Avvenire di Calabria

Lo scorso 16 giugno ricorrevano 20 anni dalla canonizzazione di padre Pio: il messaggio del frate è ancora attualissimo

Padre Pio, maestro di spiritualità

«La preghiera è la chiave che apre il cuore di Dio» era solito dire il frate di Pietralcina a chi gli chiedeva la radice della sua fede

di Simona Marmorino *

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Lo scorso 16 giugno ricorrevano 20 anni dalla canonizzazione di padre Pio: il messaggio del frate è ancora attualissimo. «La preghiera è la chiave che apre il cuore di Dio» era solito dire a chi gli chiedeva la radice della sua fede.

La spiritualità di padre Pio

Non è esagerato dire che Padre Pio occupa un posto di primaria importanza nella galleria dei grandi oranti della spiritualità cristiana. La sua figura fa bella mostra accanto a quella di San Francesco d’Assisi, il quale secondo il biografo “non era tanto un uomo che pregava, quanto gli stessi era tutto trasformato in preghiera vivente”. Non diverso fu l’atteggiamento abituale di di Padre Pio: la sua giornata terrena fu un continuo colloquio con Dio, pregava molto, pregava bene.


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Negli gli anni di studio, in cella veniva sorpreso quasi sempre in ginocchio a pregare. Esprimeva stesso un solo desiderio: che le giornate fossero di 48 ore, per pregare continuamente. Preferiva la preghiera alla lettura, giustificando: “nei libri cerchiamo Dio, nella preghiera lo troviamo. La preghiera è la chiave che apre il cuore di Dio”. La preghiera da lui più attesa era la santa Messa. Quando gli è stato chiesto, un giorno che cosa fosse per lui la messa, Padre Pio rispose: “E’ la rinnovazione della passione di Gesù. E’ un sacro miscuglio tra me e Gesù”. Padre Pio non fu soltanto una grande orante ma ancora un sicuro maestro una vita della preghiera. 

Un secondo strumento della  santità e spiritualità di Padre Pio è l”obbedienza :obbedienza a Dio, alla Chiesa, ai superiori. Consapevole dell’impegno promesso nella sua professione religiosa, Padre Pio osservò con generosità il voto di obbedienza, amandolo perché consiglio di Cristo e messaggio di perfezione. Per tutti i superiori  aveva rispetto e venerazione, considerandoli rappresentanti di Dio. Mai ne criticò  decisione prescrizioni. Mise la propria volontà nelle loro mani, senza riserve, negando la sua volontà.  Padre Pio sempre obbedì alla Chiesa. Quando la chiesa gli domandò il sacrificio di non celebrare in pubblico, padre Pio lo fece, quando gli chiesero di stare chiuso nel silenzio, restò nel silenzio. Quando gli chiesero di pregare, pregò.  nel doloroso periodo, in cui venne sospeso dal ministero, padre Pio obbedì senza dire una parola, senza chiedere una spiegazione, pur soffrendo. Dopo tante prove, era solito dire:  “Dolce è la mano della Chiesa, anche quando ci percuote”.

Altro strumento di santità:  la sofferenza.  Dalla cattedra della sofferenza e del dolore, la quale Padre Pio fu promosso molto presto, egli fu un autentico maestro di spirito. E certamente Padre Pio non era un maestro improvvisato, egli poteva chiamarsi alla propria esperienza. Tutta la sua vita è  cosparsa di dolore e di sofferenza.  Se l’uomo respinge istintivamente il dolore, sia fisico che morale, Padre Pio al contrario lo desiderava, lo ricerca, gli va incontro con generosità. Ha cercato il dolore come mezzo di purificazione e di elevazione ma soprattutto partecipazione alla passione e morte redentrice di Cristo Crocifisso.


PER APPROFONDIRE: Padre Pio, i gruppi di preghiera visitano monsignor Morrone


Ed infine altro elemento della spiritualità di Padre Pio è la carità. Padre Pio fu un uomo, un religioso e un sacerdote al servizio del prossimo, anzi la sua fu una vita tutta spesa al servizio degli altri. Già all’inizio del suo ministero sacerdotale confidava: “mi sento vertiginosamente trasportato a vivere per i fratelli”

Padre Pio espresse al massimo della sua carità verso il prossimo accogliendo, però oltre 50 anni, migliaia e migliaia di persone, che accorrevano a lui per consiglio, per conforto. Era quasi un assedio d’amore : lo cercavano in chiesa, nel confessionale, nella sacrestia, nel convento. Ed egli non sapeva negarsi a nessuno, donava tutto il suo amore, risvegliando la fede, donando la grazia, portando la luce. Ai suoi figli spirituali raccomandava: “Aiutatemi a soffrire, Aiutatemi a salvare le anime”. Desiderò, pregò, soffrì, domandando a Dio che tutti i suoi figli fossero salvati. 

La salvezza del mondo è opera di Dio, il quale la compie servendosi di uomini, e di uomini dal cuore rinnovato. Solo l’uomo nuovo, l’uomo spirituale, reso “cristiforme” dallo Spirito Santo, è capace di rendere presente nel mondo l’azione salvifica di Dio. E’ l’esempio tipico di San Francesco d’Assisi, uomo semplice incolto, ma posseduto dal Vangelo e ispiratore di cultura. E’ l’esempio tipico di Padre Pio, non a caso definito il San Francesco del Meridione: tutta la sua vita è stato un miracolo ininterrotto e una testimonianza del fascino che esercita la virtù.

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