Pasqua: mons. Soricelli (Amalfi-Cava de’ Tirreni), “Dio, nel Figlio, offre a noi tutti la possibilità di riscatto e liberazione, di speranza e fiducia”

Breaking News

Non perdere i nostri aggiornamenti, segui il nostro canale Telegram: VAI AL CANALE


“Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione” (Lc 22,15). Inizia con questo passo del Vangelo di Luca il messaggio di pasqua dell’arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, mons. Orazio Soricelli, che spiega: “La vita di Gesù è orientata al dono totale di sé. Questa è infatti l’essenza profonda della rivelazione: l’autocomunicazione di Dio in Gesù Cristo per opera dello Spirito Santo. L’amore ‘fino alla fine’ si concretizza nella sua forma suprema e totalizzante: ‘Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici’ (Gv 15,13)”.
Il presule, poi, ricorda: “Il Vangelo della passione in Marco comincia con una donna che spreca (Marco 14,3-9). Dell’amore appassionato e purificatore di questa donna, dice San Gregorio Magno: ‘Ha bruciato perfettamente la ruggine del peccato perché arde intensamente nel fuoco dell’amore’. Dinanzi a questo spreco umano, abbiamo un altro spreco, quello divino. È Cristo che si versa ai nostri piedi, sulle nostre chiusure, incarnando la folle speranza di Dio che non si trattiene in sé, ma, si versa in abbondanza, profumo che sa di amore eterno, l’unico che riempie il nostro cuore”.
Mons. Soricelli evidenzia: “La Pasqua si può così racchiudere in questi due atteggiamenti: un amore donato e un amore che sembra sprecato. La Pasqua chiede a ognuno di percepire quanto amore non si è stati capaci di donare, quante azioni non compiute, quanti passi non mossi, quante attenzioni non date, quanto amore risparmiato e sciupato”. “La Pasqua – aggiunge – è anche però il momento in cui Dio, nel Figlio, offre a noi tutti la possibilità di riscatto e liberazione, di speranza e fiducia, di ottimismo e progettualità”.
L’arcivescovo osserva: “La risurrezione del Crocifisso è come un seme gettato nell’oscurità della terra, che misteriosamente cresce e dà frutto. Davvero il Risorto è l’orizzonte necessario di tutto ciò che siamo e facciamo, il cuore di ogni realtà, il segno a favore dell’uomo, che non deve fermarsi di fronte a nessun ostacolo. Il Risorto è presente nella nostra vita ogni volta che ripetiamo i suoi gesti, le sue parole, le sue azioni; ogni volta che viviamo gli atteggiamenti evangelici. La nostra esistenza quotidiana ha già i segni della risurrezione”. E conclude: “La luce di questo giorno ci renda lieti e forti nella speranza, ardenti nella carità, certi nella fede e fiduciosi nel futuro”.

Fonte: Agensir
Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
vangelo dello studente

Il Vangelo dello studente: il libro di Riccardo Mensuali sul cammino dei giovani

Malattia e famiglia

La gestione della malattia e della fragilità fisica all'interno del contesto familiare e nella riflessione ecclesiale

ragazzi noia

Aggressioni minorenni dalla minicar a Firenze: l'inchiesta svela la noia come movente

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email