche europee, riscuotendo il più volte manifestato apprezzamento di Roberta Metsola e di Ursula von der Leyen, tanto da essere stata da loro definita «la migliore deputata italiana». Davvero un volo prodigioso, dall’oscura provincia calabrese al Parlamento europeo di Bruxelles, e non ― come purtroppo è avvenuto troppo spesso ― per esercitare un ruolo di contorno. Per la prima volta, o quasi, la Calabria ha una rappresentanza che incide, che opera, che porta avanti iniziative concretissime, portandole a piena realizzazione. Ha dovuto superare, come è facile intuire, non poche diffidenze iniziali. Chi viene dalla Calabria deve subito combattere un marchio pregiudiziale, che è fin troppo facile intuire. Con la consueta e incoercibile determinazione Giusi Princi si è imposta un ferreo comportamento: mai mancare alle sedute del Parlamento (parte il lunedì da Reggio e torna il venerdì notte) e in quella sede lavorare attivamente ― come mai era avvenuto prima ― per la sua terra. E sono nate iniziative che hanno avuto davvero una risonanza europea, soprattutto nel campo della istruzione e della formazione. Ma non solo: la Calabria è una terra che ha fame di lavoro e di risorse; e ogni settimana l’europarlamentare informa sulle opportunità che si aprono nei bandi europei. Mai la Calabria è stata così vicina al cuore dell’Europa; e mai come ora si sono aperte tante prospettive, tante realizzazioni.
La valorizzazione del patrimonio e l’Edizione Nazionale di Corrado Alvaro
Da Vicepresidente della Regione Giusi Princi ha dato un impulso notevolissimo alla valorizzazione del patrimonio culturale calabrese, a partire da Alvaro (e qui ha inizio la mia diretta testimonianza). Come è ormai noto, da qualche settimana è stata insediata la Commissione per l’Edizione Nazionale dell’Opera Omnia di Corrado Alvaro, del quale ricorre quest’anno il settantesimo anniversario della morte. È una delle due Edizioni Nazionali istituite quest’anno dal Ministero della Cultura (l’altra è l’epistolario di Verga). Ma la Sicilia ne aveva altre, tra cui quella di Pirandello, mentre la Calabria non aveva mai avuto il vanto di poter inscrivere il nome di un suo scrittore fra quelle create in 150 anni dalla loro nascita, che si deve a Francesco De Sanctis, grande storico della letteratura e negli anni Settanta del secolo scorso anche ministro. Ebbene, la Edizione Nazionale di Alvaro non ci sarebbe oggi se Giusi Princi non mi avesse restituito fiducia sul possibile rapporto dialogico con la politica. Ricordo che gli esposi una larva di progetto e mi forzò quasi a lavorarci, finché non fu completato e inviato. Data la mia lunga carriera accademica da italianista, non mi è stato difficile costituire una squadra di eccellenti studiosi, che hanno cooperato al progetto, inscrivendosi in esso; e dopo un complesso percorso ― reso possibile da ciò che la Fondazione Alvaro ha prodotto nell’arco di un trentennio ― l’Edizione Nazionale è stata approvata, istituita e insediata, divenendo operativa. Posso dire senza falsa modestia che il meglio dell’italianistica nazionale ed europea fa parte (o coopera) a questa realizzazione, che per la Calabria ha un’importanza notevole, non rimanendo confinata nel campo degli studi accademici, poiché avrà anche una Edizione digitale, liberamente fruibile (quella di Pirandello ha centotrentamila contatti all’anno, da novanta nazioni diverse).
Il Parco Letterario come strumento di sviluppo territoriale
Credo che l’anniversario della morte di Alvaro non possa avere migliore celebrazione, che ― lo ripeto ― non ci sarebbe stata senza il ruolo propulsivo di Giusi Princi. Così come lo ha avuto nella imminente istituzione del parco letterario «Corrado Alvaro». Quando era vicepresidente, e non avevamo una conoscenza diretta, gli esposi l’idea di creare un parco letterario, intitolato al nostro maggiore scrittore del Novecento. Era un’idea annosa, che stava per essere realizzata sul finire dello scorso secolo, quando però quel progetto venne escluso da un congruo finanziamento europeo per imposizioni politiche che privilegiarono un altro parco rispetto a quello alvariano. Anche in questo caso, iniezione di fiducia, con un’azione costante di amabile ma ferma spinta a renderlo possibile; e la Fondazione Alvaro, di cui ero allora presidente, rispose in modo perfetto, dando vita a un progetto che il presidente dei Parchi Letterari Italiani, Stanislao De Marsanich, ha definito perfetto. Giusi Princi ha subito intuito le potenzialità che esso conteneva per un territorio povero e vituperato: si pensi all’indotto che può produrre, portando almeno seimila presenze all’anno. E non si tratta solo di indotto economico: perché solo la cultura, con il suo passo lento ma costante, può produrre mutamenti veri in un contesto esacerbato da troppo carenze dello Stato. Giusi Princi crede fortissimamente nel potere operativo e catartico della cultura; e, per tutto ciò che ho esposto, posso idealmente dedicare la neonata Edizione Nazionale ― che presiedo da calabrese magnogreco con commossa dedizione ― a Giusi Princi, che tanta parte ha avuto nella valorizzazione della grandezza di Alvaro.
*Presidente della Edizione Nazionale dell’Opera Omnia Di Corrado Alvaro













