Avvenire di Calabria

Dal passato al presente, piccoli ma efficaci applicazioni della cosiddetta economia circolare

«Non si butta niente», le moderne app anti spreco nascono dal consiglio dei nonni

Molto diffuse anche in Calabria le piattaforme nate per evitare che cibo ancora commestibile finisca nella pattumiera

di Francesco Chindemi

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La migliore lezione di economia circolare c’è stata tramandata dai nostri nonni. Usare un prodotto, fosse esso un vestito o un qualunque utensile, il più possibile, allungandogli la vita oltre l’immaginabile rientrava nel loro stile di vita. Forse dovuto anche ad un’economia del bisogno. Ma di fatto, quello che era un comportamento accompagnato dalla classica frase «non si butta via niente» è ciò che sta alla base della stessa economia circolare: fare dello scarto o del rifiuto - di un’impresa o di un consumatore - una risorsa: sia essa materia prima da destinare per le attività produttive di altre aziende o prodotti ancora validi da reimmettere lungo la catena di distribuzione.


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Dalla teoria alla pratica, il «non si butta via niente» in chiave moderna, nella vita di tutti i giorni, è ben racchiuso nella funzionalità di alcune app, facilmente scaricabili sui propri smartphone, capaci di connetterci con una rete parallela del riuso degli sprechi, come ad esempio proprio quelli alimentari. Le eccedenze, ma anche gli scarti (da lavorazione o consumo a tavola) che finirebbero in pattumiera o ad inquinare l’ambiente, acquistano nuovo “valore” e soprattutto “vita”, se così possiamo dire. E non c’è differenza tra un territorio e l’altro, magari distanti per condizioni economiche.

App anti spreco alimentare, alcuni esempi

Da qualche anno a questa parte, ad esempio, ha cominciato a diffondersi anche in Calabria un’app che consente ad ogni singolo cittadino di far parte di una rete anti spreco, diffusa su scala globale. Si chiama “Too Good TooGo” e già dal nome, in italiano «troppo buono per essere buttato» - che richiama in qualche modo alla saggia affermazione dei nonni - suggerisce il suo fine.

L'app anti spreco alimentare si è diffusa anche in Calabria. Nella sola Reggio Calabria, all’iniziativa hanno aderito una decina tra commercianti e ristoratori. L’applicazione consente loro di mettere in vendita a prezzi ridotti e convenienti il cibo invenduto a fine giornata e ai consumatori di acquistare un “box” di alimenti ad un terzo del prezzo di vendita, ma in una quantità nettamente maggiore. Alla base di entrambi, sia venditori che acquirenti, l’impegno quotidiano a contrastare lo spreco alimentare.


PER APPROFONDIRE: Sprechi zero, la soluzione arriva dall'Università Mediterranea


“Too Good TooGo”, è un'app nata in Danimarca nel 2015 con l’impegno di salvare il cibo, sensibilizzare la società sulle problematiche inerenti allo spreco alimentare e preservare l’ambiente è attiva in Italia da marzo 2019. Non è la sola iniziativa del genere. Sul fronte della filiera della solidarietà, inoltre, si sono tante catene della Grande distribuzione alimentare che offrono ai bisognosi le proprie eccedenze alimentari fatte di prodotti ancora commestibili, al fine di evitare che vadano perse.

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