Nvidia e il caso Megaspeed, aumentano i sospetti di spionaggio. Claude si autovaluta e Altman prepara i robot per i data center

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Ai Overview: La complessa inchiesta pubblicata dal New York Times accende i riflettori su presunti flussi di informazioni riservate tra una dirigente di Megaspeed e i vertici di Nvidia, in un contesto geopolitico segnato da restrizioni sulle esportazioni di chip verso la Cina e da ingenti investimenti nelle infrastrutture tecnologiche. Mentre l’amministrazione statunitense valuta i rischi legati alla sicurezza nazionale, le aziende del settore proseguono la corsa all’innovazione attraverso lo sviluppo di sistemi di autovalutazione per la moderazione dei contenuti, nuovi modelli di programmazione e strumenti avanzati basati su agenti intelligenti.

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Indagine e sicurezza internazionale nel settore dei semiconduttori

Una dirigente di Megaspeed, una società di Singapore che gestisce grandi datacenter, è sospettata di aver trasmesso informazioni alla Cina mentre manteneva rapporti con Jensen Huang, fondatore di Nvidia: a riferirlo è il New York Times, secondo cui alcuni funzionari statunitensi ritengono che Alice Huang possa aver fornito a Pechino informazioni riservate. Donald Trump, scrive il quotidiano statunitense, sarebbe stato informato dei sospetti circa un anno fa, ma avrebbe deciso di non intervenire. Non è chiaro quali informazioni la donna possa aver trasmesso, ma tra i timori degli investigatori c’era la possibilità che la dirigente rivelasse le intenzioni dell’amministrazione Trump sulle esportazioni di chip e dettagli riservati su Nvidia, però secondo gli investigatori, Jensen Huang era all’oscuro del presunto ruolo della donna e non avrebbe ricevuto dalle autorità americane alcun avvertimento riservato. Megaspeed, già indagata per un presunto trasferimento di chip Nvidia verso la Cina, ha acquistato attraverso una società collegata prodotti del gruppo americano per almeno 4,8 miliardi di dollari e continua a essere un suo partner commerciale. Nvidia parla di normali incontri di lavoro e sostiene che i clienti non ricevono «alcuna informazione rilevante per la sicurezza nazionale», intanto Megaspeed ha affidato le verifiche a uno studio legale esterno, mentre Pechino respinge le accuse…i sospetti di spionaggio non sono stati finora dimostrati.

Modelli di autovalutazione e investimenti infrastrutturali

Sul fronte della sicurezza, segnaliamo che Anthropic ha introdotto un sistema di autovalutazione per individuare gli usi potenzialmente dannosi del suo assistente Claude. Dopo ogni risposta, il modello esamina la conversazione e segnala ai controllori umani eventuali comportamenti sospetti, classificandone la gravità. Il sistema, attivo da giugno, sul modello Claude Fable 5 individua il 78% delle conversazioni potenzialmente dannose, con un tasso di segnalazioni errate dell’1%; ad agosto ha rilevato oltre 100 mila segnalazioni relative ad abusi sessuali su minori riconducibili a un unico cliente, successivamente denunciate alle autorità. Anthropic precisa che il sistema, da solo, non è sufficiente a contrastare la maggior parte degli attacchi.

Le aziende del settore continuano intanto a investire nelle infrastrutture: Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, ha spiegato in un podcast che la società intende sviluppare robot da utilizzare soprattutto nei centri di calcolo perché l’obiettivo è arrivare a impianti capaci di contribuire alla costruzione di nuove strutture, con robot guidati dall’intelligenza artificiale impiegati nelle fabbriche di chip e nella produzione di pannelli solari. Secondo alcune indiscrezioni, Anthropic sarebbe inoltre il principale cliente di SpaceX: i suoi contratti rappresenterebbero il 34,5% dei ricavi del terzo trimestre, con una spesa prevista di 3,1 miliardi di dollari al mese a partire da dicembre. La canadese Cohere punta invece a raccogliere fino a 5 miliardi di dollari e dichiara una crescita del 165% in un anno dei ricavi ricorrenti, generati da abbonamenti e contratti continuativi. Harvey, società specializzata in strumenti di intelligenza artificiale per gli studi legali, ha acquisito la startup Aida.

Nuovi prodotti e prospettive nell’utilizzo degli assistenti virtuali

Tra i nuovi prodotti, segnaliamo che Meta ha presentato Style Sketch, un’applicazione che utilizza le fotografie di Instagram per creare un guardaroba virtuale e suggerire abbinamenti. Canva ha introdotto Brush, uno strumento che permette di modificare le grafiche attraverso istruzioni in linguaggio naturale. Databricks ha sviluppato Agent Memory, un sistema di memoria a lungo termine che consente agli agenti IA di conservare informazioni da utilizzare nelle attività successive. La francese Mistral ha invece rilasciato Le Chonk, un modello per la programmazione con mille miliardi di parametri e pesi aperti, che possono essere scaricati e modificati.

L’impiego degli agenti IA riguarda sempre più anche le comunicazioni personali: l’imprenditore Greg Isenberg ha osservato sui social che la dicitura «Sent from AI agent» sta diventando il nuovo «Sent from iPhone». Rowan Cheung, fundatore della newsletter The Rundown AI, distingue invece tra attività operative e rapporti personali e a suo giudizio, un messaggio prodotto da un algoritmo può essere interpretato dal destinatario come un segno di scarsa attenzione. La regola che propone è «Use agents everywhere, except on people»: utilizzare gli agenti ovunque, tranne che nei rapporti con le persone.

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